UN’ONEROSA BABELE LINGUISTICA

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UN’ONEROSA BABELE LINGUISTICA



Dietro ogni cuffia interpretazione simultanea,ogni documento pubblicato dalle istituzioni comunitarie si cela un esercito di traduttori e interpreti,circa il 12% dei 25000 dipendenti della Commissione Ue.Eppure quest’esercito non basta a far fronte ai bisogni dell’allargamento,che ha fatto balzare dell’82% il numero di lingue ufficiali e,quindi,la richiesta di “mediatori linguistici”nelle (ora)20 lingue ufficiali europee.

Traduttori raddoppiati.

Le pagine da tradurre dovrebbero salire del 40% circa (da 1.480.000 nel 2003 a 2.065.000 nel 2004 e a 2.370.000 nel 2005). Solo pochi traduttori,si passerà dagli attuali 2000 circa a oltre 4000 nel 2010 (ne servono 110 per ogni lingua),meriti per gli interpreti si ricorrerà sempre più ai free lance,pagati ora 625€ al dì. Attualmente il 47%degli interpreti è fisso e il 53% è fatto di free lance,ma con l’allargamento la richiesta è lievitata del 40%(con 20 lingue occorrono almeno 60 interpreti),con molta difficoltà per trovare professionisti competenti nelle lingue dei “nuovi”Paesi aderenti.
Il caso più eclatante è quello di Malta,che ha imposto il maltese come lingua ufficiale senza disporre però del numero d’interpreti e traduttori richiesto dai servizi. La Commissione Ue,in collaborazione con l’Università di La Valletta,ha così avviato (e finanziato)un programma per addestrare traduttori. Fino al completamento del programma Malta rischia però di restare indietro nella traduzione del corpus legislativo dell’unione (il cosiddetto “acquis”,di 100mila pagine circa). Solo per l’interpretazione la Ue spendeva 105 milioni di € per le 11 lingue in uso prima dell’allargamento(pari a 0,28€ per ogni cittadini Ue). Dopo è passata a 140 milioni (0,31 € procapite). Ma,tenendo conto anche delle spese di traduzione di tutte le istituzioni comunitarie (compreso il Parlamento europeo),si passa dai 550 milioni annui della Ue a 15 a oltre 800 milioni di quella a 25,pari a circa 2 euro l’anno per ogni europeo. Nel servizio traduzioni la Commissione ha visto aumentare le spese da 230 a 320 milioni di €. E’ stato quindi deciso di avviare un programma di razionalizzazione,riducendo ad esempio a un massimo di 15-20 pagine la lunghezza di ogni documento e aumentando dal 20% al 30% la quota del lavoro del servizio di traduzione (Sdt) appaltato all’esterno.
Spese alle stelle. Anche per gli interpreti ,presenti in circa 11.000 riunioni annui in tutte le istituzioni Ue(con una media di 50 al giorno per un totale di 700-800 persone,a esclusione di Parlamento europeo e Corte di Giustizia con servizi di traduzione e d’interpretariato separati),si prevedono tagli:maggior ricorso alla traduzione asimmetrica,al relay,al retour e al egime ridotto. La traduzione simmetrica (20 lingue tradotte in 20 lingue) diventa sempre più una chimera,dato l’enormità del personale richiesto. Con l’allargamento le combinazioni linguistiche sono infatti passate da 110 a 420. E anche con questi accorgimenti,per assicurare una copertura minima come quella messa in atto a partire dal 1° maggio 2004 (5 sale di riunione con equipe d’interpreti completa per ogni lingua pari a 27.000 giorni/uomo),la spesa si avvicina a 17 milioni di e annui. Con 11 equipe al giorno per lingua si passa a 72.000 giorni/uomo e la spesa balza a 45 milioni.
Il Parlamento europeo,nelle sue sedi di Bruxelles e Strasburgo,ha appena finito di approntare 13 nuove cabine per la traduzione simultanea nelle sale delle riunioni plenarie in aggiunta alle 11 già esistenti,togliendo spazio dalle tribune del pubblico. Per il Parlamento è un imperativo:mentre dai funzionari delle istituzioni europee si esige infatti la conoscenza di almeno altre due lingue oltre alla propria(i commissari Ue,ad esempio,lavorano solo in francese,inglese e tedesco),per gli eurodeputati non c’è tale condizione. I rappresentanti del popolo possono quindi chiedere di esprimersi solo nella loro lingua madre,sia nelle riunioni plenarie sia in quelle di commissioni e gruppi politici. Un diritto che incide molto sui costi di gestione del Parlamento europeo,ma che rispetta in pieno il principio della diversità linguistica sancito dai Trattati Ue e ora anche dall’articolo 22 della Carta Ue dei Diritti fondamentali,recepita dal nuovo progetto di trattato per la Costituzione europea.


IL SOLE 24 ORE

Questo messaggio è stato modificato da: martina.zeppieri, 14 Set 2004 – 19:44 [addsig]




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