Ue-Turchia, per Fini negoziati nella seconda metà del 2005

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14/12/2004, Secolo d’Italia, pag. 11

Ue-Turchia, per Fini negoziati nella seconda metà del 2005

BRUXELLES. I negoziati con Ankara per l'adesione della Turchia all'Unione europea probabilmente inizieranno nella seconda metà del 2005. É la previsione del ministro degli Esteri Gianfranco Fini, espressa ieri a margine del Consiglio Affari generali a Bruxelles, in riferimento al vertice dei capi di Stato e di governo della Ue di giovedì e venerdì prossimo. «L'Italia – ha spiegato Fini- preferirebbe il primo semestre, ma la mia previsione è che, sulla base di colloqui con altri colleghi, si vada alla seconda metà». Per Fini è comunque essenziale il fatto stesso che «venga fissata una data precisa».
E le crescenti aspettative da parte degli investitori che il 17 del mese la Turchia otterrà una data per l'avvio dei negoziati sulla sua adesione alla Ue, ha spinto ieri la Borsa di Istanbul ai massimi storici. Contrattazioni in rialzo del 3.01 per cento.
Francesi in gran maggioranza ostili all'ingresso della Turchia nell'Unione europea, tedeschi più malleabili, italiani nettamente favorevoli: questo intanto il risultato di un sondaggio Ifop-Le Figaro, diffuso a qualche giorno dalla decisione di Bruxelles sull'apertura di negoziati con Ankara. Robert Badinter, ex ministro della Giustizia, giudica «aberrante» l'eventuale decisione dell'adesione turca. Stando al sondaggio, soltanto Francia e Germania, fra i grandi paesi europei, sono ostili all'ingresso della Turchia nella comunità: i francesi con il 67% di opinioni sfavorevoli, i tedeschi con il 55%. L'Italia con il 49% è il secondo paese più favorevole dietro la Spagna (65%) e davanti alla Gran Bretagna (41%).
Italiani e inglesi, però, sono anche i più indecisi, con percentuali rispettivamente del
29% e del 27°lo, contro appena Il 1% in Francia e il 12% in Germania.. Francesi dunque contro la Turchia nell'Unione, ma perchè? La maggìor parte di loro, il 39°/o, così come il 43% dei tedeschi, ritiene che i diritti umani non sono sempre rispettati nel paese candidato, ma una percentuale appena minore evoca differenze culturali e religiose troppo importanti. Un francese su 4 fa notare che la Turchia è fuori dall'Europa geografica, uno su cinque teme un afflusso di immigrati turchi. Fra gli interrogati italiani, invece, uno su quattro si oppone all'ingresso di Ankara, e fra questi il 44°lo cita soprattutto differenze culturali e religiose. Un argomento simile a quelli avanzati dal 30% degli ostili britannici. Gli spagnoli giustificano la loro opposizione (peraltro nettamente minoritaria, il 18%) con diritti umani e condizione della donna.

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