Università: meglio le lezioni in italiano.

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Università: meglio le lezioni in italiano.

 

Caro Beppe, cari Italians, vorrei intervenire sul dibattito relativo all’insegnamento in inglese all’università. Sono Ingegnere Civile. Ho avuto il piacere, e la fortuna, di frequentare Politecnico di Milano. Il livello di istruzione fornito da questo ateneo è molto alto. All’estero ciò è ampiamente riconosciuto; non solo: all’estero, mediamente, gli italiani hanno successo. Ora: sono convinto che la domanda giusta da porsi sia la seguente: il livello di formazione raggiunto, che all’estero ammirano (e quante volte ho avuto modo di sperimentarlo, specialmente negli Stati Uniti), lo avrei raggiunto lo stesso seguendo i medesimi corsi in inglese? Sicuramente no. Il mio professore di Scienza delle Costruzioni, non insegnava solo la materia. La faceva amare. La rendeva interessante, profonda e piena di fascino. Ciò, sia chiaro, valeva anche per molte altre materie. La finezza dei ragionamenti che portavano, nel corso della lezione, all’insegnamento e alla trasmissione del sapere, il mio professore non avrebbe potuto trasmetterli allo stesso modo in una lingua diversa dalla sua. Ebbene, questo sicuramente non è un limite: piuttosto un valore aggiunto! Se l’Italia è un Paese serio, al pari delle altre nazioni europee, deve trasmettere il proprio sapere nella propria lingua. Che poi gli italiani, mediamente, conoscano poco l’inglese, vero! Che lo debbano conoscere molto meglio, verissimo! Ma ciò non deve snaturare ciò che siamo: scimmiottare le università americane o inglesi ci farebbe solo del male. Gli studenti stranieri vengono in Italia per molti motivi. Anche, secondo me, per imparare l’italiano. Un caro saluto. Marco Cairoli, m.cairoli@fastwebnet.it

(Da italians.corriere.it, 30/4/2014).

 




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