Ue: Ombudsman accusa, Commissione discrimina lingue Europa-Babele, ma Bruxelles preferisce inglese in consultazioni

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Ue: Ombudsman accusa, Commissione discrimina lingue
Europa-Babele, ma Bruxelles preferisce inglese in consultazioni
Ansa, 11 ottobre

(ANSA) – BRUXELLES, 11 OTT – Riparte la polemica sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Sulla carta sono 23 le lingue ufficiali della Babele-Europa ma la Commissione europea, rifugiandosi dietro la necessita' di contenere i costi di traduzione, raramente le usa tutte per le consultazioni pubbliche che dovrebbero essere alla base delle sue iniziative legislative. Molto spesso i testi sono solo in inglese. Un comportamento che oggi l'Ombudsman europeo, Nikiforos Diamandouros, ha messo sotto accusa esprimendosi sul ricorso che tre anni fa e' stato presentato da un avvocato spagnolo.

In una nota Diamandouros ha definito, ''ristrettiva'', ''arbitraria'', ''contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione'' la politica della Commissione. Per l'Ombudsman ''i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione''.
Il ricorso dell'avvocato spagnolo e' stato condiviso dall'Ombudsman che ha chiesto all'esecutivo di rispettare l'uso di tutte le 23 lingue ufficiali. Ma la Commissione ''ha rifiutato di seguire la raccomandazione argomentando che il principio del multilinguismo dipende dalla ristrettezza di tempo e dalla risorse disponibili''.
L'Ombudsman ha dichiarato di condividere pienamente la risoluzione, approvata nel giugno scorso, con cui anche il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione ri rivedere la sua politica sul multilinguismo. Questione, quest'ultima, che e' alla base del rifiuto di Italia e Spagna di aderire al sistema di brevetto europeo fondato sul trilinguismo (inglese, francese, tedesco) avviato dalla 'cooperazione rafforzata' cui aderiscono 25 paesi e contro la quale pende il ricorso del nostro paese alla Corte di Giustizia europea.

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http://www.ombudsman.europa.eu/it/press … l.bookmark
http://www.ombudsman.europa.eu/en/cases … l.bookmark
La consultazione europea lanciata invece nel 2011, il 13 settembre:
http://europa.eu/rapid/press-release_IP … ?locale=en




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E.R.A.
E.R.A.

[justify]<strong>Sommario</strong><br />
<br />
<strong>Introduzione</strong><br />
<br />
<strong>Antefatti del reclamo</strong><br />
<br />
<strong>L'oggetto dell'indagine</strong><br />
<br />
<strong>L'indagine</strong><br />
<br />
<strong>Analisi e conclusioni del Mediatore Europeo:<br />
A. Dichiarazione di mancata pubblicazione del Documento di consultazione in tutte le lingue ufficiali dell'Unione e richiesta di pubblicazione di questi documenti da parte della Commissione, come regola generale, in tutte le lingue o di traduzioni su richiesta per i cittadini.</strong><br />
<br />
<strong>Argomenti presentati al Mediatore Europeo</strong><br />
<br />
<strong>L'analisi del Mediatore Europeo prevista per i progetti di raccomandazione </strong><br />
<strong>a) Rispetto alla consultazione<br />
b) Rispetto alla pratica linguistica generale nei procedimenti di consultazione <br />
<br />
Argomenti presentati al Mediatore Europeo in seguito al suo progetto di raccomandazione<br />
Il parere dettagliato della Commissione<br />
<br />
Osservazioni del querelante<br />
<br />
Valutazione del Mediatore Europeo dopo i progetti di raccomandazione<br />
<br />
B. Commento critico del Mediatore Europeo</strong><br />
<br />
<strong>Caso :  0640/2011/AN </strong><br />
Aperto(a) il <strong>14-apr-2011</strong> - Progetto di raccomandazione del <strong>24-nov-2011</strong> - Decisione del <strong>4-ott-2012 </strong><br />
Istituzione(i) interessata(e) :  <strong>Commissione delle Comunità Europee</strong><br />
Ambito(i) giuridico(i) : <strong> Affari fiscali</strong><br />
Tipi di presunta cattiva amministrazione – (i) violazione di, o (ii) violazione degli obblighi connessi a :  <strong>Assenza di discriminazione [Articolo 5 CEBCA], Proporzionalità [Articolo 7 CEBCA]<br />
Oggetto(i) :  Questioni istituzionali e politiche</strong><br />
<br />
<strong>Introduzione</strong><br />
<br />
1. La presente indagine nasce da un reclamo relativo a una determinata consultazione pubblica avviata dalla Commissione solo in lingua inglese. Tuttavia, il reclamo ha richiamato l'attenzione del Mediatore Europeo sulle questioni generali sottostanti, vale a dire sulla politica linguistica della Commissione in relazione alle consultazioni pubbliche. Questo tema è stato oggetto di una risoluzione adottata dal Parlamento Europeo il 14 giugno 2012. <br />
Antefatti del reclamo<br />
2. Il 7 ottobre 2010 la Commissione ha pubblicato una comunicazione [1] che definiva le idee per la futura tassazione del settore finanziario. Successivamente, il 22 febbraio 2011 la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica relativa alla tassazione del settore finanziario (“La Consultazione”). L'annuncio della Consultazione [2] è stato pubblicato in francese, inglese e tedesco mentre il documento della Consultazione (“Il Documento”) era disponibile solo in inglese [3]. Il pubblico è stato invitato a presentare eventuali osservazioni sul Documento entro il 19 aprile 2011.<br />
3. Il 9 marzo 2011 il querelante, un avvocato spagnolo, ha scritto alla Commissione per domandare quando sarebbe stata disponibile la traduzione spagnola del Documento.<br />
4. L'11 marzo 2011 la Commissione ha risposto che il documento era stato pubblicato solo in inglese per “una questione di tempo” e a causa del suo carattere tecnico. La Commissione ha spiegato che il Parlamento, il Consiglio e essa stessa avevano chiesto che l'analisi sull'impatto della tassazione del settore finanziario fosse pronta entro l'estate del 2011, quindi la Consultazione è stata avviata non appena la versione inglese era disponibile. Secondo la Commissione, la traduzione dei documenti in altre lingue avrebbe ritardato la Consultazione e reso impossibile una valutazione dei commenti prima dell'estate.<br />
5. Inoltre, la Commissione ha aggiunto che, per la sua natura tecnica, la Consultazione si rivolgeva in modo particolare alle parti interessate del settore finanziario. Per questi motivi la Commissione ha qualificato la pubblicazione in inglese come “una mera soluzione pratica, date le circostanze”, chiarendo, però, che le parti interessate avrebbero potuto presentare il proprio contributo in qualsiasi lingua dell'UE. <br />
6. Il querelante non ha considerato soddisfacente la posizione della Commissione ed è ricorso al Mediatore Europeo l'11 marzo 2011.<br />
<br />
<strong>L'oggetto dell'indagine</strong><br />
<br />
7. Il Mediatore ha iniziato un'indagine sulla dichiarazione e la richiesta che seguono.<br />
Dichiarazione<br />
La Commissione non ha assicurato la pubblicazione del documento di consultazione sulla tassazione del settore finanziario in tutte le lingue ufficiali dell'Unione.<br />
Richiesta<br />
La Commissione dovrebbe, per una questione di principio, pubblicare i documenti di consultazione in tutte le lingue ufficiali dell'Unione o, su richiesta, fornire ai cittadini una traduzione degli stessi.<br />
8. Il Mediatore ha inoltre chiesto alla Commissione di affrontare le seguenti questioni :<br />
