Undici Stati Ue, tra cui l’Italia, a Juncker: “non cancellare il Pacchetto Aria Pulita”.

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Undici Stati Ue, tra cui l’Italia, scrivono a Juncker: “non cancellare il Pacchetto Aria Pulita”.

di MARCO TEDESCHI.

I ministri di 11 Stati membri dell’UE, tra cui l’Italia e la Germania, hanno scritto alla Commissione europea invitandola a portare avanti la revisione sul pacchetto qualità dell’aria, inserendovi norme più severe. La coalizione è decisa ad intervenire sul dietrofront prospettato dall’esecutivo Juncker nell’ambito di alcuni aspetti fondamentali sul fronte ambientale: le norme sulla riduzione degli inquinanti atmosferici urbani e quella sull’efficienza delle risorse e il taglio dei rifiuti. In carica dall’1 novembre di quest’anno, la nuova Commissione europea sembrerebbe essere pronta ad eliminare dal piano di lavoro del 2015, priorità come la direttiva sulla qualità dell’aria e l’efficienza delle risorse.

Le proposte dettagliate elaborate per il Pacchetto Aria prevedono tra l’altro la nuova Direttiva sui Limiti Nazionali alle Emissioni, oltre alla Direttiva che ridurrà l’inquinamento derivante dagli impianti medi e il Regolamento sulle cosiddette “non-road mobile machinery”. Inoltre, sono già in fase avanzata le proposte necessarie ad affrontare il tema cruciale delle emissioni reali delle automobili per mezzo di nuovi test dei livelli di emissioni dei veicoli su strada.

Ecco perché dopo le pressioni degli ambientalisti, anche i ministri dell’ambiente di Belgio, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia hanno deciso di fare fronte comune. Nella missiva, si invita Bruxelles ad analizzare con molta attenzione le opportunità connesse alla creazione di nuovi posti di lavoro e di crescita economica che i miglioramenti e le innovazioni delle nuove normative richiederebbero al blocco dei Ventotto. E a chiedere di portare avanti le direttive su aria e rifiuti sono anche alcuni membri del Parlamento europeo.

Intanto, sono ben 22 le associazioni italiane ambientaliste (tra queste i Genitori Antismog), insieme ad associazioni di medici e ricercatori, che hanno avviato la campagna per salvare il Pacchetto Aria, a quanto pare convincendo il governo italiano a prendere posizione. «Respirare aria pulita è un diritto dei cittadini, il pacchetto di norme sull’aria permetterebbe di evitare almeno 58mila morti premature all’anno. L’Europa non elimini queste norme dal programma di lavoro”.

Solo in Italia muoiono prematuramente oltre 67.000 persone per l’elevato inquinamento dell’aria. In Europa sono 450 mila. I costi esterni per la società, collegati alla salute, si aggirano in una quota fra i €330-940 miliardi/anno, come si legge nel recente Rapporto 2014 sulla qualità dell’aria pubblicato la scorsa settimana dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. Il Pacchetto di norme in discussione riguardanti la qualità dell’aria è ancora più importante, dunque, poiché affronta il danno alla salute con l’obiettivo di evitare almeno 58.000 morti premature ogni anno e 40-140 miliardi di costi esterni collegati ad esso.
(Da lastampa.it, 5/12/2014).

 




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