Ultimatum della Ue: tempo scaduto

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Un`altra giornata di trattative con i partiti politici che sostengono Papademos
La possibilità di un fallimento di Atene innervosisce i mercati finanziari in Europa

Ultimatum della Ue: tempo scaduto

Ma la coalizione di governo accetta il licenziamento di 15 mila dipendenti pubblici

La Ue lancia un ultimatum al governo greco. «Siamo già oltre le scadenze previste per gli accordi. Siamo oltre la data limite», dice il portavoce del commissario agli Affari economici 01li Rehn. «Dovevano essere prese delle decisioni che non sono arrivate, quindi ora la palla è nel campo della Grecia». Ogni minuto è prezioso, non si può andare oltre il 13 febbraio, data entro la quale devono essere sbloccati gli aiuti, in tempo per assicurare ad Atene la possibilità di far fronte ai 14,5 miliardi di titoli che vanno in scadenza il 20 marzo. Ma l`accordo tra il governo e la troika di esperti Ue-Bce-Fmi sulle riforme da adottare e sui nuovi tagli per ridurre il deficit che continua a salire, ancora non c`è.
Ieri sera da Atene è arrivato l`annuncio che la coalizione di governo accetta di ridurre di 15 mila unità i dipendenti pubblici nel corso di quest`anno. E` una delle richieste dei creditori internazionali, dolorosa e non l`unica. Ancora ieri il premier Lucas Papademos ha proseguito la sua maratona di incontri. Le giornate sono scandite da riunioni con gli esperti della troika e quelle con i capi dei partiti che sostengono il governo. In questa corsa contro il tempo si attendevano per ieri passi decisivi sul nuovo pacchetto di sacrifici, che vanno dai tagli dei salari delle pensioni complementari, delle tredicesime e delle quattordicesime anche nel settore privato, come è già stato fatto con i dipendenti pubblici. Anche sul fronte delle privatizzazioni, che permetterebbero di ridurre un po` del debito accumulato, non c`è stato nulla di decisivo.
Papademos ha speso l`intera giornata di ieri a cercare di ottenere sconti dalla delegazione Ue-Bce-Fmi. Il confronto con i partiti della coalizione, decisivo per assicurare che un rapido iter parlamentare delle misure da prendere, è stato rinviato ad oggi. In pieno sciopero generale indetto dai due grandi sindacati del settorepubblico e del settore privato:
«La Grecia non è solo responsabile di se stessa ma di tutta l`eurozona», ha detto ieri a Berlino alla Humboldt University, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. «Siamo di fronte a un tale momento di co-responsabilità che ogni paese, e sto pensando in particolare alla Grecia, non è solo responsabile per se stesso ma anche per l`unione monetaria nel suo insieme. Portiamo avanti un progetto comune, anche se le scelte sono fatte a livello nazionale, e dimenticare questo nel compiere le nostre azioni mina il bene comune».
La prospettiva che il default di Atene si avvicini pericolosamente inette in fibrillazione i mercati. Dopo la seduta positiva di venerdì, sulla scia dei buoni segnali provenienti dagli Usa su una ripresa economica che si sta consolidando, le Borse soffrono l`erripasse del governo greco. Piazza Affari ha chiuso in calo dello 0,37%. In rosso anche Parigi (-0,74%), e Madrid (-0,53%), mentre Londra e Francoforte riescono in chiusura a recuperare la parità.
Intanto prosegue la marcia indietro dello spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, indice che il nostro paese sta recuperando fiducia sui mercati. La distanza tra il Btp e il bund si è ridotta a 373 punti base, e il rendimento del decennale è sceso al 5,61%.

ROSSELLA LAMA

Il Messaggero, pag 9
7/02/2012




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