Viva l’Italia e anche l’italiano (anche nelle lauree magistrali!)

Posted on 10 dicembre 2017 in Politica e lingue 35 vedi

Racconti, Augias:”Viva l’Italia e anche l’italiano”.

“Ama l’italiano, segreri e meraviglie della lingua più bella” (Piemme) di Annalisa Andreoni è un libro molto colto ma anche molto “spiritoso”. Racconta la nostra lingua e la sua e la sua duttilità. Abbiamo 250mila parole, contro le 600mila dell’inglese, ma non siamo più poveri perché mentre l’inglese usa un aggettivo accanto al sostantivo per declinarne il significato, noi da una radice ricaviamo molti vocaboli. Per esempio da ‘casa’ derivano ‘casetta’, ‘casina’, ‘casino’, ‘casona’, ‘casaccia’, ‘casettina’. E ogni vocabolo ha un significato molto preciso, a volte anche due, come ‘casino’.

Francesco Merlo tra i linguisti: “Loro libri invadono gli scaffali, finiranno in tv come gli chef”.

La lingua italiana è viva, in salute e lotta insieme a noi. Verrebbe così da dire ascoltando i due ospiti di Francesco Merlo a “Più libri, più liberi”, i due noti linguisti Valeria Della Valle e Luca Serianni. “Leggiamo e sentiamo che la lingua italiana è vicina alla morte e nessuno la sa più parlare o scrivere – afferma Della Valle -, ma sembra invece esserci un interesse grandissimo della lingua e delle regole dell’italiano da parte del pubblico”. “E non è vero che la scrittura più strutturata e ricca non esista più. Basta leggere un editoriale di un quotidiano e ne abbiamo una prova”, aggiunge Serianni. “E’ importante capire cosa dice – prosegue -, perché gli strumenti linguistici servono a maturare la nostra consapevolezza di cittadini”.

Francesco Giovannetti | La Repubblica | 10.10.2017




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