Veneto: Villaggio Globale in miniatura

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Boom di operai immigrati: sono 300mila. E’ la regione con il record del melting pot

Il Veneto parla 169 lingue

di Francesco Jori

Chissà come si sarà sentito dentro Martin Joni, albanese, quella mattina di sette anni fa, entrando nella questura di Vicenza per il permesso di soggiorno. Già, perché a casa sua in quei posti era non solo di casa, ma nella stanza buona: era lui il questore di Scutari, prima di scegliere la clandestinità per motivi politici e imbarcarsi nel 1998 su un gommone per varcare l’Adriatico. Risalito fino in Veneto, ha trovato un lavoro da metalmaccanico in una fabbrica di Lerino, nel Vicentino (“I primi tempi le mie mani erano tutte un taglio”).

Oggi è presidente dell’associazione “La Fratellanza”, e si batte per correggere l’immagine negativa dei suoi connazionali: “Di criminali fra di noi purtroppo ce ne sono molti: ma c’è anche un numero ben più grande di persone oneste che, come me, qui cercano di ricostruirsi un’esistenza dignitosa lavorando, vivendo onestamente ed educando i propri figli alla pace”.

Quella di Martin Joni è una delle quasi 300mila storie di immigrati presenti in Veneto. Non solo quelle del Bronx e del muro della padovana via Anelli, o legata alla retorica del lavoratore da fuori che accetta di fare ciò che alla gente del posto risulta pesante. Una regione, il Veneto, dove oggi convivono 169 nazionalità diverse: una miniatura del Villaggio Globale. Solo la Lombardia ha più stranieri in percentuale sulla popolazione, ma qui il tasso di aumento è il più rapido d’Italia: negli ultimi dieci anni il numero dei regolari è più che quadruplicato. E soprattutto, mentre nella mappa lombarda giocano i grandi numeri di Milano, quella veneta è caratterizzata da una distribuzione capillare che ormai riguarda quasi l’intera regione. Con il record della provincia di Treviso, dove i 36mila immigrati sono presenti in tutti e 95 comuni. Questa geografia a colori si concentra lungo l’asse pedemontano che va da Lonigo a Oderzo, rispecchiando la collocazione dei distretti produttivi: dalle pelli al tessile, dai laterizi al mobile. Ad Arzignano e a Pieve di Soligo i residenti stranieri rappresentano già il 15 per cento della popolazione. Ma anche nel resto della regione il fenomeno sta lievitando: Padova ha il tasso di crescita più elevato (oltre 17mila nuovi permessi in un anno); a Mira e San Donà nel Veneziano gli immigrati sono triplicati in quattro anni…

Immigrati, nazionalità e settori produttivi

Agricoltura: Polacchi 23,3 per cento

Trasport:i Marocchini 20,0 per cento

Commercio: Rumeni 14,8 per cento

Moda Cinesi: 27,6 per cento

Legno-Mobile: Rumeni 20,0 per cento

Ristorazione: Rumeni 13,! Per cento

Metalmeccanica: Marocchini 16,1 per cento

Costruzioni: Rumeni 18,9 per cento

Altri servizi: Rumeni 16,6 per cento

(Da La Repubblica, 20/12/2006).

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