Via l’italiano dai caffè britannici: Come meravigliarsi se in Italia è discriminato anche dall’università pubblica? Chiamo gl’italiani alle armi della nonviolenza per fermare la guerra linguistica inglese.

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«Come meravigliarsi se gl’inglesi bandiscono dai caffè i termini italiani quando la casta anglobana che comanda il Paese sostituisce l’italiano con l’inglese nelle nostre Università?» Così Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, commenta la notizia del Corsera, circa la decisione della catena inglese di supermercati Debenhams, di cambiare i menu dei loro ‘coffee shop’ sostituendo parole inglesi ai tradizionali termini italiani come cappuccino, caffellatte, espresso.
Stando all’inchiesta condotta dalla Debenhams il 70% dei compratori avrebbe dichiarato di sentirsi confuso di fronte a menu con termini esotici tipo cappuccino o espresso. «Esotici? – si chiede ironicamente il Segretario dell’Era – Sono parole entrate nell’uso comune di ogni lingua perché corrispondenti a prodotti culinari unicamente italiani. Non credo esista nessuno in grado di sostenere che davanti a un menu con su scritto espresso, pizza o spaghetti non sia in grado di capire di cosa si tratta. Altrimenti vuol dire che vuole un’altra cosa».

«Si tratta dell’ennesimo attacco alla nostra lingua, alla nostra cultura – prosegue Pagano – Non sono nazionalista ma, oggi, è chiarissimo che siamo dentro una guerra mondiale che ha come oggetto il dominio linguistico del pianeta, creando milespressoitalianoiardi di persone asservite alla lingua inglese e ai popoli che la parlano.
Dobbiamo prenderne atto ed organizzare la Resistenza del XXI secolo contro questo nuovo totalitarismo linguistico, chiamando alle armi della nonviolenza tutti coloro che vogliono opporre resistenza all’occupazione linguistica inglese».




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