Università, esame d’italiano per gli stranieri

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La Repubblica.it:
METROPOLI
Università, esame d’italiano per gli stranieri
Il test, previsto a settembre, potrà essere ripetuto a febbraio: "Così eviteremo di dare borse a immigrati, che poi lasciano presto". L’ateneo: "In molti non sanno la lingua". Stop agli studi per chi è bocciato
di MICHELA BOMPANI

Un test di italiano per tutti gli studenti stranieri che si iscriveranno, dal prossimo anno accademico, all’Università di Genova. E se non si supererà (si avranno almeno tre chance durante l’anno accademico), il piano di studi verrà bloccato e, dunque, non si potranno sostenere gli esami del secondo anno.
Lo ha deciso ieri, il senato accademico, istituendo, primo ateneo in Italia, la "Scuola di lingua e di cultura italiana", che sarà diretta dal professor Francesco De Nicola e avrà base logistica presso la facoltà di Lingue.
Sono balzati al 9% del totale degli iscritti all’ateneo, gli studenti stranieri: con un vero e proprio boom dalla Cina, con un balzo in avanti di 100 unità, dallo scorso anno accademico a quello in corso. In crescita anche gli iscritti da Ecuador (più 44 iscritti dal 2009 al 2010), Iran (più 15), Israele e Mongolia (più 12), Perù (più 10) e poi lievi incrementi da Romania, Turchia, Ucraina.

A settembre, dunque, tutti i nuovi iscritti che provengono dall’estero dovranno superare, a tappeto, un test di idoneità: si tratta di una prova di livello B2, indicata dalla Crui, la conferenza dei rettori, che verifica un grado di conoscenza della lingua tale da permettere di seguire una lezione universitaria e sarà uguale per tutte le facoltà. Se lo studente non supererà la prova, dovrà seguire corsi intensivi di 40,80 o 120 ore, organizzati proprio dalla neonata Scuola. A febbraio, i "ripetenti" torneranno a fare il test: se non supereranno la prova, dovranno riaccomodarsi ancora tra i banchi. Ultima occasione: la sessione estiva. "Durante il primo anno gli studenti, anche se non hanno ancora superato la prova di lingua italiana, potranno sostenere gli esami – spiega il professore Francesco De Nicola – ma se saranno respinti anche nella sessione estiva del test di italiano, si ritroveranno con il piano di studi bloccato".

Proprio per affrontare una sempre più diffusa realtà, la completa impreparazione a sostenere anche semplici dialoghi in italiano degli iscritti provenienti dall’estero, come spiega il rettore Giacomo Deferrari, è stato deciso di istituire la Scuola e il test. Decisione che ha suscitato qualche mal di pancia, tra coloro che non sono convinti del blocco dei piani di studio. E avrebbero preferito una scuola che potesse, contemporaneamente agli studi, equipaggiare gli alunni stranieri, senza sbarramenti.

"Le iscrizioni di allievi stranieri sono in continua crescita – spiega Deferrari – era necessario organizzare una struttura che provvedesse alle loro esigenze". E De Nicola aggiunge: "Assistevamo all’arrivo di studenti che mostravano crediti acquisiti nei loro Paesi e che poi si rivelavano inconsistenti, insomma, non parlavano una parola di italiano. La Scuola aiuterà un processo di più veloce e completa integrazione in città". Infine, c’è la questione delle borse di studio e del sostegno ai ragazzi: "Un terzo di chi accede ai servizi dell’Arssu è uno studente straniero – spiega De Nicola, anche presidente del consiglio di amministrazione dell’Agenzia regionale per i servizi scolastici e universitari – le difficoltà linguistiche spesso lo costringevano all’abbandono degli studi e gli investimenti che avevamo compiuto per lui, sottratti ad altri, andavano al vento. Con la Scuola questo fenomeno, pensiamo, sarà eliminato".

(23 marzo 2011)




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