UE/UK, Pagano (ERA): «Britannici sarcastici sul Nobel Ue ma, dall’Europa senza lingua federale, prendono solo sull’inglese 368 miliardi di Euro all’anno»

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«Il premio Nobel all’Ue ha scatenato molto sarcasmo dei giornali inglesi, rispecchiando il tradizionale distacco britannico nei confronti dell’Europa che, complice la crisi dell’euro, si è acuito negli ultimi due anni, con l’entrata in scena di Cameron. Mentre il Daily Mail ha definito il premio “una crudele barzelletta” e il Daily Express ha parlato di “premio all’idiozia”, il Times ha ideato un quiz satirico che indica come scopo principale dell’Ue “un terzo tentativo di dominazione europea da parte della Germania, e stavolta ha funzionato». Se il premier inglese è stato l’unico, che io sappia, a non commentare l’assegnazione del Nobel per la pace, l’opinione del governo di Londra, come riportava ieri Franceschini su Repubblica, è svelata inequivocabilmente dal ministro dell’Istruzione Gove che ha detto chiaramente che sono “pronti a lasciare l’Unione”. Il Regno Unito però, che ha voluto mantenere nazionalisticamente la propria moneta dando adito anche a sospetti di coinvolgimento della sua finanza nell’attacco all’Euro, continua a mantenere di fatto un privilegio indiscusso nell’Ue: quello linguistico. Malgrado le lingue ufficiali siano 23 tutti i documenti della Commissione vengono resi pubblici solo in inglese-francese e tedesco ma tutti, davvero tutti, si trovano esclusivamente in inglese. Questo monopolio, come ci insegnano gli economisti Grin e Lukacs, comporta un risparmio per gli inglesi nel non insegnamento di alcuna lingua straniera di 18 miliardi di euro all’anno e un guadagno di 350 miliardi di Euro l’anno derivato dall’apprendimento dell’inglese, in alcuni paesi dell’Ue, come l’Italia, addirittura forzoso. Ad ogni eurocittadino, insomma, la tassa linguistica inglese costa 900 Euro all’anno. Di fronte anche a quest’ennesima velenosa presa di posizione anglosassone, sconcerta sempre di più un Ministero dell’istruzione dell’Italia, Paese fondatore dell’Unione, che già dal 1995 ha divulgato uno studio sull’esperanto lingua federale europea, niente abbia fatto e niente continui a fare per porre fine ad un monopolio linguistico anacronistico per qualsiasi democrazia e che, ormai, sta distruggendo anche la lingua italiana, oltre che impedire la nascita nell’uguaglianza e nella libertà degli Stati Uniti d’Europa che solo l’esperanto può garantire».

Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.




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