Uomo Ragno addio

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FUMETTI

L’Uomo Ragno globalizzato riparte da Spider-Man

di Filippo Mazzarella

Con il numero 489, la collana italiana dedicata alle avventure di Peter Parker alias l’Uomo Ragno ha subito un cambiamento epocale: con una doppia copertina flip-book (l’albo va girato di 180° per la sua lunghezza), la testata ha cambiato nome in «Spider-Man». La globalizzazione investe mercati e marchi: e chi c’era nel 1970 quando l’Editoriale Corno lanciava nelle edicole i rivoluzionari supereroi Marvel, oggi ha figli che arrivano a quei fumetti sulla scorta di film, videogame, cartoon e tie-in di merchandising che prevedono l’utilizzo internazionale dei nomi originali sotto trademark. Quindi, niente più traduzioni letterali locali: e addio Uomo Ragno. Non c’era momento editoriale migliore di questo, dopo la saga «Soltanto un altro giorno» con cui J. Michael Straczynski ha bellamente cancellato un quarto di secolo di continuity, svelamento pubblico dell’identità (avvenuto durante «Civil War») compreso. Colpo al cuore per i vecchi fan, escamotage «esoterico» necessario per rinfrescare un personaggio che nel 2012 compirà mezzo secolo: mossa azzardata? Sarà il tempo a dirlo.

(Dal Corriere della Sera, 27/7/2008).

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