Zingarelli 2009

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Dizionari

Fra Tafazzi e i tronisti spunta Second Life

Nello Zingarelli 300 parole nuove

di Giovanni Nardi

Tra le buone abitudini della casa editrice Zanichelli c’è quella di presentare ogni anno il Vocabolario della lingua italiana aggiornato con i neologismi più recenti, tanto da costituire una delle attrattive non secondarie del dizionario nato nel 1922 per opera di Nicola Zingarelli e successivamente (dopo la morte dell’autore avvenuta nel 1935) ampliato e rivisto. Dalla dodicesima edizione in poi, risalente al 1993, la revisione e l’aggiornamento sono annuali, per cui anche l’edizione apparsa quest’anno, se viene ancora chiamata ‘dodicesima’, di fatto è abbastanza distante da quella di quindici anni fa e dalle altre che si sono susseguite. Rispetto al 2008, per esempio, ci sono quasi 300 parole nuove e 800 nuovi significati, 900 schede con sfumature di significato e ben 1600 retrodatazioni di parole, che costituiscono una testimonianza del perpetuarsi della lingua attraverso i secoli. I testi serviti a questa retrodatazione sono stati principalmente quelli della traduzione del “De re militari”di Roberto Valturio fatta da Paolo Ramusio nel 1483, della tesi di Grazia M. Lisma sul lessico marinaresco dell’Ottocento e di un articolo di Mario Cortellazzo sul catalogo storico della Zanichelli. Che quest’anno festeggia i suoi primi centocinquant’anni (1859 – 2009) e ne dà compiaciuta notizia anche nella sovracoperta del suo dizionario più noto, lo Zingarelli appunto, che copre circa la metà dell’intero mercato nazionale. Il dizionario (2704 pagine, oltre 140.000 voci con 375.000 significati, 71.500 etimologie e 95.000 datazioni, 9.000 sinonimi e 2.000 contrari, oltre 11.500 citazioni di 116 autori) costa 71,80 euro, con cd-rom 83,90. Vediamo ora le parole nuove, occasione perché a ogni inizio d’anno scolastico si parli dello Zingarelli anche sui giornali. Nella massima parte dei casi non si tratta di neologismi a ogni costo o di consacrazione dell’effimero, ma di documentazione dell’evolversi della lingua. Così come l’introduzione di parole straniere, motivate dall’uso sempre più diffuso che si fa di questi termini, specie in ambito scientifico e tecnologico; peraltro, la casa editrice assicura che esse rimangano meno del 2% del totale. Lo stesso vocabolario indica che ‘parole nuove’ come “ostalgia”, “multipotente”, “terzo posto”, “caveat”, “indecisionismo”, “Ecopass”, adoperate tranquillamente dai giornali e nel linguaggio politico e scientifico, “sono nate per innovazioni culturali, legislative o tecnologiche”, così come l’uso ha suggerito l’inserimento di modi colloquiali o gergali come “stupidera”, “cadere dal pero” e l’aggiunta di nuovi significati a parole esistenti come “puntuto”, “campana”, “stellato”; tra le parole provenienti da altre lingue lo Zingarelli 2009 indica “mise en abyme”, “subprime”, “smartphone”, “You Tube”, “Second Life”.

(Da La Nazione, 12/10/2008).

