Una nuova lingua s’aggira per l’Europa e in Italia suona come "l’itangliano"

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Oggi è la giornata europea delle lingue: Nella Ue dai mille idiomi se ne sta diffondendo uno “ibridato” con matrice inglese

Una nuova lingua s'aggira per l'Europa
e in Italia suona come “l'itangliano”

di LINDA ROSSI HOLDEN


Oggi è la giornata europea delle lingue. L'Europa è una nazione dalle molte lingue, nella quale si che sta però diffondendo una sorta di unica lingua ibridata, con matrice inglese, che risente delle contaminazioni idiomatiche derivanti dai diversi paesi dell'Ue: qualcosa che in Italia possiamo definire “Itangliano”

La situazione attuale. L'Unione europea è composta da 450 milioni di cittadini che parlano 23 lingue ufficiali, almeno 60 regionali e una moltitudine di lingue minoritarie. Da fonte Censis, in Italia un terzo della popolazione non parla alcuna lingua straniera; meno del 20% è bilingue; il 50,1% ritiene scolastico il proprio grado di preparazione, il 23,9% giudica il proprio livello buono e solo il 7,1% lo valuta molto buono; inoltre, per il 55,9% della popolazione italiana lo studio delle lingue a scuola – dove l'inglese prevale nettamente – è ritenuto scarso o gravemente insufficiente.
E a proposito di lingua inglese, c'è da dire che il suo uso ibridato sembra diventato la vera lingua franca europea; si tratta di “broken English” o “Eurojargon” che in Italia ha dato luogo a questa forma di itangliano: “L'election day si avvicina. Le apparizioni in TV come previsto dall'equal time, gli ads con accusa di strumentalizzazione del 9/11, i dirty tricks sulla necessità delle guerre in Afghanistan e in Iraq e l'incapacità dell'Intelligence di prevedere gli attacchi alle Twin Towers potrebbero causare a Bush la perdita degli swing states che, trascinati da un crescente bandwagon effect, diventerebbero importanti supporters dei democratici e dei loro running mates“.
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Il precedente: l'Euroenglish. Tony Blair dall'inizio del suo mandato, aveva capito che in molti casi era importante dimenticarsi delle proprie origini oxfordiane per ricorrere a un inglese condiviso dalla platea europea e/o mondiale a cui si rivolgeva. Il 7 ottobre 2001, per esempio, Blair rilasciò un'importantissima dichiarazione per comunicare ufficialmente l'avvio delle azioni belliche in Afghanistan. Il suo discorso, dal punto di vista linguistico, era studiato per essere il più possibile comprensibile.
Certo, il suo era un modo per sdoganare l'Euroenglish in una versione molto corretta, mentre la maggior parte degli italiani parla un inglese “pidginizzato”, tollerante degli errori di cui quello che segue è un esempio ai limiti della forzatura, ma senz'altro molto emblematico: sul set del film “Giù la testa”, per tenere a freno James Coburn che era piuttosto irrequieto, il direttore di produzione lo minacciava così: “You must stay on the bell with me!” , e anche: “Where do you go, for the roofs ?”. Il povero Coburn ascoltava stranito, perché capiva ogni singola parola ma non il
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