UNIONE FISCALE NELLA ZONA EURO UNA DIGA ANCHE CONTRO I POPULISMI

Posted on in Europa e oltre 3 vedi

UNIONE FISCALE NELLA ZONA EURO
UNA DIGA ANCHE CONTRO I POPULISMI

Qualche tempo fa il cancelliere tedesco Angela Merkel propose di accrescere i poteri di controllo dell`Unione europea sulla politica fiscale dei Paesi membri come precondizione per attribuire nuovi poteri di intervento alla Banca centrale europea a sostegno del debito sovrano degli Stati in crisi. Alcuni criticarono la proposta sostenendo che comporterebbe i tempi lunghi richiesti da una revisione dei trattati comunitari; andava invece presa sul serio come proposta che può imprimere una accelerazione al processo di integrazione europea. Fa piacere quindi constatare che il presidente francese Nicolas Sarkozy nel discorso di Tolone e il presidente della Bce Mario Draghi nella relazione al Parlamento europeo abbiano sostenuto l`idea di uno «scambio virtuoso» tra controlli più rigorosi sulla politica fiscale degli Stati membri richiesti dalla Germania e attribuzione alla Bce del molo di prestatore di ultima istanza richiesto da Francia e Italia; e hanno proposto che tale scambio venga attuato mediante accordi intergovernativi che non implichino i tempi lunghi di una vera e propria modifica del trattati e utilizzino il metodo delle cooperazioni rafforzate (che non richiede il consenso di tutti i Paesi aderenti all`euro). Angela Merkel ha prontamente risposto che si è sul punto di realizzare una unione fiscale con regole stringenti, almeno per la zona euro.
Se ciò avverrà, come è auspicabile, la crisi del debito sovrano, anziché bloccare, o peggio far regredire, il processo di costruzione politica dell`Europa costituirà, al contrario, l`occasione per procedere nel cammino di una maggiore integrazione. Esistono tuttavia seri ostacoli sul cammino di questa fondamentale e non rinviabile decisione: egoismi e pregiudizi nazionalistici, tentazioni protezionistiche, derive populiste, di cui si fanno interpreti leader politici e mass inedia poco responsabili. Nella difficile vita delle democrazie contemporanee, l`intreccio tra populismo e nazionalismo è particolarmente pericoloso. Ha costituito a lungo nel passato la malattia dell`Europa e ha contribuito a causare le tragedie e i lutti delle guerre mondiali. È auspicabile che la memoria storica immunizzi i popoli europei contro il rischio di una regressione e dia ai leader il coraggio responsabile di confermare la scelta della unità europea.

Alberto Martinelli

Corriere della Sera, pag 60
3/12/11




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.