UE-USA: La congiura anglosassone esiste eccome!

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Il datacenter di Prism, dove vengono tenuti i dati rubati agli europei

Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

 

“La congiura anglosassone esiste eccome”, scrive Federico Rampini sul suo fluario (blog)  di Repubblica della “relazione speciale” tra i servizi segreti delle cinque nazioni anglofone (Usa, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda) che riserva solo a loro la garanzia di cooperazione totale.

Mi viene da commentare che, evidentemente, si è dovuto aspettare che lo scandalo del Datagate esplodesse perché quanto affermato senza sosta dall’Associazione Radicale Esperanto trovasse almeno un pallido riscontro su una testata italiana.

Eppure c’è chi insiste nel voler salvare la relazione malata con gli USA nonostante si sia alla vigilia dei pericolosi negoziati di libero scambio transatlantico e i membri delle istituzioni europee spiati dall’intelligence anglo-statunitense ci hanno messo una settimana per poter articolare due parole di risentimento.

In tutto questo l’America, Obama e Kerry in testa, non riescono a capacitarsi di come il mondo possa essere adirato nei loro confronti.

Ma come? – dicono – l’America avrà pure il diritto di calpestare i diritti dei cittadini di tutto il pianeta, se no che superpotenza sarebbe? A lei è per natura e per storia concesso ciò che a tutti gli altri paesi è negato, e cioè schiacciare i diritti umani e civili per proteggere i propri cittadini e i propri affari.

E’ oltretutto chiarissimo che mettendo questa struttura a conoscenza anche di elementi che permettono di fare concorrenza sleale, specie in Europa dove la potente ancella britannica è quasi più aggressiva della padrona a stelle e strisce, perchè non approfittarne?

Come affermano i pareri degli esperti raccolti dal Wall Street Journal, “lo spionaggio non e` mai stato vietato da leggi internazionali e, quando lo si fa tra alleati, l’unica regola è non farsi scoprire”.

Come l’ERA ha saputo argomentare prima di tutti gli altri e non ha mai smesso di denunciare, la priorità dell’Europa è l’indipendenza.

Indipendenza da realizzarsi sui piani economico, linguistico, militare e informatico. Tutti sono prioritari e necessari.

La nostra dipendenza dagli Stati Uniti, falsi alleati, deve finire al più presto prima che il giogo mortale a cui la politica forsennata del secondo dopoguerra ci ha condannato ci strangoli definitivamente.

Tra 2 giorni si celebra la Dichiarazione d’Indipendenza americana, con la quale le Tredici Colonie si distaccarono, in soli 12 anni, dal Regno Unito. Quando i ben 28 stati membri dell’Unione europea potranno dichiarare la loro indipendenza dagli Stati Uniti distaccandosi dalla sudditanza americana che dura da 68 anni?




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