i) La Commissione ha considerato la possibilità di tradurre il testo della consultazione nelle altre lingue del Trattato dopo la pubblicazione? Se sì, perché non lo ha fatto?<br />
ii) La Commissione ha considerato la possibilità di tradurre il documento di consultazione su richiesta dei cittadini? Ha ricevuto richieste di questo tipo?<br />
iii) La Commissione ha considerato la possibilità di informare i cittadini che avrebbe accettato contributi in qualsiasi lingua del Trattato? Se sì, perché non c'era alcuna affermazione in merito a ciò nel documento di consultazione?<br />
iv) La Commissione ha ricevuto contributi alla consultazione da parte del pubblico? Se sì, in quale lingua erano redatti?<br />
9. Infine, il Mediatore ha informato la Commissione che avrebbe apprezzato che l'opinione della Commissione stessa potesse riferirsi in modo specifico ai principi di uguaglianza e proporzionalità e che commentasse la pertinenza degli articoli 10 (3) [4] e 11 (3) [5] del Trattato sull'Unione europea ("TUE").<br />
10. In un'ulteriore lettera inviata al Mediatore il 18 maggio 2011, il querelante ha proposto che il Mediatore stesso domandasse alla Commissione di fornire le informazioni sulla politica generale in materia di consultazioni pubbliche ed eventuali linee guida soprattutto dal punto di vista linguistico. Il Mediatore ha ritenuto che le questioni fossero comprese nell'ambito dell'indagine, come già annunciato al querelante e alla Commissione.<br />
<br />
<strong>L'indagine</strong><br />
<br />
11. Il 14 aprile 20011, il Mediatore ha sollecitato la Commissione a presentare un parere in merito alle questioni di cui sopra.<br />
12. Il 19 aprile, il 13, il 18 e il 27 maggio e il 17, il 20 e il 23 giugno 2011, il querelante ha inviato nuove lettere al Mediatore nelle quali ha fornito esempi di altre consultazioni pubbliche avviate nel frattempo dalla Commissione in diverse combinazioni linguistiche. <br />
13. La Commissione ha presentato la propria opinione in inglese il 15 luglio 2011 e il 1 agosto 2011 ne ha proposto al Mediatore una traduzione nella lingua del querelante, vale a dire lo spagnolo. Il 2 agosto il Mediatore ha trasmesso la traduzione spagnola al querelante, invitandolo a presentare le proprie osservazioni in merito. Il querelante se ne è occupato il giorno stesso.<br />
14. Il 24 novembre 2011 il Mediatore ha formulato un progetto di raccomandazione alla Commissione. Il 27 marzo 2012 la Commissione ha presentato un parere dettagliato sul progetto di raccomandazione del Mediatore. Il 3 aprile 2012 il querelante ha proposto delle osservazioni sul parare dettagliato della Commissione.<br />
<br />
<strong>Analisi e conclusioni del Mediatore Europeo</strong><br />
<br />
<strong>A. Dichiarazione di mancata pubblicazione del Documento di consultazione in tutte le lingue ufficiali dell'Unione e richiesta di pubblicazione di questi documenti da parte della Commissione, come regola generale, in tutte le lingue o di traduzioni su richiesta per i cittadini.</strong><br />
<br />
<strong>Argomenti presentati al Mediatore</strong><br />
<br />
15. Secondo il querelante, pubblicando il Documento solo in inglese, la Commissione ha violato la propria Dichiarazione sulla governance del 2007 [6], in particolare il quarto punto che stabilisce: “La Commissione è impegnata a operare in modo trasparente. Si sforza di comunicare attivamente i propri compiti e le decisioni che prende. Prima di agire a livello legislativo e politico, la Commissione deve effettuare ampie consultazioni: la qualità della politica dell'Unione europea dipende dall'ampia partecipazione dei cittadini, delle organizzazioni della società civile e di tutti i soggetti che partecipano all'elaborazione e all'esecuzione delle politiche comunitarie. In fatto di elaborazione e attuazione delle politiche, la Commissione s'impegna a garantire la massima partecipazione e ha approvato una serie di requisiti minimi per la consultazione delle parti interessate”. Alla luce di questa dichiarazione della Commissione, il querelante ha ritenuto che le politiche riguardanti i cittadini dovessero essere oggetto di una consultazione diretta a tutti i cittadini e in tutte le lingue ufficiali dell'UE.<br />
16. Il querelante ha ritenuto, inoltre, che la Commissione ha violato i principi di apertura, trasparenza, buona amministrazione e non discriminazione limitando la partecipazione dei cittadini. Il querelante ha offerto l'esempio di un'altra consultazione pubblica della Commissione relativa al Libro Verde sul futuro dell'IVA [7], i cui destinatari erano praticamente gli stessi della Consultazione. In questo caso, i documenti erano disponibili in tutte le lingue del Trattato. <br />
17. Il querelante ha sostenuto oltretutto che le ragioni addotte dalla Commissione sulla pubblicazione della Consultazione esclusivamente in inglese non fossero valide. Le valutazioni di impatto dovrebbero essere pianificate con sufficiente anticipo per essere più ampie, aperte e trasparenti possibile. È inaccettabile che la Commissione invochi “soluzioni pratiche” che vanno contro i principi di apertura e trasparenza. Inoltre, il fatto che la Consultazione sia di “carattere tecnico” non costituisce una giustificazione valida poiché lo scopo della stessa è, appunto, di tipo politico (revisione della tassazione delle transazioni finanziarie) e riguarda, alla fine, i consumatori di prodotti finanziari. <br />
18. In altre lettere, il querelante ha informato il Mediatore circa nuove consultazioni pubbliche lanciate dalla Commissione su tematiche differenti. In particolare, il querelante si riferisce alle consultazioni pubbliche relative a i) la revisione degli orientamenti in materia di finanziamenti pubblici per reti a banda larga [8], ii) la riforma della governance societaria [9], iii) migliori pratiche di cooperazione tra le autorità nazionali di competenza della UE in materia di fusioni [10], iv) la riduzione dell'uso di sacchetti di plastica [11], v) le piccole e medie imprese [12], vi) le possibilità di pesca [13], vii) gli obblighi in materia di aiuti di Stato [14], viii) la libera circolazione dei lavoratori [15], ix) la valutazione degli aiuti di Stato per le opere audiovisive [16] e x) la Direttiva sulle Qualifiche Professionali [17].<br />
19. Il querelante ha posto un accento particolare sul fatto che le lingue utilizzate dalla Commissione non siano le stesse in tutti i casi [18]. Ha affermato che gli esempi offerti al Mediatore: “dimostrano la politica errante e arbitraria seguita dalla Commissione in materia di consultazione pubblica, che mette in discussione e in pericolo i principi di apertura, trasparenza, buona amministrazione e non discriminazione”. Secondo il querelante ciò dimostra che la Commissione non ha né una politica né delle chiare linee guida sulle questioni linguistiche nelle procedure di consultazione. <br />
20. Il querelante ha sostenuto i) che tutti i cittadini dell'Unione europea hanno il diritto di partecipare alle politiche pubbliche previste dalla Commissione e che ii) i cittadini non possono esercitare questo diritto a meno che non abbiano una "conoscenza effettiva della consultazione". Questo non è possibile se la consultazione risulta disponibile solo in una o poche lingue. Le eccezioni al principio generale secondo il quale ogni consultazione deve essere pubblicata in ogni lingua dell'UE dovrebbero essere interpretate e applicate severamente. È contraddittorio affermare che una consultazione pubblica è diretta al “pubblico” e allo stesso tempo renderla disponibile in una sola lingua. <br />
