Una scoperta emozionante

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In principio fu il “Re”

Così nacque l’ebraico

Un’iscrizione di 300 anni fa cambia la storia d’Israele

La prima parola fu scritta nella mitica valle d’Elah

di Aldo Baquis

Nella morbida e verdeggiante valle d’Elah, dove secondo la Bibbia il pastore (e futuro monarca israelita) Davide affrontò il guerriero filisteo Golia, archeologi israeliani hanno scoperto di recente un reperto vecchio di tremila anni che hanno qualificato come “il testo ebraico più antico visto finora”… La sensazione è che il coccio di 15 centimetri per 15 capitato alcune settimane fa fra le mani del professor Yosef Garfinkel della Università ebraica di Gerusalemme possa avere ripercussioni storiche: come i Rotoli del Mar Morto, un testo religioso di duemila anni fa… Mentre le ricerche erano ancora in corso è apparso un coccio su cui erano evidenti caratteri proto-cannanei. Vicino c’erano noccioli d’uliva. Due settimane fa un laboratorio di Oxford, che li ha sottoposti all’esame del carbonio 14, ha stabilito che quelle ulive furono gustate in una data compresa fra il 1050 e il 970 a.C. E’ l’epoca del regno di Davide.

“Dai caratteri proto-cannanei – nota il professor Garfinkel – si sono sviluppate numerose lingue: non solo l’ebraico, ma anche l’aramaico, la lingua fenicia, in certa misura anche il greco”. Lo scriba di tremila anni fa aveva a disposizione un inchiostro composto di carbone misto a grassi animali. Con grande perizia, e con grande eleganza, aveva tracciato righe nere, orizzontali. Sopra le righe aveva scritto un testo che è adesso allo studio degli esperti di Gerusalemme, e che non hanno dubbi: quell’uomo scriveva in proto-cannaneo, ma parlava ebraico.

Il testo – spiega Garfinkel – comincia con un divieto: Al-Ta’as, non fare”. Poi sono emerse altre parole: Eved (schiavo); Shofet (giudice) o Shafet (giudicò); poi Melech (re). Nei millenni le lettere sono sbiadite, il testo originale è divenuto pressoché invisibile. Ma Garfinkel… si è affidato alle tecniche spaziali… Adesso la Nasa provvederà a riprendere l’intero testo…

(Da La Stampa, 2/11/2008).

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1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

In principio fu il “Re”<br /><br />
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Così nacque l’ebraico<br /><br />
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Un’iscrizione di 300 anni fa cambia la storia d’Israele<br /><br />
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La prima parola fu scritta nella mitica valle d’Elah<br /><br />
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di Aldo Baquis<br /><br />
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Nella morbida e verdeggiante valle d’Elah, dove secondo la Bibbia il pastore (e futuro monarca israelita) Davide affrontò il guerriero filisteo Golia, archeologi israeliani hanno scoperto di recente un reperto vecchio di tremila anni che hanno qualificato come “il testo ebraico più antico visto finora”… La sensazione è che il coccio di 15 centimetri per 15 capitato alcune settimane fa fra le mani del professor Yosef Garfinkel della Università ebraica di Gerusalemme possa avere ripercussioni storiche: come i Rotoli del Mar Morto, un testo religioso di duemila anni fa… Mentre le ricerche erano ancora in corso è apparso un coccio su cui erano evidenti caratteri proto-cannanei. Vicino c’erano noccioli d’uliva. Due settimane fa un laboratorio di Oxford, che li ha sottoposti all’esame del carbonio 14, ha stabilito che quelle ulive furono gustate in una data compresa fra il 1050 e il 970 a.C. E’ l’epoca del regno di Davide.<br /><br />
“Dai caratteri proto-cannanei – nota il professor Garfinkel – si sono sviluppate numerose lingue: non solo l’ebraico, ma anche l’aramaico, la lingua fenicia, in certa misura anche il greco”. Lo scriba di tremila anni fa aveva a disposizione un inchiostro composto di carbone misto a grassi animali. Con grande perizia, e con grande eleganza, aveva tracciato righe nere, orizzontali. Sopra le righe aveva scritto un testo che è adesso allo studio degli esperti di Gerusalemme, e che non hanno dubbi: quell’uomo scriveva in proto-cannaneo, ma parlava ebraico.<br /><br />
Il testo – spiega Garfinkel – comincia con un divieto: Al-Ta’as, non fare”. Poi sono emerse altre parole: Eved (schiavo); Shofet (giudice) o Shafet (giudicò); poi Melech (re). Nei millenni le lettere sono sbiadite, il testo originale è divenuto pressoché invisibile. Ma Garfinkel… si è affidato alle tecniche spaziali… Adesso la Nasa provvederà a riprendere l’intero testo…<br /><br />
(Da La Stampa, 2/11/2008). <br /><br />
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