Vocabolari

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DIZIONARI

Il nuovo Devoto-Oli, dedicato ai buongustai del lessico

di Giorgio De Rienzo

Tra i vocabolari della nostra lingua il Devoto-Oli è stato sempre considerato un vero e proprio «dizionario d’autore», come i più antichi di Tommaseo e Panzini. Aveva una caratteristica peculiare: quella di una definizione delle parole ariosa e precisa («propria», avrebbe detto Manzoni), che era difficile trovare in altri repertori. Tre esempi. Forza (sostantivo): «Qualsiasi causa capace di modificare lo stato di quiete o di moto di un corpo». Occulto (aggettivo): «Che si trova o è mantenuto al di là delle comuni possibilità di intuizione, considerazione, comprensione (per lo più con una sfumatura, talvolta accentuata, di mistero o di frode) ». Querulo (aggettivo): «Di persona che di tutto si lagna o si lamenta». Per tale caratteristica il Devoto-Oli è sempre stato, più che un vocabolario da consultare, un libro affascinante da leggere per chi amasse viaggiare nel mondo delle parole: a gustarne varietà e mutamenti, ma soprattutto per trovare il tronco originario di significato da cui partono i vari termini e seguirli nella loro diramazione strepitosa in successive trasformazioni. E dunque il raffinato repertorio è sempre apparso dedicato ad una élite di buongustai del lessico, sicuramente a scapito di un’utilità pratica per gli apprendisti. Oggi però, grazie a Luca Serianni (il più serio studioso della storia della nostra lingua) e Maurizio Trifone (esperto di linguistica), il Vocabolario della lingua italiana (editore Le Monnier), nella nuova edizione distribuita da Mondadori, con tanto di CD-Rom, è stato completamente rifatto. Ed ecco in 3216 pagine oltre centocinquantamila definizioni, tra cui quelle di seicento neologismi (non effimeri), un repertorio pur sempre di alta qualità ma più abbordabile dagli studenti che offre, oltre a una serie di apparati specifici, informazioni grammaticali puntuali: dalla pronuncia corretta delle parole alla loro divisione in sillabe, dalle etimologie alle reggenze di verbi e aggettivi. Così diventa un dizionario più completo e in movimento: attento cioè insieme alla norma e all’uso; capace insomma di documentare l’evoluzione della nostra lingua e allo stesso tempo di portare chiarezza nella babele delle sue continue trasformazioni. Un solo esempio. «Si abbonda di ogni ben di Dio» e «si abbonda di (ma anche in) precauzioni», mentre a tavola è sempre meglio non «abbondare con il sale». «La speranza – dicono i nuovi curatori – è di essere riusciti a perpetuare, come scrivevano nel 1970 i due autori, l’idea di un vocabolario “inteso come sistema vivente continuamente rinnovato e mantenuto giovane dai suoi utenti”».

(Dal Corriere della Sera, 13/8/2007).

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Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