21. La Commissione ha riconosciuto che “la barriera linguistica può costituire un ostacolo alla partecipazione dei cittadini alle consultazioni pubbliche”. La Commissione si è impegnata a favore del multilinguismo per quanto riguarda le consultazioni pubbliche [19] e lavora costantemente per migliorare la situazione in questo senso. Tuttavia, tale obiettivo può essere raggiunto solo "entro i limiti delle risorse disponibili" e, in alcuni casi, "entro certi limiti di tempo". La Commissione si riferisce alla propria Comunicazione in materia di consultazioni pubbliche e ha dichiarato che questa riflette in maniera sufficiente i principi di uguaglianza e proporzionalità e gli articoli 10 (3) e 11 (3) del TUE. Tale Comunicazione non contiene l'obbligo secondo il quale i documenti di consultazione devono essere tradotti in tutte le lingue ufficiali dell'UE. <br />
22. Per quanto riguarda la Consultazione, il tema è stato annunciato sul sito web «La vostra voce in Europa» [20] in tutte le lingue ufficiali dell'UE. Anche l'invito a presentare contributi è stato realizzato in tutte le lingue ufficiali dell'UE. Ciò è stato ritenuto sufficiente per indicare che si accettano commenti scritti in tutte le lingue ufficiali dell'UE. Inoltre, la pagina di consultazione è disponibile in inglese, francese e tedesco.<br />
23. Tuttavia, lo stesso documento di consultazione è stato pubblicato solo in inglese a causa dei tempi molto ristretti. La questione della tassazione del settore finanziario è una priorità assoluta nell'agenda delle istituzioni europee. Nella sua Comunicazione sulla tassazione del settore finanziario, la Commissione si è impegnata ad effettuare una valutazione d'impatto esaustiva per l'estate del 2011, nel cui ambito è stata lanciata la Consultazione. A causa del periodo di consultazione di otto settimane, la stessa è stata pubblicata subito dopo aver raggiunto un accordo sul testo inglese.<br />
24. La traduzione del documento in tutte le lingue ufficiali dell'Unione avrebbe notevolmente ritardato la pubblicazione e avrebbe reso impossibile l’ultimazione della valutazione d'impatto per l'estate. Questo è stato anche il motivo per cui il documento non è stato tradotto su richiesta dei cittadini.<br />
25. In questo contesto, la pubblicazione in inglese è stata considerata unicamente una soluzione pratica, dato che le parti interessate potevano presentare i loro contributi nelle rispettive lingue dell'UE. La Commissione ha ricevuto contributi in altre lingue come spagnolo, francese, tedesco e portoghese. Tutti i contributi sono trattati ugualmente e contenuti nell'analisi della consultazione, senza alcuna discriminazione fondata sulla lingua.<br />
26. Nelle sue osservazioni, il querelante ha dichiarato di aver mantenuto la propria posizione e che i motivi addotti dalla Commissione erano inaccettabili. Ha segnalato che è assurdo pretendere che i cittadini rispondano alle consultazioni pubbliche in qualsiasi lingua ufficiale dell'UE se già precedentemente non sono riusciti a leggere o a capire il relativo documento di consultazione nella propria lingua. Il querelante si è trovato in disaccordo anche con il parere della Commissione che il trattato non impone l'obbligo di tradurre i documenti di consultazione in tutte le lingue dell'UE. A suo parere, si tratta di un errore di interpretazione, tenendo in considerazione il diritto fondamentale alla partecipazione del pubblico negli affari dell'Unione.<br />
27. Inoltre, il querelante ha affermato che il parere della Commissione si riferiva solo alla consultazione specifica sulla tassazione delle transazioni finanziarie, ma non rispondeva alle «domande del Mediatore circa le consultazioni pubbliche in generale». Egli ha affermato che, come mostrano gli esempi forniti al Mediatore nella sua corrispondenza, la politica linguistica della Commissione è molto restrittiva, limita il diritto fondamentale dei cittadini a partecipare alla vita pubblica dell'Unione ed è chiaramente discriminatoria. Il querelante ha ritenuto che la politica della Commissione equivale a una cattiva gestione sistemica.<br />
<br />
<strong>L'analisi del Mediatore Europeo prevista per i progetti di raccomandazione</strong><br />
<br />
<strong>a) Rispetto alla Consultazione</strong><br />
28. La posizione che mantiene il Mediatore da molto tempo è quella che, per quanto riguarda la comunicazione verso l'esterno delle istituzioni europee con i cittadini, il materiale destinato a tali fini sia pubblicato in tutte le lingue ufficiali. Per far sì che questa comunicazione esterna sia efficace, è necessario che i cittadini comprendano le informazioni che forniscono le istituzioni [21].<br />
29. Tuttavia, quando la «comunicazione esterna» è un mezzo che consente ai cittadini europei di partecipare al processo decisionale, il multilinguismo diventa essenziale, una condizione previa all'esercizio effettivo del diritto democratico dei cittadini di conoscere le problematiche che possono portare ad azioni legislative. Come ha già ben segnalato il querelante, non è ragionevole aspettarsi che i cittadini europei partecipino a una consultazione di cui non capiscono il contenuto.<br />
30. Tenendo in considerazione il fatto che la tassazione del settore finanziario sia prioritaria per tutte le istituzioni dell'UE, come ha dichiarato la Commissione, sarebbe sembrato opportuno garantire una maggiore partecipazione del pubblico al fine di legittimare il processo di consultazione. Inoltre, come ha osservato il querelante, nonostante il carattere «tecnico», la questione riguarda direttamente ampi segmenti della società, posto che le istituzioni finanziarie trasferiranno potenziali imposte sulle transazioni finanziarie ai consumatori sotto forma di spese bancarie o altri oneri. <br />
31. Nel caso di cui ci stiamo occupando, tutti i cittadini dell'UE potevano infatti verificare che la Commissione aveva avviato una consultazione sulla tassazione del settore finanziario, la cui data di chiusura è il 19 aprile 2011. Come ha dichiarato la Commissione e il Mediatore è stato in grado di comprovare, il sito La vostra voce in Europa contiene effettivamente un elenco di titoli di tutte le consultazioni realizzate, compresa quella oggetto della presente denuncia, disponibile in tutte e 23 le lingue ufficiali dell'Unione. Tuttavia, solo i cittadini dell'UE anglofoni, francofoni o germanofoni potevano ottenere maggiori informazioni circa, ad esempio, le modalità di presentazione dei contributi, dal momento che la pagina di ricerca era disponibile solo in queste tre lingue. Inoltre, solo i cittadini europei che parlano inglese potevano effettivamente conoscere il reale contenuto della consultazione, la sua giustificazione, i problemi presentati e le misure previste, poiché il documento di consultazione è stato scritto unicamente in inglese.<br />
32. Pertanto, è innegabile che solo un numero limitato di cittadini dell'UE poteva effettivamente esercitare il proprio diritto a «partecipare alla vita democratica dell'Unione», come previsto all'articolo 10, comma 3, del TUE, e che le «ampie consultazioni» di cui all'articolo 11, comma 3, del TUE si limitavano alle «parti interessate» anglofone. In questo modo, i cittadini non anglofoni sono stati esclusi fin dall'inizio da questo esercizio democratico.<br />
