#Verybello, c’ è chi lo trova una specie d’esperanto?!

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#Verybello? A me non dispiace.

Non mi massacrate, ma devo confessare che #Verybello a me non dispiace: ‘bello’ è una parola che tutti conoscono e collegano all’Italia, un po’ come ‘mamma mia’, che secondo gli stranieri noi diciamo dal mattino alla sera e a proposito di tutto…
‘Very’ è anche quello patrimonio linguistico comune, ormai, e questa specie di esperanto, di linguaggio trasversalmente comprensibile, secondo me è estremamente efficace rispetto allo scopo di dare un assaggio di Italia ma contemporaneamente rassicurare che non si tratta di un universo sconosciuto: ci dice che qualcosa, di quel mondo di cucina, moda e arte, si conosce già… fa cadere quello che in glottodidattica si chiama ‘filtro affettivo’ e che impedisce di … lasciarsi andare al piacere della scoperta del nuovo. Secondo me il pubblicitario che l’ha tirato fuori non era poi così ubriaco… E poi #Verybello è un po’ come ‘for please’: un modo scherzoso di tradurre ‘per piacere’, parente dei tanti ‘ti linko il blog’ e ‘ti faxo il testo’: fanno venire il gozzo, a sentirli, ma di sicuro restano impressi! Cordiali saluti,
Barbara Pagani, legnetto1@alice.it
(Da italians.corriere.it, 3/4/2015).

 




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