Un cordiale invito all’autocensura da parte del Governo britannico: secondo il quotidiano Guardian il ministero della Difesa avrebbe fatto pressioni s

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Un cordiale invito all'autocensura da parte del Governo britannico: secondo il quotidiano Guardian il ministero della Difesa avrebbe fatto pressioni sui principali media del Paese per incoraggiarli a non scrivere sullo scandalo sulle intercettazioni segrete fatte dai servizi americani e britannici.

Secondo il quotidiano britannico, il primo a pubblicare le rivelazioni della ‘talpa' americana Edward Snowden, il ministero della Difesa avrebbe mandato una "D notice" confidenziale o "avviso di censura" ai direttori della Bbc, la radiotelevisione di Stato, di Sky, Itv e di altri media e testate giornalistiche. La richiesta, inviata il 7 giugno, il giorno dopo lo scoop del Guardian sul programma segreto Usa Prisma, era di non pubblicare informazioni che "potrebbero mettere a rischio la sicurezza nazionale e le operazioni militari e di intelligence, e forse anche il personale britannico".

La "D notice" è un avvertimento, un ‘consiglio' non vincolante ma che di fatto fa pressioni sui direttori responsabili dei media perchè evitino di pubblicare una storia o perlomeno la pubblichino con la dovuta cautela. Il suo utilizzo è consentito solo per ragioni di sicurezza nazionale.

La nota indipendenza dei media britannici però sembra avere avuto la meglio. Lo stesso Guardian ammette che l'invito all'autocensura delle autorità non è stato accolto come il ministero della Difesa avrebbe sperato. La Bbc ha sottolineato come sia i telegiornali che i notiziari radio abbiano "dato alla storia il livello di copertura adeguato", e anche le altre emittenti hanno dato un certo rilievo alla notizia.

Il cosiddetto "datagate" ha creato anche qualche imbarazzo ai padroni di casa del G8 in corso in Irlanda del Nord, in seguito alle rivelazioni che la Gran Bretagna avrebbe "spiato" i delegati di Paesi alleati durante il summit del G20 a Londra nel 2009. Turchia, Sudafrica e Russia hanno formalmente chiesto a Londra di spiegare come, se e perchè i computer e telefoni dei loro rappresentanti siano stati monitorati dai servizi britannici, come rivelato dal Guardian.

Da: http://www.ilsole24ore.com 18/06/2013




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