Voci dalla Cina che sceglie l’italiano: la rivista “Caratteri”.

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Voci dalla Cina che sceglie l’italiano: la rivista “Caratteri”.

di Marco Del Corona.

La testata recita: “Caratteri”. Si tratta della prima rivista dedicata alla letteratura cinese contemporanea pubblicata in italiano a Pechino: edita da “Letteratura del popolo”, periodico di solida tradizione, prevede per ora una cadenza annuale. La lingua italiana, dunque, viene coinvolta nell’offensiva avviata non solo per diffondere all’estero la conoscenza della civiltà cinese classica ma anche per superare le diffidenze o l’inerzia che spesso accolgono la produzione culturale contemporanea: pochi autori tradotti, pochissimi effettivamente letti, un trend che, sull’onda lunga del Nobel 2012 assegnato a Mo Yan, Pechino cerca di contrastare.
“Caratteri”, presentata ufficialmente il 18 agosto a Pechino, si avvale di due curatrici italiane, Patrizia Liberati, del locale Istituto italiano di Cultura, e Silvia Pozzi, dell’Università di Milano-Bicocca, entrambe affermate traduttrici (info: rivista.caratteri@gmail.com). Il primo numero da settembre sarà acquistabile su Amazon (12 euro, 100 renminbi) e in Italia verrà distribuito nelle università e negli Istituti Confucio. Punta su autori di spicco della produzione d’oggi, sia narratori (sei donne, Di An, Fan Xiaoqing, Lu Min, Ren Xiaowen, Shen Keyi, Tie Ning; e sei uomini, A Yi, Lu Nei, Li Er, Li Jingze, Liu Cixin, Mai Jia) sia poeti (sei: Chun Shu, Hou Ma, Sun Lei, Tian Yuan, Yu Jian, Zhai Yongming), accomunati dal fatto di essere inediti nella nostra lingua. E l’ambizione è anche fornire, attraverso la scrittura, uno spaccato autentico della Cina di oggi, al netto degli stereotipi.
Letteratura, dunque, ma anche produzione di consumo: «Abbiamo voluto includere due autori di genere, Liu Cixin (1963) per la fantascienza e A Yi (1976) per il noir, che, da ex poliziotto ed ex giornalista, affronta reinterpretando casi giudiziari tradizionali puntando sull’analisi psicologica dei personaggi», spiegano le curatrici. Accanto a traduttori professionisti (Flavio Aulino, Ivan Franceschini, Paola Iovene, Patrizia Liberati, Maria Rita Masci, Silvia Pozzi, Stefania Stafutti per la narrativa; Alessandra Lavagnino, Mario Sabattini, Luca Stirpe, Serena Zuccheri per la poesia),Caratteri ne ha selezionati tre (Mario De Grandis, Alessandra Pezza, Fang Xi ) attraverso un concorso in cui ha partecipato un centinaio di sinologi.
Fra le scrittrici antologizzate, di Lu Min (1973), già impiegata postale e dipendente pubblica, viene proposto un racconto «che registra in crescendo il delirio salutista di una moglie cieca alla depressione del marito», spiega Pozzi, mentre Sheng Keyi — stessa generazione, già tradotta e acclamata nei Paesi anglofoni, apprezzata da Yu Hua— «restituisce con intensità gli affanni psicologici di una trentenne sola», l’equivalente di una quarantenne in Occidente.
(Da leviedellasia.corriere.it, 22/8/2014).




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