Vittorio Sgarbi: la bellezza e il primato della lingua italiana

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Sgarbi settimanali

di Vittorio Sgarbi

Equivoci linguistici. Scrivo «gmail». Pronuncio «gmail» Mi sembra naturale che il mio interlocutore trascriva «gmail». M a lui sembra non capire. E ogni volta è così. Se non dico «gmeil» non capisce e non scrive «gmail». Perché?
Parimenti, qualche sera fa, ho visto una persona intelligente intervistata nella trasmissione Report: il signor Andrea Orlandini.
Andrea Orlandini ha creato una banca per concedere prestiti e mutui a extracomunitari.
Si chiama Banca Extra. Ne spiega il funzionamento e, a un certo punto, ricorre alla lingua inglese per miglior chiarezza: «Capitol letters, come si dice», afferma.
Ho un rigurgito di amor patrio e penso alla bellezza e al primato della lingua italiana. Forse Orlandini non sa che esistono le «lettere capitali» che sono le belle lettere del nostro alfabeto,
sia latino che italiano, imitato dagli inglesi e usate nelle epigrafi romane, in quelle rinascimentali e nei meravigliosi caratteri di Giovanni Battista Bodoni?
Perché far prevalere la traduzione sull’originale?
Si dice: «Lettere capitali», si traduce «Capitol letters». Non dall’inglese all’italiano, ma dall’italiano all’inglese.
Va bene che la banca è per extracomunitari, ma è pur sempre una banca italiana. ..
(Da "Al Quirinale meglio la scienza dell”ignoranza, Il Giornale, 15/11/2012).




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