Un archivio sonoro per la parlata degli ebrei livornesi

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Un archivio sonoro per la parlata degli ebrei livornesi

Domani a Pisa la presentazione del vocabolario interattivo del bagitto, l’idioma giudeo-livornese che sopravvive tra i banchi del mercato del porto
Rinasce a Pisa, grazie agli studi di Fabrizio Franceschini, professore di Storia della lingua italiana dell’Università di Pisa e del suo allievo Alessandro Orfano, il bagitto, l’idioma giudeo-livornese nato nel porto toscano secoli addietro e sopravvissuto fino ad oggi.

Il bagitto nasce a Livorno nel ’700, quando la città toscana era un porto franco aperto a vari influssi mediterranei ed europei e la comunità ebraica poté fiorire e costruire una prospera rete commerciale. Secondo Franceschini il termine bagitto sta a significare l’idea di un linguaggio segreto, sommesso che richiama l’espressione comune hablar bajito, cioè ‘parlare sottovoce, in modo celato’.

Dall’approfondita ricerca, condotta dal dottor Orfano nei luoghi dove questo idioma continua a vivere, tra i banchi del mercato di Livorno gestiti da secoli da famiglie ebraiche, è nato un archivio sonoro, a supporto di un corposo vocabolario interattivo.

Domani, mercoledì 15 dicembre alle 10.30, nell’Aula Magna Storica del Palazzo della Sapienza la presentazione dei volumi di Fabrizio Franceschini “Livorno, la Venezia e la letteratura dialettale. I. Incontri e scontri di lingue e culture. II. Testi 1790-1832” (Felici Editore, 2007-2008) e del cd rom curato da Alessandro Orfano, “Archivio sonoro della parlata degli Ebrei di Livorno”.

14/12/2010




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