33. Nella sua relazione, la Commissione ha dichiarato di aver ricevuto contributi in lingue diverse dall'inglese, in particolare spagnolo, francese, tedesco e portoghese. Questa affermazione non risponde in modo preciso alla seconda parte della domanda iv) del Mediatore, che vuole sapere cioè, in quali lingue del trattato la Commissione ha ricevuto contributi da parte del pubblico, mentre allo stesso tempo risulta insufficiente per dimostrare che i cittadini hanno realmente contribuito alla consultazione, anche se non pubblicati nella loro lingua.<br />
34. Da un lato, non è possibile determinare il numero dei cittadini che sono stati dissuasi dal presentare contributi per il fatto che il documento non era disponibile nella propria lingua. Dall’altro, secondo l'indagine del Mediatore [22], dei 16 contributi dei cittadini a questa consultazione, 11 erano in inglese (circa il 70%) e il resto in tedesco o francese, vale a dire le lingue in cui erano fornite le informazioni aggiuntive sul sito web della consultazione. Nessuno dei contributi ricevuti dal pubblico in generale sembrava essere scritto in altre lingue indicate dalla Commissione. Inoltre, il Mediatore ha letto diversi contributi alle consultazioni e ha potuto constatare che alcuni di coloro i quali hanno contribuito hanno espresso il proprio disaccordo con la decisione della Commissione di pubblicare il documento di consultazione unicamente in lingua inglese.<br />
35. Agli occhi del Mediatore, questo dimostra che anche i cittadini dell’UE che possono effettivamente partecipare alla Consultazione percepiscono i vincoli linguistici come una disparità di trattamento verso coloro che non parlano la lingua scelta dalla Commissione. La stessa Commissione ha riconosciuto, nella sua relazione, che la barriera linguistica può essere un ostacolo al diritto dei cittadini di partecipare a consultazioni pubbliche.<br />
36. Al punto 82 della sentenza Kik [23], il Tribunale di Primo Grado (ora Tribunale Generale), ha dichiarato che i riferimenti al Trattato sull'uso delle lingue nell’Unione non possono essere considerati espressione di un principio generale del diritto di avere in ogni caso, da parte dei cittadini, una versione di tutto ciò che potrebbe incidere sui propri interessi redatto nella propria lingua, a prescindere dalle circostanze. [24] Si deduce che possono esserci circostanze in cui la legge non può essere applicata. Queste circostanze però sono limitate e devono essere giustificate in ogni caso [25]. In altre parole, è consentita una disparità di trattamento se esiste una giustificazione ragionevole e obiettiva per questo. Nel caso di cui ci occupiamo, la Commissione ha invocato a) la natura tecnica della consultazione e b) la sua urgenza per giustificare la pubblicazione del documento solo in lingua inglese. Pertanto, la questione che si pone è se i motivi addotti dalla Commissione siano sufficienti a giustificare le restrizioni di lingua, in questo caso.<br />
37. Per quanto riguarda la natura tecnica della richiesta, il Mediatore ha segnalato che la Commissione aveva menzionato questo aspetto nella risposta al denunciante in data 11 marzo 2011, ma non lo aveva ribadito nella sua relazione. Pertanto il Mediatore non ha preso una posizione in merito, considerando che la Commissione aveva abbandonato questo argomento.<br />
38. La Commissione ha fatto riferimento, nella sua sentenza, a "risorse disponibili" che limitano i suoi sforzi per migliorare il multilinguismo nelle consultazioni pubbliche. Il Mediatore non ha ritenuto che questi termini così vaghi fossero sufficienti a giustificare gli eventuali vincoli finanziari della Commissione al momento di applicare il principio del multilinguismo nel presente caso.<br />
39. Nella misura in cui la Commissione aveva invocato motivi di emergenza per sostenere la sua posizione, il Mediatore ha ritenuto che neanche tali considerazioni fossero sufficienti per consentire alla Commissione di ignorare completamente gli obiettivi di partecipazione e trasparenza di cui agli articoli 10, comma 3 TUE e 11, comma 3 del trattato, a meno che le difficoltà che aveva dovuto affrontare per garantire la piena efficacia di tali disposizioni non fossero insormontabili. Secondo il Mediatore non vi è alcuna prova che sia questo il caso. Ad ogni modo, e anche se fosse così, la decisione della Commissione di non tradurre qualsiasi documento in qualsiasi lingua e in qualsiasi fase del processo di consultazione risulta chiaramente sproporzionato.<br />
40. Infatti, anche se la pubblicazione del documento fosse urgente e dovesse essere fatta non appena si raggiunga un accordo sul testo inglese, che il Mediatore non ha contestato, la Commissione avrebbe dovuto garantite ai cittadini non anglofoni di parteciparvi. In particolare, la Commissione avrebbe almeno potuto fornire ai cittadini una traduzione delle parti essenziali del documento di consultazione in tutte le lingue del Trattato, anche se dopo la pubblicazione, ma entro un limite di tempo sufficiente per permettere loro di inviare le risposte. Come minimo, la Commissione avrebbe potuto fornire le informazioni di base in inglese, francese e tedesco sul sito web della consultazione in tutte le lingue del Trattato anche in seguito alla pubblicazione, ma sempre entro un certo limite di tempo sufficiente per permettere ai cittadini di poter inviare delle risposte. Un'altra soluzione sarebbe stata quella di fornire ai cittadini una traduzione previa richiesta.<br />
41. Comunque, la Commissione avrebbe potuto evitare ritardi nella partenza della Consultazione, perché la traduzione si sarebbe effettuata a posteriori. Inoltre, fornire traduzioni su richiesta avrebbe ridotto al minimo gli sforzi necessari, in termini di costi e di risorse umane, in quanto sarebbero state erogate soltanto nelle lingue richieste. Dalla relazione della Commissione non si deduceva che fossero state prese in considerazione le seguenti alternative. Al contrario, in risposta alla prima parte della domanda ii) del Mediatore, la Commissione ha dichiarato che «la [C]onsultazione non è stata tradotta su richiesta di cittadini», a causa dei limiti di tempo menzionati prima. Purtroppo, la Commissione non ha chiarito, come richiesto dal Mediatore, se effettivamente avesse ricevuto richieste di traduzione.<br />
42. Inoltre, il Mediatore non aveva alcun dubbio che la pubblicazione del documento esclusivamente in lingua inglese escludesse automaticamente dalla partecipazione alla Consultazione un numero significativo di partecipanti potenziali, perché non la capivano. Questo potrebbe essere discriminatorio. Il Mediatore ha osservato che la Commissione non aveva risposto, nella sua relazione, all'argomento del richiedente a questo proposito, ma aveva semplicemente affermato che non vi era alcuna discriminazione tra i contributi per ragioni linguistiche. Tuttavia, l'oggetto di questo reclamo non è una supposta discriminazione dei contributi, ma di potenziali partecipanti in una fase molto precoce del processo di consultazione.<br />
43. Secondo il Mediatore, quanto sopra ha dimostrato che la Commissione ha limitato i) ingiustificatamente e ii) in maniera sproporzionata il diritto dei cittadini non anglofoni di essere consultati. Questo costituisce un caso di cattiva amministrazione.<br />
