Usa: l’Italia si dissangua per comprare tecnologia bellica di seconda scelta mentre i venditori puntano sulla guerra del futuro

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È necessario che le spese militari europee convergano verso l’obiettivo della totale indipendenza del continente e che possano al più presto produrre ricerca e sviluppo.

‘Obama usa i tagli alla difesa per fare la guerra a modo suo’. Così ‘Il Foglio’ titolava ieri un articolo sull’ operazione di austerità (tagli lineari per 46 miliardi di dollari) che si appresta a colpire il Pentagono e che viene vista dal Presidente americano come ‘un beneficio potenziale’ che consentirà, aggirando i veti più volte posti dal Congresso in passato, di fare quello che né la diplomazia né la politica estera hanno finora consentito: ridurre le armi nucleari e le riserve atomiche, ridimensionare il ruolo degli F35 e reindirizzare i fondi verso le ‘nuove guerre’, cyberwar, droni e operazioni speciali.
«Mentre gli Stati Uniti si attrezzano per la guerra di nuova generazione, l’Europa continua a non avere un suo Pentagono che finanzi la ricerca nell’Unione e l’Italia utilizza fondi destinati alla difesa per l’acquisto di F-35, che, stando ad un rapporto dello stesso Pentagono ‘in uno scontro reale non avrebbero alcuna chance di vincere’.
Come al solito i Radicali avevano ragione e lo dimostra la nostra adesione alla manifestazione del dicembre scorso a Piazza Montecitorio per contrastare la legge delega del Parlamento sull’acquisto, entro il 2027, di 91 caccia bombardieri americani F-35». Questo il commento di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.
«In Europa sono presenti consorzi che sarebbero in grado di lavorare ad aerei con caratteristiche simili, per esempio il modello Eurofighter- sottolinea Pagano – senza la necessità di stanziare fondi per l’acquisto di materiale bellico statunitense obsoleto e destinato, in futuro, a combattere un genere di guerra ‘minore’. È un pò come quando negli anni ’80 noi utilizzavamo i fucili che gli americani avevano adoperato nella guerra di Corea combattuta trent’anni prima, o come quando oggi le nazioni militarmente più deboli acquistano ciò che i più forti dismettono: un gioco dove il più forte prevaricherà sempre sul più debole» – continua Pagano.
«Come hanno spiegato Armando e Muttin su Eurobull lo scorso 18 Febbraio, il sistema Eurofighter ormai non ha più rischi tecnici e sarebbe garantita un’altissima efficienza di linea, contro il rischio di avere gli F-35 perennemente fermi per manutenzione, aggiornamento e incognite tecniche, oltre che per motivi di costi. Dal punto di vista politico-militare le operazioni della forza aerea italiana non sarebbero soggette all’approvazione degli Stati Uniti, che invece avrebbero tutte le leve tecnico-informatiche per consentire l’uso degli F-35 solo per operazioni di loro gradimento.
L’obiettivo finale e l’interesse dei popoli italiano ed europeo deve essere l’indipendenza militare del nostro continente. L’Europa dovrebbe finalmente prendere atto del fatto che è una superpotenza con il doppio degli abitanti statunitensi, che può e deve usare le proprie risorse ed energie per produrre i mezzi che le sono necessari, soprattutto se strategici, tenendoli al riparo da qualsiasi controllo straniero. La costituzione di un esercito federale militare e civile che sia a difesa delle 27 nazioni dell’Unione e a promozione di valori di pace, non è più procrastinabile», conclude il dirigente Radicale.




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