Una vita controcorrente

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Addio a Cesare Cases

Una vita controcorrente

di Carlo Donati

… Già dalla sua formazione si comincia a capire di che pasta fosse fatto. Classe 1920, nato in una buona famiglia ebraica di Milano, a causa delle leggi razziali venne mandato a studiare a Zurigo. Stava quasi per laurearsi in chimica, quando con una imprevedibile virata cominciò a studiare letteratura tedesca e filosofia e finì per laurearsi a Milano con Antonio Banfi e una tesi su Ernst Junger. Si vede che la chimica è un buon addestramento per andare controcorrente. Basterà ricordare Elias Canetti e Primo Levi.

Mentre a Milano muoveva i primi passi nell’insegnamento entrò nell’orbita di Giulio Einaudi che per “provarlo” lo mandò a fare il commesso nella libreria milanese di suo cognato. Chi lo promosse fu Thomas Mann in persona che raccomandò all’editore di affidare le sue opere a quel certo collaboratore che padroneggiava la lingua tedesca “con perfezione umiliante”. Era lui, Cases.

La carriera di germanista era aperta. Mann, Musil, Brecht, Goethe eccetera eccetera….

Un altro articolo fu all’origine anche del suo addio al Pci. Nel 1956 Cases trascorse un anno all’università di Lipsia in quella che si chiamava Repubblica Democratica Tedesca. L’esperienza fu così deludente che al suo ritorno scrisse su “Nuovi Argomenti” che nella Germania Est metà degli abitanti lavorava a spiare l’altra metà. L’articolo finì sul tavolo di Togliatti che consigliò di lasciar perdere. Ma nella sezione pisana dove Cases era iscritto (in quegli anni insegnava in un liceo di Pisa) venne debitamente processato. O l’autocritica o l’espulsione. Cases semplicemente non rinnovò la tessera, poi raccontò molto divertito che fu proprio il suo “inquisitore”, poco dopo, ad essere espulso per trotzkismo…

L’ultima sorpresa ce la riservò nel 2002 quando l’università di Bari gli conferì la laurea ad honorem. Il titolo della sua lezione dottorale fu: “Grandezza e decadenza del romanzo giallo”. E allora scoprimmo che il germanista illustre, il critico marxista, il polemista inesorabile, nei momenti liberi aveva affettuosamente trescato con Agatha Christie e Fruttero &Lucentini, Dashiell Hammett e Scerbanenco, Raymond Chandler e Andrea Camilleri. Insomma i campioni del consumismo.

(Da La Nazione, 29/7/2005).

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