DIZIONARI<br /><br />
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Il nuovo Devoto-Oli, dedicato ai buongustai del lessico<br /><br />
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di Giorgio De Rienzo<br /><br />
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Tra i vocabolari della nostra lingua il Devoto-Oli è stato sempre considerato un vero e proprio «dizionario d'autore», come i più antichi di Tommaseo e Panzini. Aveva una caratteristica peculiare: quella di una definizione delle parole ariosa e precisa («propria», avrebbe detto Manzoni), che era difficile trovare in altri repertori. Tre esempi. Forza (sostantivo): «Qualsiasi causa capace di modificare lo stato di quiete o di moto di un corpo». Occulto (aggettivo): «Che si trova o è mantenuto al di là delle comuni possibilità di intuizione, considerazione, comprensione (per lo più con una sfumatura, talvolta accentuata, di mistero o di frode) ». Querulo (aggettivo): «Di persona che di tutto si lagna o si lamenta». Per tale caratteristica il Devoto-Oli è sempre stato, più che un vocabolario da consultare, un libro affascinante da leggere per chi amasse viaggiare nel mondo delle parole: a gustarne varietà e mutamenti, ma soprattutto per trovare il tronco originario di significato da cui partono i vari termini e seguirli nella loro diramazione strepitosa in successive trasformazioni. E dunque il raffinato repertorio è sempre apparso dedicato ad una élite di buongustai del lessico, sicuramente a scapito di un'utilità pratica per gli apprendisti. Oggi però, grazie a Luca Serianni (il più serio studioso della storia della nostra lingua) e Maurizio Trifone (esperto di linguistica), il Vocabolario della lingua italiana (editore Le Monnier), nella nuova edizione distribuita da Mondadori, con tanto di CD-Rom, è stato completamente rifatto. Ed ecco in 3216 pagine oltre centocinquantamila definizioni, tra cui quelle di seicento neologismi (non effimeri), un repertorio pur sempre di alta qualità ma più abbordabile dagli studenti che offre, oltre a una serie di apparati specifici, informazioni grammaticali puntuali: dalla pronuncia corretta delle parole alla loro divisione in sillabe, dalle etimologie alle reggenze di verbi e aggettivi. Così diventa un dizionario più completo e in movimento: attento cioè insieme alla norma e all'uso; capace insomma di documentare l'evoluzione della nostra lingua e allo stesso tempo di portare chiarezza nella babele delle sue continue trasformazioni. Un solo esempio. «Si abbonda di ogni ben di Dio» e «si abbonda di (ma anche in) precauzioni», mentre a tavola è sempre meglio non «abbondare con il sale». «La speranza - dicono i nuovi curatori - è di essere riusciti a perpetuare, come scrivevano nel 1970 i due autori, l'idea di un vocabolario "inteso come sistema vivente continuamente rinnovato e mantenuto giovane dai suoi utenti"». <br /><br />
(Dal Corriere della Sera, 13/8/2007).<br /><br />
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Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

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Il nuovo Devoto-Oli, dedicato ai buongustai del lessico<br /><br />
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Tra i vocabolari della nostra lingua il Devoto-Oli è stato sempre considerato un vero e proprio «dizionario d'autore», come i più antichi di Tommaseo e Panzini. Aveva una caratteristica peculiare: quella di una definizione delle parole ariosa e precisa («propria», avrebbe detto Manzoni), che era difficile trovare in altri repertori. Tre esempi. Forza (sostantivo): «Qualsiasi causa capace di modificare lo stato di quiete o di moto di un corpo». Occulto (aggettivo): «Che si trova o è mantenuto al di là delle comuni possibilità di intuizione, considerazione, comprensione (per lo più con una sfumatura, talvolta accentuata, di mistero o di frode) ». Querulo (aggettivo): «Di persona che di tutto si lagna o si lamenta». Per tale caratteristica il Devoto-Oli è sempre stato, più che un vocabolario da consultare, un libro affascinante da leggere per chi amasse viaggiare nel mondo delle parole: a gustarne varietà e mutamenti, ma soprattutto per trovare il tronco originario di significato da cui partono i vari termini e seguirli nella loro diramazione strepitosa in successive trasformazioni. E dunque il raffinato repertorio è sempre apparso dedicato ad una élite di buongustai del lessico, sicuramente a scapito di un'utilità pratica per gli apprendisti. Oggi però, grazie a Luca Serianni (il più serio studioso della storia della nostra lingua) e Maurizio Trifone (esperto di linguistica), il Vocabolario della lingua italiana (editore Le Monnier), nella nuova edizione distribuita da Mondadori, con tanto di CD-Rom, è stato completamente rifatto. Ed ecco in 3216 pagine oltre centocinquantamila definizioni, tra cui quelle di seicento neologismi (non effimeri), un repertorio pur sempre di alta qualità ma più abbordabile dagli studenti che offre, oltre a una serie di apparati specifici, informazioni grammaticali puntuali: dalla pronuncia corretta delle parole alla loro divisione in sillabe, dalle etimologie alle reggenze di verbi e aggettivi. Così diventa un dizionario più completo e in movimento: attento cioè insieme alla norma e all'uso; capace insomma di documentare l'evoluzione della nostra lingua e allo stesso tempo di portare chiarezza nella babele delle sue continue trasformazioni. Un solo esempio. «Si abbonda di ogni ben di Dio» e «si abbonda di (ma anche in) precauzioni», mentre a tavola è sempre meglio non «abbondare con il sale». «La speranza - dicono i nuovi curatori - è di essere riusciti a perpetuare, come scrivevano nel 1970 i due autori, l'idea di un vocabolario "inteso come sistema vivente continuamente rinnovato e mantenuto giovane dai suoi utenti"». <br /><br />
(Dal Corriere della Sera, 13/8/2007).<br /><br />
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