Un museo della lingua

Posted on in Politica e lingue 14 vedi

La « Dante Alighieri » premia i benemeriti e lancia un’idea per gli Uffizi

“Un museo della lingua”

di Raffaella Marcucci

Ancora non c’e’, ma Firenze potrebbe accogliere il primo museo della lingua italiana. Per una volta un museo dedicato non a dipinti e sculture, ma ad un altro genere di bene culturale. Perche’ anche le parole hanno una storia – solo che e’ piu’ difficile da far vedere – e il nostro italiano, nato sul dialetto fiorentino trecentesco, e’ cambiato e si e’ arricchito nei secoli. Come a dire tutto cio’ che sta dietro e ruota intorno a quei circa diecimila termini che comunemente usiamo ma che sono solo una piccola parte del vocabolario italiano. Un museo della lingua italiana che potrebbe nascere sull’esperienza della mostra “Dove il sì suona”, ideata dalla societa’ Dante Alighieri, che e’ stata in cartellone agli Uffizi dallo scorso marzo fino al 6 gennaio. E un primo nucleo potrebbe essere accolto proprio all’interno dei nuovi grandi Uffizi. Lo ha auspicato il presidente della Dante Alighieri, l’ambasciatore Bruno Bottai, ieri a Firenze, ospite dell’Ente Cassa di Risparmio (del cui contributo si e’ avvalsa la mostra appena conclusa), per consegnare un premio a quanti si sono distinti per la riuscita di “Dove il sì suona”. “La proposta di Bottai mi trova d’accordo – ha ribattuto il soprintendente Paolucci – e so che sarebbe cosa gradita anche al Quirinale. Un museo così a Firenze, dove con Dante e’ nata la lingua italiana e con Giotto quella figurativa, si puo’ dire che sia un atto dovuto, oltreche’ un servizio didattico”. Eppure accordare tutti i suoni – anche quello di Dante evocato nel titolo della mostra – ha richiesto molto tempo; perche’ complessa e’ l’operazione di rendere visibile e godibile ad un pubblico non solo di studiosi, ma il piu’ vasto possibile, il racconto di una lingua, scritta e parlata, restituirne il calore e le infinite contaminazioni, movendosi fra esigenze di comunicazione le piu’ diverse, confrontandosi con dialetti ed altre lingue. E in piu’, come confessa uno dei curatori, c’era la suggestione del luogo, gli Uffizi, a cui l’esposizione doveva adattarsi.. Oggi, a mostra finita – registrato l’interesse de pubblico ed in particolare delle scolaresche (si parla di 20000 studenti e di oltre un milione di visitatori, ma si tenga presente che il biglietto era cumulativo con quello della Galleria degli Uffizi!) – si tirano le somme e si accolgono gli apprezzamenti. E fra questi quello rivolto all’apparato didattico multimediale che accompagnava il percorso espositivo. La mostra e’ stata richiesta dalla rete di comitati della Dante Alighieri svizzeri che la vorrebbero nel prossimo autunno a Zurigo con qualche variante, se e’ vero, come si dice, che ogni mostra va tarata sul tipo di pubblico a cui e’ destinata. La Societa’ Dante Alighieri ha premiato nell’occasione il sindaco Domenici (in sua vece l’assessore Vincenzo Bugliani), il presidente dell’Ente Cassa Alberto Carmi, il soprintendente Antonio Paolucci, il curatore del progetto scientifico Luca Serianni, Opera Laboratori fiorentini e Proexpo Allestimenti. Per tutti il ringraziamento del presidente Bottai e una medaglia d’oro con l’effigie di Dante.

(Da La Nazione, 9/1/2004).

[addsig]




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.