UN RICONOSCIMENTO PER I CACCIATORI EUROPEI

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Brescia Oggi.it:

La Corte dà ragione a Mathieu e Ebner
UN RICONOSCIMENTO PER I CACCIATORI EUROPEI
01/03/2011
Tramite la Delegazione italiana la FACE aveva sollecitato, nel gennaio 2009, i parlamentari europei Véronique Mathieu (attuale presidente dell’Intergruppo "Caccia Sostenibile, Biodiversità, Attività Rurali, Agricoltura e Foreste") e Michl Ebner, ad evidenziare al presidente Barroso la grave discriminazione che stava avvenendo sull’utilizzo di una sola lingua, l’inglese, nella consultazione pubblica "Your attitude towards the regulation of trapping in E.U.", offrendo così dei non corretti risultati di queste e di altre consultazioni.
La risposta del presidente Barroso non era stata considerata soddisfacente laddove veniva risposto che tale consultazione aveva solo una mera indicazione non ufficiale e, quindi, i predetti parlamentari, con forza, ribadivano la necessità che anche in queste consultazioni venissero usate le 23 lingue usate nei 27 Stati membri dell’Unione Europea.
La CJCE (Corte di giustizia dell’Unione Europea), adita dall’Italia per l’uso improprio e discriminatorio di solo tre lingue in un concorso per la formazione di un elenco di candidati all’assunzione nelle istituzioni UE, in contrasto con i principi di non discriminazione, di proporzionalità e multilinguismo, ha sposato in pieno questa tesi, sentenziando che la pubblicazione trilingue è «una discriminazione fondata sulla lingua tra potenziali candidati, contraria al diritto dell’Unione Europea».
Questa decisione insegna, pure ai cacciatori, soprattutto italiani, e alle loro Associazioni venatorie, che bisogna essere sempre presenti in Europa anche su problemi che sembrano marginali, ma che rappresentano l’attenzione posta a quelli della società civile, perché la caccia non è più un momento di "loisir" ma, con le sue componenti (agricole, ambientali e rurali), è un servizio svolto sul territorio e, come tale, rimarchevole e degno della più ampia attenzione (CJCE sentenza del Tribunale n. 2010/C 301/38 del 13 settembre 2010, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale UE del 6 novembre 2010).




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