Una gran bella consolazione!

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L’inglese stravince come lingua comune nella Commissione

Anni fa la Commissione Europea fu investita dalla proposta di utilizzare solo l’inglese come lingua
per l’adozione dei documenti elaborati dai servizi della Commissione, da trasmettere al consiglio dei ministri. Non ci si è resi conto dei danni che la proposta arrecava alla trasparenza del processo
decisionale per la costituzione delle politiche comunitarie e della legislazione. Fino a quel momento la regola vigente disponeva che non solo i Commissari ricevessero sempre i documenti nella loro
lingua ma che i documenti dovessero essere redatti in tutte le lingue sin dall’inizio dei lavori dei comitati e gruppi ad hoc. Dopo le proteste di Francia e Germania, il collegio dei commissari decise di ridurre a tre le lingue di procedura: inglese, francese e tedesco. Non si capisce perché mai per l’Italia non si siano fatte valere le stesse ragioni. Anna Maria Campogrande

Cara sig.ra Campogrande, la battaglia delle lingue in Europa è una questione sensibilissima perché è una questione di identità, prestigio e affermazione culturale. I rapporti di forza linguistica nel mondo reale però stanno sbaragliando tutti gli accordi e le regole concordate. Prova ne sia che dentro la Commissione Ue per esempio l’inglese sta soppiantando i concorrenti come lingua di lavoro. Persino il tedesco, la lingua del Paese dominante nell’Unione, fa fatica a non farsi travolgere. Il francese è in netto declino persino tra i francesi. L’Italia ha fatto una grande battaglia per difendere l’italiano almeno come una delle lingue per la registrazione dei brevetti in Europa. Il risultato è stato che gli altri hanno tirato dritto, con inglese, francese e tedesco, mettendola con le spalle al muro insieme alla Spagna sulle stesse posizioni. Forse alla fine l’unica nostra consolazione sarà che anche per i brevetti si finirà per usare soltanto l’inglese, la lingua franca del mondo e dell’economia globale.
Adriana Cerretelli
(Da Il Sole 24 Ore, 8/2/2013).




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