VI Settimana della lingua italiana nel mondo

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<­VI Settimana della lingua italiana nel mondo>

Banchetti e «stravizzi» lessicali

Si terrà da domani fino al 29 ottobre la «VI Settimana della lingua italiana nel mondo». Tanti appuntamenti, in Italia e all'estero, che avranno come tema conduttore «Il cibo e le feste nella lingua e nella cultura italiana». La manifestazione è organizzata dal Ministero degli Affari Esteri con la collaborazione dell'Accademia della Crusca. Il presidente, Francesco Sabatini, spiega i motivi ispiratori dell'iniziativa.

Il programma completo è disponibile sul sito www.esteri.it

di Francesco Sabatini

Per fortuna di tutti, non è una montatura. La cucina italiana sta riscuotendo ogni giorno nuovi successi in tutto il mondo. Mentre si teme, ahimè, il “declino” in vari settori della nostra economia, questa risorsa quasi nascosta, perché sottovalutata da molti, ha fatto un balzo da leone e sta rimpinguando, ci si augura, le casse di imprenditori del ramo e speriamo anche di produttori, dai quali dipende la genuinità della materia prima. Ma il fenomeno non interessa soltanto gli addetti al business, perché ormai coinvolge pienamente anche gli storici della cultura: i quali sempre più riconoscono nelle nostre tradizioni gastronomiche uno dei grandi valori e titoli di eccellenza della civiltà italiana e vedono perciò in queste tradizioni un immenso archivio di documenti sull'intreccio di correnti culturali confluite e intrecciatesi sul suolo d'Italia nel corso di circa tre millenni. Basta riflettere, per cominciare, sulla storia mediterranea e italica del vino, dell'olio e del grano.

Orasi sono fatti avanti decisamente anche gli storici della lingua italiana, guidati dall' Accademia della Crusca, che da sei anni conduce, insieme con il nostro Ministero degli Esteri, le manifestazioni della «Settimana della lingua italiana nel mondo». L'Accademia si è data il compito di illustrare, in un elegante volume con dvd (Chi vuoi esser lieto, sia titolo-citazione da Lorenzo il Magnifico), il tema nel suo complesso, attraverso sei “percorsi” nelle varie espressioni del piacere che fanno sistema col cibo. Viene agganciata subito la sfera dell'amore, rivisitato nei vari aspetti, dal celestiale (l' «amor cortese e di fine intelletto») al pienamente sensuale, con testi che conducono dai poeti duecenteschi siciliani a Dante (non poteva mancare il bacio fatale di Paolo a Francesca) agli sfrenati cinquecentisti (Aretino, Lasca, Venier) fino ai novecenteschi, uomini e donne (dalla Compiuta Donzella a Veronica Franco alla V alduga) . Vengono poi le celebrazioni della tavola italiana e il trionfo dei vini. Pezzo centrale il ditirambo di Bacco in Toscana di Francesco Redi: celebre scienziato, ma pochi sanno che fu un eminente Accademico della Crusca e che dette inizio al suo poema bacchico durante un banchetto (stravizzo) del sodalizio nel 1666. Si prosegue con una veloce rassegna delle feste (del principe, del popolo, delle Accademie, di Dio), per passare alla comicità offerta dai dialetti e concludere con un'immagine, molto di scorcio, dell'Accademia stessa «tra Vocabolario e stravizzi»: sì, perché i suoi membri amavano banchettare, ma intanto costruivano quel monumento di scienza della lingua che fu la loro grande opera apparsa nel 1612, prototipo di tutti i vocabolari delle lingue europee.

Scopo principale di questa pubblicazione, sponsorizzata dall'Eni e affiancata da un dvd, realizzato con l'INDIRE di Firenze, che anima i percorsi,con recitazioni sonore, una profusione d'immagini e di altra documentazione, è quello di accendere in un largo pubblico, in Italia e fuori, nuove curiosità per il nostro vasto e vario patrimonio letterario. Testi come quelli qui raccolti, quasi tutti ben poco circolanti, mostrano tra l'altro quanta vivacità di forme e plasmabilità sui più vari contenuti abbia avuto da sempre la nostra lingua. «La bocca mi basciò tutto tremante» è un verso di Dante o un nostalgico ricordo di un'amante di oggi? «Così dolce e gustevole divento / quando mi trovo con persona in letto / da cui amata e gradita mi sento» sono versi di Veronica Franco o la confessione di una poetessa odierna?

Con quest'opera l'Accademia ha voluto anche aprire per suo conto l'anno di preparazione a un convegno internazionale che l'Associazione per la storia della lingua italiana dedicherà, nell'autunno del 2007, al tema «Storia della lingua e storia della cucina in Italia», e che si terrà all'Università di Modena (nella sua giovane Facoltà di Lettere), in una città eletta per entrambe le culture, filologicolinguistica e gastronomica.

<­Il Sole 24 Ore>

Questo messaggio è stato modificato da: Fabio_Oliva, 22 Ott 2006 – 22:32 [addsig]




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