44. Considerando che al termine della sua indagine su questo reclamo la consultazione già era stata chiusa, il Mediatore non ha potuto trovare una soluzione che eliminasse il caso di cattiva amministrazione menzionato che avrebbe soddisfatto il querelante ai sensi dell’articolo 3, comma 5, dello statuto del Mediatore [26]. Tuttavia, poiché la questione analizzata ha avuto conseguenze generali evidenti alle quali, come tali, si potrebbe porre rimedio per il futuro, il Mediatore ha emesso un progetto di raccomandazione.<br />
<br />
<strong>b) Rispetto alla pratica linguistica generale nei procedimenti di consultazione</strong><br />
45. In via preliminare, il Mediatore ha ricordato che il Trattato di Lisbona ha rafforzato il diritto dei cittadini e delle associazioni a partecipare alla vita democratica dell’Unione [27]. Avere un "dialogo regolare" implica, agli occhi del Mediatore, di essere coinvolti in un vero dibattito politico con la società civile. Il primo passo verso questo obiettivo è quello di informare e consultare la società civile sulle iniziative possibili. La Commissione è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale in questa fase, proprio attraverso le consultazioni pubbliche.<br />
46. Resta inteso che il multilinguismo costituisce un mezzo che consente alla Commissione di coinvolgere il maggior numero di cittadini nelle consultazioni pubbliche e, allo stesso tempo, una garanzia del controllo di sicurezza che la società civile esercita sulla coerenza e sulla trasparenza delle attività dell'Unione.<br />
47. Anche se la Commissione non ha fornito una risposta chiara e precisa alla domanda contenuta nell'indagine del Mediatore, dal contenuto generale della sua relazione il Mediatore ha concluso che, per la Commissione, il principio di multilinguismo nelle consultazioni pubbliche si applica in funzione della «disponibilità di risorse» e dei «limiti di tempo». Tuttavia, né il contenuto della relazione della Commissione né gli esempi di consultazioni pubbliche analizzati dal Mediatore nella sua inchiesta aveva chiarito i) in quali circostanze è possibile applicare queste presunte eccezioni e, soprattutto, ii) con quali garanzie per i cittadini.<br />
48. In primo luogo, l'affermazione della Commissione secondo cui la comunicazione sulla consultazione, la quale ritiene che «riflette in modo adeguato sia il principio di uguaglianza e di proporzionalità, e degli articoli 10, comma 3, e 11, comma 3, del trattato Unione europea», non richiede la pubblicazione dei documenti di consultazione in tutte le lingue del trattato ed è estremamente deludente.<br />
49. Da un lato, è difficile capire come si possano considerare rispettati tali principi e articoli riferiti a una questione che non è nemmeno menzionata nella Comunicazione.<br />
50. Dall’altro lato, la mancanza di disposizioni a questo proposito nella Comunicazione non rende la questione banale. Il corollario di questa situazione è, piuttosto, che ci sono aspetti essenziali del processo di consultazione che non sono presi in considerazione, e che dovrebbero essere, nella presente Comunicazione.<br />
51. In secondo luogo, il Mediatore è stato in grado di verificare che il portale La tua voce in Europa, che è «il “punto di accesso unico” della Commissione europea a una serie di consultazioni, forum di discussione e altri strumenti» e che permette ai cittadini di «partecipare al processo europeo decisionale», non include nemmeno le spiegazioni complete sul perché i documenti di consultazione non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'UE.<br />
52. Se è vero che la home page contiene una sezione intitolata «Perché tutte le informazioni non sono nella mia lingua?», l'unico riferimento alle note di consultazione segnala che «[i]n particolare, i documenti di consultazione, da destinarsi a un pubblico specializzato, non sempre si pubblicano in tutte le lingue ufficiali. Tuttavia, le risposte sono accettate in ognuna di queste lingue, a meno che nei documenti stessi non sia espressamente indicato il contrario». Le spiegazioni rimanenti, disponibili attraverso un link alle domande più frequenti sul sito web Europa [28], sono generiche e si riferiscono principalmente alla lingua delle informazioni contenute in questo sito. Tuttavia, non sono disponibili informazioni specifiche sulle consultazioni.<br />
53. Pertanto, il Mediatore ha dubitato del fatto che la Commissione abbia adottato realmente una politica chiara in materia di consultazioni pubbliche. Questo dubbio è stato rafforzato dagli esempi di consultazioni previste dal richiedente nella sua corrispondenza con il Mediatore. Gli esempi dimostrano che la Commissione utilizza una varietà di combinazioni linguistiche nelle sue consultazioni pubbliche, che non necessariamente seguono un modello prevedibile.<br />
54. In effetti, anche se il soggetto (cioè il titolo) della consultazione è sempre disponibile in tutte le lingue in La tua voce in Europa, solo 1 degli 11 siti web delle consultazioni forniti dal querelante è disponibile in tutte lingue del Trattato (quello del governo corporativo). Per quanto riguarda gli altri, tre sono disponibili in inglese, francese e tedesco (le consultazioni sul futuro dell'IVA, la libera circolazione dei lavoratori e delle qualifiche professionali) e sette unicamente in inglese. Questa situazione non è chiaramente in linea con la posizione costante del Mediatore [29] secondo cui la buona amministrazione richiede, per quanto possibile, che le istituzioni, gli organi e gli uffici e le agenzie dell’UE forniscano informazioni ai cittadini dell'UE nella propria lingua.<br />
55. Inoltre, non è chiaro se solo le consultazioni dirette a un pubblico specifico siano pubblicate in un numero ristretto di lingue dell'Unione europea, come indicato nel portale La vostra voce in Europa. Ad esempio, il documento di consultazione sulla libera circolazione dei lavoratori era disponibile solo in inglese, anche se si riferiva ad un aspetto fondamentale della cittadinanza europea e, quindi, per sua stessa natura riguarda tutti i cittadini UE. Allo stesso modo, la consultazione sulla riduzione del consumo di sacchetti di plastica diretta in particolare «al pubblico» e in cui si prevedeva che avrebbero partecipato molti cittadini, per una questione di «senso comune», è stata pubblicata solo in lingua inglese. Lo stesso è successo con la consultazione sulle piccole e medie imprese, mentre il documento di consultazione sul finanziamento pubblico delle reti a banda larga, destinato agli «Stati membri, alle autorità pubbliche, agli operatori di comunicazioni elettroniche, agli investitori di reti a banda larga» è stato pubblicato in tutte le lingue dell'UE.<br />
56. Pertanto, il Mediatore ha concluso che i criteri utilizzati dalla Commissione per ridurre il numero di lingue dell'UE in cui pubblica le proprie consultazioni pubbliche non sono chiari.<br />
57. Ne consegue che, per quanto riguarda la politica di consultazione pubblica della Commissione, le restrizioni ripetute dei principi di partecipazione democratica dei cittadini al processo decisionale e all'ampia consultazione con la Commissione, ai sensi dell'art 10, comma 3, e l'articolo 11, comma 3, del trattato sull'Unione Europea, non sono, o non provano di essere obiettive, giustificate e proporzionate. Ciò costituisce un caso di cattiva amministrazione.<br />
58. Dato che è responsabilità della Commissione chiudere un caso di cattiva amministrazione constatato da parte del Mediatore, che interessa tutti i cittadini, il Mediatore ha rilasciato il secondo progetto di raccomandazione esposto qui di seguito.<br />