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2 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Dizionari<br /><br />
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Fra Tafazzi e i tronisti spunta Second Life<br /><br />
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Nello Zingarelli 300 parole nuove<br /><br />
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di Giovanni Nardi<br /><br />
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Tra le buone abitudini della casa editrice Zanichelli c’è quella di presentare ogni anno il Vocabolario della lingua italiana aggiornato con i neologismi più recenti, tanto da costituire una delle attrattive non secondarie del dizionario nato nel 1922 per opera di Nicola Zingarelli e successivamente (dopo la morte dell’autore avvenuta nel 1935) ampliato e rivisto. Dalla dodicesima edizione in poi, risalente al 1993, la revisione e l’aggiornamento sono annuali, per cui anche l’edizione apparsa quest’anno, se viene ancora chiamata ‘dodicesima’, di fatto è abbastanza distante da quella di quindici anni fa e dalle altre che si sono susseguite. Rispetto al 2008, per esempio, ci sono quasi 300 parole nuove e 800 nuovi significati, 900 schede con sfumature di significato e ben 1600 retrodatazioni di parole, che costituiscono una testimonianza del perpetuarsi della lingua attraverso i secoli. I testi serviti a questa retrodatazione sono stati principalmente quelli della traduzione del “De re militari”di Roberto Valturio fatta da Paolo Ramusio nel 1483, della tesi di Grazia M. Lisma sul lessico marinaresco dell’Ottocento e di un articolo di Mario Cortellazzo sul catalogo storico della Zanichelli. Che quest’anno festeggia i suoi primi centocinquant’anni (1859 – 2009) e ne dà compiaciuta notizia anche nella sovracoperta del suo dizionario più noto, lo Zingarelli appunto, che copre circa la metà dell’intero mercato nazionale. Il dizionario (2704 pagine, oltre 140.000 voci con 375.000 significati, 71.500 etimologie e 95.000 datazioni, 9.000 sinonimi e 2.000 contrari, oltre 11.500 citazioni di 116 autori) costa 71,80 euro, con cd-rom 83,90. Vediamo ora le parole nuove, occasione perché a ogni inizio d’anno scolastico si parli dello Zingarelli anche sui giornali. Nella massima parte dei casi non si tratta di neologismi a ogni costo o di consacrazione dell’effimero, ma di documentazione dell’evolversi della lingua. Così come l’introduzione di parole straniere, motivate dall’uso sempre più diffuso che si fa di questi termini, specie in ambito scientifico e tecnologico; peraltro, la casa editrice assicura che esse rimangano meno del 2% del totale. Lo stesso vocabolario indica che ‘parole nuove’ come “ostalgia”, “multipotente”, “terzo posto”, “caveat”, “indecisionismo”, “Ecopass”, adoperate tranquillamente dai giornali e nel linguaggio politico e scientifico, “sono nate per innovazioni culturali, legislative o tecnologiche”, così come l’uso ha suggerito l’inserimento di modi colloquiali o gergali come “stupidera”, “cadere dal pero” e l’aggiunta di nuovi significati a parole esistenti come “puntuto”, “campana”, “stellato”; tra le parole provenienti da altre lingue lo Zingarelli 2009 indica “mise en abyme”, “subprime”, “smartphone”, “You Tube”, “Second Life”.<br /><br />
(Da La Nazione, 12/10/2008). <br /><br />
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Daniela Giglioli
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Tra le buone abitudini della casa editrice Zanichelli c’è quella di presentare ogni anno il Vocabolario della lingua italiana aggiornato con i neologismi più recenti, tanto da costituire una delle attrattive non secondarie del dizionario nato nel 1922 per opera di Nicola Zingarelli e successivamente (dopo la morte dell’autore avvenuta nel 1935) ampliato e rivisto. Dalla dodicesima edizione in poi, risalente al 1993, la revisione e l’aggiornamento sono annuali, per cui anche l’edizione apparsa quest’anno, se viene ancora chiamata ‘dodicesima’, di fatto è abbastanza distante da quella di quindici anni fa e dalle altre che si sono susseguite. Rispetto al 2008, per esempio, ci sono quasi 300 parole nuove e 800 nuovi significati, 900 schede con sfumature di significato e ben 1600 retrodatazioni di parole, che costituiscono una testimonianza del perpetuarsi della lingua attraverso i secoli. I testi serviti a questa retrodatazione sono stati principalmente quelli della traduzione del “De re militari”di Roberto Valturio fatta da Paolo Ramusio nel 1483, della tesi di Grazia M. Lisma sul lessico marinaresco dell’Ottocento e di un articolo di Mario Cortellazzo sul catalogo storico della Zanichelli. Che quest’anno festeggia i suoi primi centocinquant’anni (1859 – 2009) e ne dà compiaciuta notizia anche nella sovracoperta del suo dizionario più noto, lo Zingarelli appunto, che copre circa la metà dell’intero mercato nazionale. Il dizionario (2704 pagine, oltre 140.000 voci con 375.000 significati, 71.500 etimologie e 95.000 datazioni, 9.000 sinonimi e 2.000 contrari, oltre 11.500 citazioni di 116 autori) costa 71,80 euro, con cd-rom 83,90. Vediamo ora le parole nuove, occasione perché a ogni inizio d’anno scolastico si parli dello Zingarelli anche sui giornali. Nella massima parte dei casi non si tratta di neologismi a ogni costo o di consacrazione dell’effimero, ma di documentazione dell’evolversi della lingua. Così come l’introduzione di parole straniere, motivate dall’uso sempre più diffuso che si fa di questi termini, specie in ambito scientifico e tecnologico; peraltro, la casa editrice assicura che esse rimangano meno del 2% del totale. Lo stesso vocabolario indica che ‘parole nuove’ come “ostalgia”, “multipotente”, “terzo posto”, “caveat”, “indecisionismo”, “Ecopass”, adoperate tranquillamente dai giornali e nel linguaggio politico e scientifico, “sono nate per innovazioni culturali, legislative o tecnologiche”, così come l’uso ha suggerito l’inserimento di modi colloquiali o gergali come “stupidera”, “cadere dal pero” e l’aggiunta di nuovi significati a parole esistenti come “puntuto”, “campana”, “stellato”; tra le parole provenienti da altre lingue lo Zingarelli 2009 indica “mise en abyme”, “subprime”, “smartphone”, “You Tube”, “Second Life”.<br /><br />
(Da La Nazione, 12/10/2008). <br /><br />
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