L’ULTIMO SALUTO DEI RADICALI LINGUAINTERNAZIONALISTI AL “PAPA ESPERANTISTA”

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L’ULTIMO SALUTO DEI RADICALI LINGUAINTERNAZIONALISTI AL “PAPA ESPERANTISTA”.

Mentre Giovanni Paolo II affronta il suo ultimo viaggio, l’Associazione radicale “Esperanto” si unisce al cordoglio del mondo e rende omaggio a quel grande del ventesimo secolo che, dalla Pasqua del 1994, ha scelto d’includere, ogni Natale ed ogni Pasqua, l’Esperanto tra le lingue nelle quali impartiva la sua benedizione Urbi et Orbi.

«Ricordo ancora – dichiara Giorgio Pagano, Segretario dell’ERA – quei giorni del 1994 quando insieme a Marco Pannella ed Emma Bonino chiedemmo a Giovanni Paolo II di benedire i fedeli nella lingua del suo compatriota Zamenhof in occasione della Marcia di Pasqua in Piazza S. Pietro che i radicali stavano organizzando contro la pena di morte nel mondo. Davvero grande fu la gioia quando udimmo le canoniche frasi d’augurio e di benedizione in Esperanto. In quel momento pensai che una svolta per la democrazia linguistica mondiale prendesse corpo, invece, come quasi sempre, il corpaccione della Chiesa si disinteressò di quel segnale di Karol. E il clericalismo continuò a sopraffare la religiosità per tutti gli oltre dieci anni seguenti».

Tra i tanti importanti gesti simbolici di portata storica di questo pontificato, ripercorsi dai media di tutto il mondo in queste ore, occorre ricordare anche questo:
Giovanni Paolo II è stato, formalmente, il primo Capo di Stato al mondo ad avere adottato l’Esperanto per comunicazioni ufficiali, se così si può dire, così come, nella pratica e sotto il profilo politico, è stato un grande fautore della diversità e della democrazia linguistica. Tanto che Woytila può essere ricordato anche come il “Papa esperantista”, così come Giovanni XXIII è rimasto per tutti il “Papa buono”.

Roma, 02 aprile 2005
Ufficio Stampa ERA:
cell. 3937417489
info@linguainternazionale.it

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