Un menu multietnico.

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Quei menù multietnici per i bimbi delle scuole.
(Casalecchio)

Alessandra Mariotti

La mensa che produce i pasti si è adeguata alle esigenze degli studenti

L´accoglienza e il rispetto delle altre culture comincia anche dalla tavola. Ne sono convinti a Casalecchio dove la nuova cucina centralizzata costata 2 milioni e 500 mila euro e gestita dalla società pubblico-privata «Melamangio», ha lanciato il progetto “Nessuno è escluso”. E in queste prime settimane, da quando la struttura è entrata in funzione, sono oltre un´ottantina i bambini musulmani che già si vedono servire a scuola menù ad hoc per loro o senza carne suina o completamente privi di ogni tipologia di carne. Ma non sono i soli. C´è chi soffre di allergie o di intolleranze alimentari: anche per questi alunni delle scuole di Casalecchio i cuochi della cucina centralizzata preparano piatti speciali, così che possano tranquillamente mangiare in mensa coi loro compagni senza sentirsi diversi. Il costo naturalmente non varia: è sempre 6 euro a pasto. Con l´obiettivo però di diminuirlo quando anche il Comune di Zola si servirà di questa nuova struttura, portando così la cucina al suo pieno regime di produzione che è di 3.500 pasti al giorno. Nell´attesa, qui in via Guido Rossa 5/2, negli oltre 1.000 metri quadri attrezzati con le migliori strumentazioni d´avanguardia, si cucinano ogni giorno 2.000 piatti, per studenti di ogni ordine e grado (dai nidi alle scuole medie) e per gli anziani dei centri diurni. Menù di qualità (l´80% delle materie prime sono biologiche) ma con un occhio attento anche al mondo del sociale. Sia quello del Sud del mondo, visto che nelle mense scolastiche sono serviti prodotti del commercio equo e solidale, sia quello dell´associazionismo locale. Melamangio, infatti, ha lanciato il progetto “Buon Samaritano” affinché i pasti non consumati presso le scuole vengano, tramite enti caritativi, donati a persone bisognose che abitano a Casalecchio. E proprio in questa settimana è stato stretto un accordo con la parrocchia di Santa Lucia: ogni giorno don Bruno si farà carico di recuperare presso la cucina centralizzata le porzioni rimaste per poi allestire la sera una mensa. Perché, come si è detto, l´accoglienza inizia anche dalla tavola.


La Repubblica. Bolagna.

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