Il Mediatore ha presentato i seguenti progetti di raccomandazione:<br />
«1. La Commissione, in linea di principio, è tenuta a pubblicare i suoi documenti di consultazione in tutte le lingue ufficiali dell'Unione, o ad mettere a disposizione la loro traduzione per i cittadini previa richiesta. In tal modo, la Commissione dovrebbe tener conto del fatto che il trattato di Lisbona ha dato particolare importanza al diritto della società civile di partecipare alla vita democratica dell'Unione.<br />
2. Inoltre, la Commissione dovrebbe elaborare degli orientamenti chiari, obiettivi e ragionevoli sull'uso delle lingue del trattato nelle proprie consultazioni pubbliche, tenendo conto del fatto che qualsiasi restrizione dei principi di partecipazione democratica dei cittadini nel processo decisionale e di ampie consultazioni della Commissione, ai sensi dell'articolo 10, comma 3 e all'articolo 11, comma 3, del Trattato dell’Unione Europea, deve essere giustificata e proporzionata. Tali orientamenti dovrebbero essere pubblici e facilmente accessibili. La Commissione potrebbe includerle tra i suoi eccellenti principi generali e tra i requisiti minimi per la consultazione delle parti interessate o, quanto meno, sul sito La vostra voce in Europa».<br />
<br />
<strong>Argomenti presentati al Mediatore in seguito al suo progetto di raccomandazione<br />
Relazione dettagliata della Commissione </strong><br />
<br />
59. Nella sua relazione dettagliata sui progetti di raccomandazione, la Commissione ha dichiarato che doveva dare priorità all’attività di traduzione alla luce dell'importanza e dell'urgenza delle sue varie attività e delle risorse umane e finanziarie disponibili. Il bilancio traduzione è congelato ed è probabile che rimarrà tale. Una volta soddisfatti gli obblighi legali, come la traduzione di testi legislativi, la Commissione continua a fissare le priorità per l'attività di traduzione tra i bisogni conflittuali, al fine di migliorare le risorse disponibili. Anche se né i Trattati né il regolamento 1/1958 [30] che stabilisce il regime linguistico della Comunità Economica Europea ha stabilito un obbligo giuridico di tradurre tutti i documenti pubblici, la Commissione ha preso una decisione politica per aumentare la trasparenza e rafforzare il processo decisionale traducendo «gran parte del lavoro oltre la sfera legislativa».<br />
60. La comunicazione della Commissione sulle consultazioni pubbliche fa una distinzione tra le consultazioni avviate dalla Commissione prima dell'adozione di una proposta legislativa e la successiva decisione formale e vincolante di adozione delle decisioni conformemente ai trattati. La stessa Corte di Giustizia ha dichiarato che non esiste un principio generale del diritto comunitario in base al quale ogni cittadino deve avere in ogni caso una versione tradotta di un documento che potrebbe influenzarlo. Inoltre, la pubblicazione di una consultazione non equivale a «inviare» ai cittadini un documento ai sensi dell'articolo 3 del regolamento 1/1958. I cittadini, però, hanno il diritto di presentare contributi in qualsiasi lingua ufficiale.<br />
61. Si espone una situazione simile in relazione alle informazioni pubblicate sul sito web della Commissione. La Commissione si propone di rendere disponibili tali informazioni in quante più lingue possibili, cercando di mantenere l'equilibrio tra i costi e i benefici di queste traduzioni, che non è legalmente obbligata a fornire. La scelta della lingua dipende da diversi fattori, tra cui la natura delle informazioni, la sua urgenza, la sua pertinenza e il pubblico a cui è destinata. Già nella Comunicazione della Commissione sulle consultazioni pubbliche si stabilisce che il metodo e la portata della consultazione devono essere proporzionati al suo impatto e ai limiti di ciascuno.<br />
62. Per quanto riguarda il suggerimento del Mediatore di rendere disponibili le traduzioni previa richiesta, la Commissione ha dichiarato che non sarebbe efficiente o economico tradurre i documenti di consultazione, diretto ad un grande pubblico, su richiesta di un singolo cittadino. Inoltre, questo avrebbe dato la priorità a una lingua piuttosto che a un’altra. La scelta della lingua è di competenza dell’ente e se arriva a questo è conforme a un certo numero di fattori relazionati con la consultazioni. Non può dipendere da richieste singole. Inoltre, la Commissione sta lavorando su un nuovo servizio di traduzione automatica che entro la fine del 2013, potrebbe contribuire ai servizi della Commissione offerti ai cittadini e agli Stati membri.<br />
63. In poche parole, la Commissione ha ritenuto che la sua attuale politica in materia di traduzione non limita in alcun modo il diritto dei cittadini, sanciti nel Trattato, di partecipare alla vita democratica dell'Unione. I cittadini hanno parità di accesso al processo decisionale, in quanto le proposte della Commissione sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale in tutte le lingue ufficiali. I documenti interni preparatori sono trasmessi al Parlamento Europeo e ai Parlamenti nazionali nella versione della lingua usata dalla Commissione. Per quanto riguarda il diritto ad ampie consultazioni, il Trattato dell’Unione Europea fa riferimento alle "parti interessate", un'espressione volutamente restrittiva che consente alla Commissione di non indirizzare ogni consultazione a tutti i cittadini. Infine, la trasparenza per quanto riguarda l'accesso pubblico ai documenti funziona allo stesso modo, vale a dire che si consente sempre l’accesso a versioni linguistiche esistenti dei documenti richiesti.<br />
64. La Commissione, tuttavia, prende nota delle osservazioni del Mediatore relative a incongruenze nell'uso delle lingue ufficiali nelle consultazioni pubbliche. Per porre rimedio a questa situazione, la Commissione si è impegnata ad adoperarsi a favore di una politica linguistica più coerente, nel rispetto delle priorità stabilite nella Comunicazione relativa alle traduzioni [31].<br />
<br />
<strong>Osservazioni del querelante</strong><br />
<br />
65. Commentando la relazione dettagliata della Commissione, il richiedente ha ricordato i principi democratici sanciti dagli articoli da 9 [32], 10, comma 3, e 11, comma 3 del TUE, e ha dichiarato che la Commissione non può far valere le mere ragioni economiche per allontanarsi da questi. Se il problema è il denaro, la Commissione potrebbe prevedere di eliminare i costi superflui.<br />
Valutazione del Mediatore Europeo dopo i progetti di raccomandazione<br />
66. Il Mediatore ha letto attentamente la relazione dettagliata della Commissione ma gli argomenti esposti continuano a non convincerlo. Il Mediatore concorda con la Commissione sul fatto che la pubblicazione delle proposte legislative in tutte le lingue è necessaria affinché i cittadini possano esercitare il loro «diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione» (articolo 10, paragrafo 3, TUE). Tuttavia, il Mediatore non può ammettere che questa pubblicazione sia sufficiente a garantire tale diritto. Al contrario, nella fase precedente, vale a dire quando la Commissione non aveva ancora raggiunto una conclusione e ancora non erano state adottate le sue proposte, quando si devono chiamare i cittadini a partecipare e a esprimere il loro punto di vista sulla legislazione futura, contribuendo così al processo decisionale nell'UE. La legislazione dell'UE e dei diritti garantiti ai cittadini dell'Unione europea non deve diventare lettera morta. È difficile concepire come i cittadini possano godere nella pratica di un diritto garantito dal Trattato e come possano far sentire direttamente la loro voce negli affari dell'Unione se non conoscono la posizione della Commissione fino a quando questa non viene stabilita e fino quando non viene avviata la procedura legislativa formale. Questo potrebbe essere possibile, in una certa misura, per i lobbisti che rappresentano interessi particolari e dispongono di ingenti risorse, ma non per la stragrande maggioranza dei comuni cittadini.<br />
