Verso il mancaparolismo di Paperopoli

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Vocabolario sempre più povero. Su “Topolino” un concorso fra gli studenti per salvare l’italiano

Cosa, coso, cosare… Paperone s’è mangiato le parole

di Roberto Papini

Una Paperopoli che sprofonda nel “mancaparolismo”, dove le parole scappano via e nessuno sa più come esprimersi, se non usando coso, cosa, cosare… A ben vedere, lo spunto della storia a fumetti che uscirà nel prossimo numero di “Topolino” (in edicola oggi) è certamente paradossale, ma non troppo distante dalla realtà che viviamo, con un linguaggio che tende a impoverirsi sempre di più e con parole che, davvero scompaiono. Per non parlare del congiuntivo, ovviamente.
Così, la storia “Paperino e il mago delle parole” (testi di Roberto Gagnor e disegni di Alessandro Perina) non rappresenta solo una divertente avventura disneyana, ma anche l’occasione per far riflettere i lettori di tutte le età sull’importanza di un linguaggio ricco, vario e appropriato. Tutto nasce all’esplosione di “Kapoccion”, un vorace computer che divora i libri e mastica le parole distillandone l’essenza. Si tratta di un superdizionario interattivo capace di assimilare tutte le lingue del mondo, (compreso il “gargarozzese”, tutto fatto di suoni gutturali) che appartiene a Paperon de’Paperoni. Inutile dire che l’intento di Paperone è quello di sfruttarlo per guadagnare soldi. “Kapoccion”, però esplode e tutte le parole scompaiono, lasciando i paperopolesi in grande difficoltà nell’esprimersi, i giornalisti e gli scrittori a secco di verbi, nomi e aggettivi e facendo scomparire anche le cose alle quali si riferiscono. Per fortuna, Paperino e Qui, Quo e Qua insieme al professor Bergonz (un pennuto alter ego di Alessandro Bergonzoni e come lui abilissimo nei giochi di parole) riescono a far ritornare tutte le parole, leggendo e scrivendo quelle che, essendo custodite nei nostri cuori, non possono fuggire: amore, gioia, domani. Le parole tornano al loro posto “perché sono di parola”, come dice il professor Bergonz.
La storia, però, non finisce qui perché la Disney Italia ha deciso di lanciare un’iniziativa proprio in difesa della lingua italiana. Si tratta di “Storie in missione speciale”, riservato ai bambini dai 6 ai 14 anni, che si svolge in collaborazione con La Feltrinelli e il Salone del Libro di Torino e che viene lanciato proprio nel prossimo numero di Topolino.
I giovani scrittori sono invitati a scegliere una parola che non si usa molto spesso e a “salvarla”, inserendola in una storia breve (di circa 150 parole) inventata da loro. Le storie andranno poi imbucate nelle urne che, fino all’8 aprile, saranno nelle librerie Feltrinelli in tutta Italia. I vincitori saranno premiati al Salone del Libro di Torino, domenica 13 maggio. Insomma, una buona iniziativa per salvare le parole, perché (come dice Brgonz) “le parole ci raccontano il mondo, ci aiutano a capirlo, a vedere la sua bellezza. Senza di loro c’è solo il vuoto”.
(Da La Nazione, 29/2/2012).




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