USA: conflitto nell’Accademia delle Scienze per gli Yanomami

Yanomami. Foto: Survival international

Survival, il movimento per i popoli indigeni, segnala le dimissioni del celebre antropologo Marshall Sahlins dall’Accademia Nazionale delle Scienze USA, in segno di protesta per l’elezione all’Accademia del collega Napoleon Chagnon, autore delle opere sulle tribù degli Yanomami, descritte come feroci e violente.

Gli Yanomami sono un popolo indigeno e costituiscono uno dei gruppi etnici più grandi a vivere in isolamento, oggi sono circa 32.000. Sono presenti per lo più nella zona di foresta pluviale e nelle montagne tra il Brasile settentrionale e il Venezuela meridionale. Vivono cacciando, pescando e coltivando ortaggi. L’organizzazione internazionale Survival da anni aiuta questa popolazione, sostenendo progetti sanitari e scolastici autogestiti e mobilitandosi per la demarcazione della loro “regione” chiamata “Parco Yanomami”, che costituisce il territorio forestale indigeno più vasto del mondo.

Survival denuncia anche l’invasione di queste terre da parte di cercatori d’oro, i garimpeiro, che non si curano di inquinare fiumi e foreste con il mercurio. Inoltre questi garimpeiro spesso trasmettono alle popolazioni indigene malattie mortali come la malaria. Il congresso brasiliano sta dibattendo un progetto di legge per legalizzare l’attività mineraria su larga scala nei territori indigeni. Questo naturalmente mette in pericolo la stessa esistenza degli Yanomami. L’altra grave minaccia è costituita dagli allevatori di bestiame che stanno invadendo e deforestando la striscia orientale del loro territorio. Per un popolo che vive immerso nell’ambiente, sfruttando le sue risorse in maniera naturale, lo sconvolgimento dell’habitat è un disastro, che potrebbe condurre all’estinzione.

Le popolazioni Yanomamo devono inoltre convivere con rappresentazioni demonizzanti della loro cultura. Fautore delle teorie sulla violenza insita della tribù degli Yanomamo è il controverso antropologo Napoleon Chagnon, che nell’opera del 1968 “Yanomamö: The Fierce People” (Yanomami: il popolo feroce), descrive questi indigeni come aggressivi e minacciosi. Il libro di testo, ancora molto diffuso nei corsi di laurea di antropologia, asserisce allo stato di belligeranza cronica vissuto da queste popolazioni. Non accaso nella pagina wikipedia (versione inglese) c’è un intero paragrafo, intitolato “violence”, che rifacendosi alle opere del professor Chagnon, descrive gli uomini yanomamo come esseri violenti. Una delle cause più frequenti di scontro sarebbe ascritta alla conquista della donna contesa.

A tal proposito Stephen Corry, direttore di Survival International, ha affermato: “Il lavoro di Chagnon è stato spesso utilizzato da scrittori come Jared Diamond e Steven Pinker per descrivere i popoli tribali come “cattivi selvaggi”. Corry lamenta però la mancata presa in considerazione degli studi successivi, che hanno ampiamente screditato le scoperte di Chagnon sulla violenza degli Yanomami.

Recentemente il professor Sahlins ha fortemente contestato il nuovo libro autobiografico di Chagnon: “Noble Savages: My Life Among Two Dangerous Tribes – The Yanomamö and the Anthropologists” (Nobili selvaggi: la mia vita tra due tribù pericolose, gli Yanomamo e gli Antropologi) pubblicato il 19 Febbraio scorso, fino a decidere di dimettersi dall’Accademia Nazionale delle Scienze USA.

Sul sito di Survival è pubblicata la dichiarazione congiunta di un copioso gruppo di antropologi che avendo lavorato a stretto contatto con gli Yanomamo, li descrive come “un popolo generalmente pacifico”. Gli stessi antropologi criticano espressamente le teorie di Chagnon e deplorano che i suoi scritti siano stati usati dai governi degli stati sul quale si trova il loro territorio “per negare agli Yanomami la loro terra e i loro diritti culturali”. Difatti a causa dei vari articoli pubblicati a cavallo degli anni ’70 sulla presunta violenza degli Yanomami, la dittatura militare brasiliana rifiutò di delimitare il loro territorio; e successivamente negli anni ’90, il governo britannico negò di finanziare un progetto educativo degli Yanomami sostenendo che tutti i progetti dovessero focalizzarsi sulla riduzione della violenza.

Davi Kopenawa, portavoce degli Yanomami del Brasile e Presidente dell’Associazione yanomami Hutukara, ha tuonato: “Gli Yanomami sono selvaggi?!”, scagliandosi contro il libro di Chagnon, che propaganda falsità sul suo popolo. Kopenawa si è rivolto all’organizzazione Survival ammettendo che il suo popolo “rispetta gli antropologi che lavorano in terre indigene”, ma aggiunge assai criticamente che: “Napoleone Chagnon si è comportato in modo irresponsabile”. Il portavoce conclude il suo appello criticando la guerra condotta con armi da fuoco e bombe, che distrugge la Terra. Una devastazione che un popolo che vive in armonia con la natura sconosce.

Fonte:
http://gaianews.it/cultura-e-societa/us … S4XeaKpDnM




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