67. Il Mediatore non trova convincenti i riferimenti della Commissione ai suoi obblighi giuridici in questo contesto. Il Mediatore riconosce che l'articolo 11, comma 3, del TUE si riferisce in realtà a consultazioni con le «parti interessate» e che, in alcuni contesti, questa frase si riferisce a gruppi specifici e non a tutti i cittadini. Tuttavia, come indicato nei progetti di raccomandazione del Mediatore (vedi il punto 55), in alcune consultazioni pubbliche le «parti interessate» sono, dal punto di vista della Commissione, i cittadini europei in generale. Eppure a volte queste consultazioni sono pubblicate in una sola lingua ufficiale o in poche altre lingue ufficiali.<br />
68. Inoltre, secondo il parere del Mediatore, i requisiti specifici di cui all'articolo 11, paragrafo 3, non devono essere interpretati come restrittivi delle disposizioni più generali del titolo II del TUE, in particolare gli articoli 9, 10, comma 3, e 11, comma 1, che esprimono chiaramente l'intenzione di rafforzare la democrazia e la partecipazione pubblica negli affari dell'Unione. Pertanto, l'obbligo della Commissione di consentire a tutti i cittadini di essere informati circa le questioni di consultazioni pubbliche deriva direttamente dai principi democratici su cui si fonda l'Unione.<br />
69. Da questo punto di vista, inoltre, la mancanza di risorse e di finanze non possono giustificare che sistematicamente si faccia carico ai cittadini del costo delle traduzioni dei documenti delle consultazioni se desiderano partecipare alla vita democratica dell'Unione attraverso le consultazioni pubbliche della Commissione. Il Mediatore, pertanto, mantiene la sua opinione, espressa nei progetti di raccomandazione, che «la Commissione deve garantire che tutti i cittadini europei possano capire le loro consultazioni pubbliche, che, in linea di principio, dovrebbero essere pubblicati in tutte le lingue ufficiali ».<br />
70. Alla luce di quanto sopra, il Mediatore si rammarica di concludere che la Commissione (i) non ha dimostrato una reale volontà di garantire che tutti i cittadini europei possano comprendere le loro consultazioni pubbliche che, in linea di principio, dovrebbero essere pubblicati in tutte le lingue contemplate nei trattati, e (ii) non ha avanzato alcuna giustificazione convincente accettabile per limitare l'uso delle lingue contemplate nei Trattati nei processi di consultazione. La Commissione, pertanto, ribadisce i casi di cattiva amministrazione ai punti 43 e 57 del progetto di raccomandazione del Mediatore.<br />
71. Considerando che il diritto dei cittadini di partecipare agli affari dell'Unione europea è un aspetto fondamentale del funzionamento democratico dell'Unione, della sua apertura e trasparenza e, in ultima analisi, della cittadinanza europea in quanto tale, il Mediatore è giunto alla conclusione che il caso di cui ci stiamo occupando merita di essere oggetto di una relazione speciale al Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 3, comma 6 della Carta [33]. Tuttavia, il Mediatore osserva che, in data 14 giugno 2012, il Parlamento Europeo ha adottato una Risoluzione sulle consultazioni pubbliche e sulla disponibilità in tutte le lingue dell'Unione Europea [34] di cui al comma 2 di cui «Sollecita la Commissione a garantire che si applichi e si rispetti pienamente il diritto di tutti i cittadini dell'Unione europea di rivolgersi alle istituzioni dell'UE in una delle lingue ufficiali dell'Unione garantendo che le consultazioni pubbliche siano disponibili in tutte le lingue ufficiali della UE, che tutte le consultazioni siano trattate allo stesso modo e che non esista nessuna discriminazione linguistica delle consultazioni». La recente Risoluzione del Parlamento Europeo copre così la l’ambito dei progetti di raccomandazione del Mediatore alla Commissione. In tali circostanze, non è più necessaria una relazione speciale.<br />
74. Il Mediatore chiude così la sua indagine sul presente reclamo con la seguente osservazione critica.<br />
<br />
<strong>B. Commento critico del Mediatore</strong><br />
<br />
Il Mediatore chiude la sua indagine sul presente reclamo con il seguente commento critico:<br />
La Commissione deve garantire che tutti i cittadini siano in grado di capire le loro consultazioni pubbliche, che, in linea di principio, devono essere pubblicati in tutte le lingue ufficiali. Non operare in questi termini costituisce un caso di cattiva amministrazione.<br />
Il denunciante e la Commissione saranno informati di questa decisione. Il Mediatore trasmetterà altresì una copia della decisione al Presidente del Parlamento Europeo, affinché il Parlamento possa tenerne conto al momento di valutare la risposta della Commissione alla sua Risoluzione del 14 giugno 2012. Informerà altresì il Parlamento della risposta che la Commissione darà del suo commento critico.<br />
 <br />
<strong>P. Nikiforos Diamandouros</strong><br />
<strong>Strasburgo, 4 ottobre 2012</strong><br />
<br />
<br />
<br />
<strong>Note</strong><br />
<br />
[1] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni sulla Tassazione del Settore Finanziario (COM/2010/549), disponibile all'indirizzo <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/taxation/com_2010_0549_en.pdf">http://ec.europa.eu/taxation_customs/re ... 549_en.pdf</a><!-- m --><br />
[2]http://ec.europa.eu/taxation_customs/common/consultations/tax/2011_02_financial_sector_taxation_en.html<br />
[3]http://ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/common/consultations/tax/financial_sector/consultation_document_en.pdf<br />
[4] «Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione. Le decisioni sono prese nel modo più trasparente e il più vicino possibile ai cittadini». <br />
[5] «Al fine di garantire la coerenza e la trasparenza delle azioni dell'Unione, la Commissione europea procederà ad ampie consultazioni con le parti interessate».<br />
[6] Dichiarazione della governanza della Commissione Europea del 30 maggio 2007, disponibile all'indirizzo: <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/atwork/synthesis/doc/governance_statement_it.pdf">http://ec.europa.eu/atwork/synthesis/do ... ent_it.pdf</a><!-- m --><br />
[7] Libro verde sul futuro dell'IVA - Verso un sistema fiscale più semplice, solido ed efficiente, disponibile all'indirizzo: <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/taxation_customs/common/consultations/tax/2010_11_future_vat_en.html">http://ec.europa.eu/taxation_customs/co ... at_en.html</a><!-- m --><br />
[8] <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/competition/consultations/2011_broadband_guidelines/index_en.html">http://ec.europa.eu/competition/consult ... ex_en.html</a><!-- m --><br />
