Viaggio dentro il Parlamento Europeo/1. Verso la VII legislatura

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di Lorenzo Falchetti – Alessia Di Capua

Un viaggio, attraverso una serie di appuntamenti, per capire meglio l'istituzione meno conosciuta dell'Unione europea: come è nata, come decide, quali rapporti ha con i parlamenti nazionali, e come applica il principio di sussidiarietà nell'ottica della regionalizzazione dell'Unione europea…

A trent'anni dalla prima elezione popolare e a poco meno di un mese dalle elezioni europee, fervono i preparativi per l'insediamento dei nuovi eurodeputati e l'avvio della settima legislatura del Parlamento europeo eletto a suffragio universale diretto.

Era il 1979, infatti, quando si svolsero per la prima volta nei nove Stati che componevano allora la Comunità europea le prime elezioni. Nel trentesimo anniversario di quel cruciale passaggio storico, le elezioni appena tenutesi in ben ventisette Stati hanno coinvolto poco meno di 390 milioni di aventi diritto al voto, per la scelta di 736 MEP (Members of the European Parliament), a rappresentare una popolazione complessiva di circa 500 milioni di cittadini europei.

L'affluenza media di poco meno del 44% degli elettori conforta solo parzialmente i timori preelettorali di un sempre più crescente fenomeno di disaffezione dall'Europa, dal progetto delineato ormai più di cinquant'anni fa, che sembra aver subito un nuovo e ulteriore stallo con le ripetute difficoltà incontrate dal percorso costituzionale avviato con la Dichiarazione di Laeken del 2001 e destinato a concludersi con la ormai prossima (così almeno si spera) entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

In queste ultime settimane gli europarlamentari confermati e i neoeletti sono impegnati nella costituzione dei nuovi gruppi parlamentari, che anche in questa legislatura dovrebbero essere 6 o 7 più il gruppo dei non eletti. Almeno 264 parlamentari hanno optato per il PPE, 161 per il PSE, che assumerà il nome di ASDE – Alleanza dei socialisti e dei democratici europei con l'inclusione dei 21 deputati eletti nelle fila del PD italiano, 80 per l'ALDE. Tra gli altri gruppi già esistenti si sono ricostituiti i Verdi e il gruppo “Indipendenza e democrazia”, pur con alcune perdite, nonché il Gruppo confederale della sinistra unitaria europea. Mentre è improbabile la riproposizione dell'”Unione per l'Europa delle nazioni”. Il 1° luglio si è formalmente costituito un nuovo gruppo, l'”Europa della Libertà e della Democrazia”, che include Lega Nord e il Partito per l'Indipendenza del Regno Unito, mentre nei giorni scorsi i conservatori britannici, i polacchi di Diritto e giustizia e il Partito liberale ceco, oltre ad alcuni partiti minori dei Paesi dell'est, si sono riuniti del “Gruppo dei riformatori e conservatori europei, che conta al momento 55 adesioni. Tuttavia, non è ancora esclusa l'eventualità che nascano gruppi differenti, considerando che molti eletti non hanno ancora palesato la loro scelta (sebbene non sia obbligatoria l'iscrizione a un gruppo parlamentare).

La seduta costitutiva del nuovo Europarlamento si terrà dal 14 al 16 luglio, con la prima sessione plenaria a Strasburgo, che darà il via alla settima legislatura europea. Nella giornata di martedì 14 è prevista l'elezione a maggioranza assoluta del Presidente del Parlamento europeo, che di norma avviene dopo accordo tra i gruppi sui due nomi che si alterneranno nei prossimi 5 anni alla guida del Parlamento (l'incarico di Presidente vale per metà legislatura), nonché l'elezione dei 14 vice presidenti e dei 6 questori necessari a costituire l'Ufficio di Presidenza.

Momento cruciale della plenaria dovrebbe essere il voto che il Parlamento europeo sarà chiamato a esprimere mercoledì 15 luglio sul prossimo Presidente della Commissione, il cui nominativo per prassi è concordato preventivamente dai governi degli Stati per poi essere ufficializzato dal Consiglio europeo, l'organo composto proprio dai Capi di Stato e di governo degli Stati membri.

La votazione dovrebbe vertere sul nome del Presidente uscente José Manuel Durăo Barroso, confermato dal Consiglio europeo del 18-19 giugno scorso a Bruxelles.

Tuttavia, negli ultimi giorni le difficoltà di convergere su questo nominativo da parte delle varie anime dell'ex PSE fanno temere quanto meno uno slittamento del voto.

Comunque, dal momento dell'elezione del Presidnete della Commissione, al più tardi in autunno, entrerà nel vivo la complessa procedura che porterà alla nomina della Commissione europea solo dopo che il Presidente avrà designato i commissari e che questi si saranno presentati di fronte alle commissioni parlamentari competenti delle materie corrispondenti ai rispettivi portafogli, per poi sottoporre a un secondo voto del Parlamento la nuova Commissione europea così formata.

La procedura si concluderà infine con la nomina della Commissione da parte del Consiglio europeo.

Sempre con riferimento al Parlamento europeo, la fase costitutiva si concluderà il 20 luglio prossimo, con l'insediamento delle venti commissioni permanenti, che voteranno i rispettivi Presidenti e uffici di Presidenza, per divenire operative subito dopo.

Circa la composizione del Parlamento europeo, va detto infine che se entro la fine del 2009 arriverà il si dell'Irlanda al Trattato di Lisbona, la sua entrata in vigore determinerà l'integrazione dell'assemblea con ulteriori 18 seggi, dei quali uno spetterà all'Italia, come deciso nello scorso Consiglio europeo di giugno (v. Allegato IV alle Conclusioni). Si prospetta pertanto un'altra ennesima variazione del numero degli eurodeputati, dopo le molte cui abbiamo assistito negli scorsi anni (anche, ma non solo, a motivo dei ripetuti allargamenti)…a quando dunque la composizione definitiva?

(Continua…II. Le Origini)

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