Una campagna permanente contro la desertificazione culturale mondiale.

Posted on in L'ERA comunica 7 vedi

Una campagna permanente contro la desertificazione culturale mondiale.

21 febbraio Giornata della lingua materna, su

www.linguainternazionale.iti dettagli dell’iniziativa dell’associazione radicale Esperanto.

Di fronte alle migliaia di lingue in via di scomparsa nel giro di pochi anni sotto il peso della globalizzazione crescente di poche lingue di grande diffusione è necessaria una consapevolezza crescente sulle ricadute d’una desertificazione culturale mondiale.

Finora operatori sociali, culturali e studiosi di varie specialità hanno compilato tristi registri di realtà culturali e linguistiche scomparse per sempre. E’ necessario passare dal ruolo di “becchini” intellettuali a quello di “medici” senza frontiere delle lingue e dei popoli in via d’estinzione.

L’iniziativa che domani l’ERA farà partire vuole rappresentare un primo passo in tale direzione, cercando di spezzare l’atteggiamento di rassegnazione e ineluttabilità finora prevalso.

La campagna punterà anzitutto al raggiungimento d’una consapevolezza, quanto più possibile di massa, circa il rischio di estinzione del 90% della biodiversità linguistica nel mondo entro questo secolo, cercando tutti gli aiuti utili e volontari per la massima diffusione dei concetti e delle realtà di cui sopra attraverso mezzi comunicativi diversi: internet (

www.linguainternazionale.itne sarà il centro aggregatore), la produzione di CD e DVD e, auspichiamo, programmi radio-televisivi. L’obiettivo principale sarà quello di far “adottare”, per lo meno mentalmente o con un modesto contributo effettivo, una certa lingua in pericolo di morte.

Altresì una o più istituzioni potranno responsabilizzarsi totalmente o parzialmente per una lingua da adottare, scelta sulla base di criteri espliciti, e potrà, a seconda delle proprie possibilità, contribuire anche con l’invio di qualche volontario (ricercatore, operatore sociale o simili) nella realtà “adottata”.

Sulla base di contatti e di conoscenze dirette circa la gravissima situazione nella quale versano sono state individuate 6 lingue:

in Bolivia, Dipartimento di Santa Cruz: Saraveca e Paiconeca, circa 250, alcuni parlano ancora la loro lingua e molti (oltre cento) conservano la loro identità specifica dopo tre secoli di convergenza forzata verso un’identità indigena generica regionale condotta da missionari cattolici. In Brasile, Stato di Minas Gerais: Krenak, circa 800, non parlano più la loro lingua, di cui chiedono la revitalizzazione sulla base degli studi realizzati quasi due secoli fa da uno studioso russo. In Ecuador, Andoas della provincia del Pastaza, circa 120, Per quasi un secolo hanno “nascosto” la loro identità, assumendo quella di altre popolazioni indigene vicine. Vivendo sulla frontiera fra Ecuador e Perù si sono trovati nel corso dell’ultimo secolo stretti fra tensioni politiche e militari. I recenti accordi di pace fra i due paesi hanno consentito loro di farsi riconoscere nella loro piena identità. Nelle Filippine, isola di Pälawan, Batak, circa 400, popolazione marginalizzata e sottoposta a forti pressioni ambientali. Nella Guinea Equatoriale, Isola di Annobon, Pagalu, circa 2500 persone, lingua e cultura afro-portoghese, tenuti dal governo nazionale in condizioni di semilibertà e di repressione culturale. In Messico, Stato di Oaxaca, Chontales della Costa, circa 1200, hanno abbandonato quasi del tutto la loro lingua sotto pressione regionale e diffusione del turismo; mantengono viva la loro ricca tradizione culturale.

Coordinatore Scientifico della campagna è l’etnolinguista Maurizio Gnerre.

[addsig]




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.