UE-USA: Spie anglo-americane e collaborazionisti europei.

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«Viene da chiedersi fino a dove dovremo arrivare perché l’Europa capisca la necessità di difendere i propri cittadini e i loro dati sensibili. Eppure, ancora una volta, le massime istituzioni UE non vanno oltre una generica “preoccupazione” per il caso Prism, il programma americano di sorveglianza elettronica diretto dall’Agenzia nazionale di sicurezza (Nsa) che gli permette di accedere ai dati esteri e in particolare europei.

Come ormai tipico in questa nostra sgangherata confederazione di stati sovrani miopi e sorpassati, il dossier DPR (Data Protection Regolation, regolamentazione della protezione dei dati), in discussione in Europa da 18 mesi, dopo 25 riunioni è oggetto di tremila emendamenti e divide i vertici delle istituzioni.

Di fronte all’allarme che gli USA registrano il DNA dei cittadini, gli stati europei non sembrano curarsi dell’essersi piegati ai voleri commerciali americani cancellando un articolo della direttiva FISA, pensato per limitare le possibilità di sorveglianza USA sui cittadini europei in materia di tutela della privacy» esordisce il Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto che prosegue:

«Fa bene Le Monde a richiamare esplicitamente anche il precedente del 2000, quando furono svelate le attività europee di Echelon, una rete anglosassone di sorveglianza globale delle telecomunicazioni. L’Nsa dirigeva queste intercettazioni allo scopo di ottenere informazioni

economiche, commerciali, tecnologiche e politiche. La legislazione degli stati membri dell’Unione era stata violata, così come i diritti fondamentali dei cittadini. All’epoca Londra aveva approfittato del suo rapporto privilegiato con Washington per spiare i rivali europei» prosegue il dirigente Radicale, che aggiunge: «Più si avanti e più i diritti di noi europei vengono sistematicamente violati, e questo ad opera sempre dei soliti noti popoli anglosassoni.

Il vero problema però è a monte, è quello della mentalità passiva e schiavizzata di chi occupa i vertici istituzionali e non trova di meglio da fare che sentirsi preoccupato per gli eventi che stanno accadendo, oppure chi, come ieri l’ eurodeputata liberale Sophie in’t Veld, spera che le rivelazioni sulle pratiche dell’Nsa portino gli europei a mostrarsi più esigenti.

Mai nessuno che metta in dubbio il rapporto di dipendenza dagli Stati Uniti e invochi la nostra libertà e il nostro diritto di non fornire a nessuno i nostri dati, che dovrebbero essere gestiti all’interno dell’Unione attraverso piattaforme e sistemi informatici esclusivamente europei. Nulla potrà cambiare fino ad allora, la potente Cina l’ha capito da un pezzo, noi dormiamo. A breve sulle nostre ceneri».




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