Un istituto europeo di tecnologia per il rilancio delle università europee.

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Jàn Figel’ discute di università con i giornalisti siciliani

Un Istituto europeo di tecnologia per rilanciare la competitività delle università europee.

Ospite dell’Ateneo di Catania, lo scorso 24 novembre, per il seminario d’apertura dello Jean Monnet project 2006-2007, il commissario europeo all’istruzione, formazione, cultura, multilinguismo, Jàn Figel’ diffonde dati preoccupanti sulla perdita di competitività delle università europee. “Investire nella ricerca è la ricetta per uscire dall’isolamento ed essere attori globali” spiega il commissario slovacco. Per me è la prima visita in Sicilia. Mi hanno consigliato di gustare la granita di mandorle con la brioche”. Desiderio esaudito per il commissario europeo, Jàn Figel’ che, dopo aver parlato per un’ora intera a una platea di studenti e professori, si concede una pausa dolce. Ed è con la granita ancora tra le mani che discute con alcuni giornalisti siciliani di università, cultura e multilinguismo.
Nella top list dei 20 migliori atenei del mondo, l’Europa è rappresentata soltanto da due istituti – sottolinea Figel’ -. Le cause sono diverse: una eccessiva frammentazione degli atenei che investono poco nella ricerca e nell’innovazione; il secondo problema è legato alla mancanza di fondi, non abbiamo sufficienti risorse per la modernizzazione delle università. La conseguenza è la fuga dei cervelli dall’Europa verso gli Stati Uniti o i nuovi paesi emergenti. Inoltre, scontiamo anche la mancanza di specializzazione. Siamo bravi a dare un’istruzione di massa, ma molto meno ad investire sulle eccellenze”.
Commissario, la creazione dell’Istituto europeo della Tecnologia può essere una delle soluzioni? “Questo istituto non sarà il Massachusetts dell’Unione europea. Noi vogliamo collegare insieme le risorse esistenti a livello europeo. Sarà il faro d’eccellenza in materia di istruzione superiore, ricerca e innovazione. Il nostro intento non è quello di investire in un unico istituto, esso metterà insieme le migliori istituzioni e i migliori ricercatori, fornirà un contesto per la cooperazione tra le accademie e le imprese, infine dovrebbe agire come un modello per il cambiamento, dimostrando i benefici di una struttura moderna e flessibile. Il costo sarà di 2,4 miliardi di euro. Secondo i nostri piani ambiziosi, dovrebbe essere operativo a partire dal 2008”

Questo messaggio è stato modificato da: Paola_Graziosi, 19 Dic 2006 – 22:41 [addsig]




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