[9] <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/news/business/110427_en.html">http://ec.europa.eu/news/business/110427_en.html</a><!-- m --><br />
[10] <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/competition/consultations/2011_merger_best_practices/index_en.html">http://ec.europa.eu/competition/consult ... ex_en.html</a><!-- m --><br />
[11] Consultazione sulle opzioni per ridurre l'uso di sacchetti di plastica e migliorare i requisiti di biodegradabilità della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio e la visibilità degli imballaggi biodegradabili per i consumatori. Disponibile sul sito: <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/environment/consultations/plasticbags_en.html">http://ec.europa.eu/environment/consult ... gs_en.html</a><!-- m --><br />
[12] Consultazione pubblica: Piccole imprese, grande mondo - Una nuova associazione per aiutare le PMI a cogliere le opportunità globali, disponibile all'indirizzo: <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/enterprise/policies/international/listening-stakeholders/public-consultation-sme-support/index_en.html">http://ec.europa.eu/enterprise/policies ... ex_en.html</a><!-- m --><br />
[13] <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/fisheries/index_en.htm">http://ec.europa.eu/fisheries/index_en.htm</a><!-- m --><br />
[14] Consultazione sulle modifiche degli obblighi di segnalazione in materia di aiuti di Stato, disponibile all'indirizzo: <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/competition/consultations/2011_reporting_obligations/index_en.html">http://ec.europa.eu/competition/consult ... ex_en.html</a><!-- m --><br />
[15] Consultazione sulle iniziative dell'UE per l'attuazione delle norme comunitarie relative alla libera circolazione dei lavoratori, disponibile all'indirizzo: <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=699&consultId=8&visib=0&furtherConsult=yes&langId=en">http://ec.europa.eu/social/main.jsp?cat ... &langId=en</a><!-- m --> <br />
[16] <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/competition/consultations/2011_state_aid_films/index_en.html">http://ec.europa.eu/competition/consult ... ex_en.html</a><!-- m --><br />
[17] Consultazione: Modernizzare la direttiva sulle qualifiche professionali, disponibile all'indirizzo:http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2011/professional_qualifications_directive_en.htm<br />
[18] Le lingue utilizzate dalla Commissione sono state: i) avviso in inglese, documento di consultazione in tutte le lingue dell'UE, ii) avviso in inglese, documento di consultazione in tutte le lingue dell'UE iii) avviso e documento di consultazione in lingua inglese; iv) avviso e documento di di consultazione in inglese, v) avviso e documento di consultazione in inglese, vi) avviso in inglese, documento di consultazione in tutte le lingue dell'UE vii) Comunicazione in lingua inglese, documento di consultazione in tutte le lingue dell'UE; viii) avviso in inglese, francese e tedesco, documento di consultazione in inglese ix) avviso in inglese, documento di consultazione in tutte le lingue dell'Unione europea; x) avviso in inglese, francese e tedesco, documento di consultazione in tutte le lingue dell'UE.<br />
[19] Comunicazione della Commissione: Verso una cultura di maggiore consultazione e dialogo - Principi generali e requisiti minimi per la consultazione delle parti interessate ad opera della Commissione (COM (2002) 704), 11 dicembre 2002.<br />
[20] <!-- m --><a class="postlink" href="http://ec.europa.eu/yourvoice/consultations/2011/index_it.html">http://ec.europa.eu/yourvoice/consultat ... ex_it.html</a><!-- m --><br />
[21] Si veda la decisione del Mediatore sulla denuncia 871/2006/(BB) MHZ, comma 2.9.<br />
[22] <!-- m --><a class="postlink" href="http://circa.europa.eu/Public/irc/taxud/consultation_taxation/library">http://circa.europa.eu/Public/irc/taxud ... on/library</a><!-- m --><br />
[23] Causa T-120/99 Kik contro UAMI [2001] Racc. II-2235, punto 64. La Corte di Giustizia ha confermato tale sentenza in appello: causa C-361/01, Kik contro UAMI [2003], pag. I-8283, comma 83.<br />
[24] La Corte ha ribadito il parere cui si fa menzione nelle recenti sentenze, causa T-205/07, Italia contro la Commissione, sentenza del 3 febbraio 2011, comma 50, non ancora pubblicata nella Raccolta, e cause T-156/07 e T-232/07 Spagna contro la Commissione, sentenza del 13 settembre 2010, comma 45, non ancora pubblicata nella Raccolta (nell'originale francese): «... ainsi qu'il a été déjà Juge par la Cour, dans les le traité références nombreuses CE ne l'emploi des langues peuvent être comme considérées Etant la manifestazione d'un principe de droit communautaire général à chaque citoyen Assurant le droit à ce que tout ce qui serait suscettibile d'affecter ses intérêts rédigé soit dans sa langue in Circonstances toutes».<br />
[25] Conclusioni dell'avvocato generale Poiares Maduro nella causa C-160/03, comma 38.<br />
[26] «Per quanto possibile, il Mediatore si adopera per l'istituzione o l'organo interessato a una risoluzione per eliminare i casi di cattiva amministrazione e soddisfare i reclami del richiedente».<br />
[27] A questo proposito, si veda la Presentazione del Mediatore alla politica durante il Breakfast Informativo organizzato dal Centro Politico Europeo (European Policy Centre), tenutosi a Bruxelles il 23 maggio 2011. Disponibile sul sito: <!-- m --><a class="postlink" href="http://www.ombudsman.europa.eu">http://www.ombudsman.europa.eu</a><!-- m --><br />
[28]  http://europa.eu/abouteuropa/faq/index_en.html <br />
[29] Si vedano. le decisioni del Mediatore in materia 939/99/ME, 1146/2001/IP e la sua relazione speciale al Parlamento Europeo a seguito del progetto di raccomandazione al Consiglio dell'Unione Europea nella causa 1487/2005/GG, tutti disponibili in <!-- m --><a class="postlink" href="http://www.ombudsman.europa.eu">http://www.ombudsman.europa.eu</a><!-- m --><br />
[30] Regolamento n° 1 che fissa il regime linguistico della Comunità Economica Europea, GU 17 del 6.10.958, pag. 385.<br />
[31] Comunicazione alla Commissione dal titolo «Translation in the Commission - Responding to the challenges of 2007 and beyond» (SEC (2006) 1489).<br />
[32] «L'Unione rispetta in tutte le sue attività il principio dell'uguaglianza dei cittadini, che beneficiano di uguale attenzione da parte delle loro istituzioni, organi ed enti».<br />
[33] Decisione del Parlamento europeo del 9 marzo 1994 sullo statuto del Mediatore e sulle condizioni generali per l'esercizio delle sue funzioni (94/262/CECA, CE, Euratom), GU L 113 del 1994 p. 15. La formulazione dell'articolo 3, comma 6, è la seguente: «Quando il Mediatore constata un caso di cattiva amministrazione, egli ne informa l'istituzione o l'organo interessato formulando, nel caso, progetti di raccomandazione. L'istituzione o l'ente a cui sarà stata trasmessa la richiesta stilerà una relazione motivata entro tre mesi». <br />
[34] Risoluzione del Parlamento Europeo del 14 giugno 2012 su consultazioni pubbliche e la propria disponibilità in tutte le lingue dell'Unione Europea (2012/2676 (RSP)) <!-- m --><a class="postlink" href="http://www.europarl.europa.eu/lati/getDoc.do?&type=riferimento=P7TA-TA-2012-0256&language">http://www.europarl.europa.eu/lati/getD ... 6&language</a><!-- m --> = EN[/justify]<br />
<br />
<br />
Tradotto in italiano dal sito <!-- m --><a class="postlink" href="http://www.ombudsman.europa.eu/en/cases/decision.faces">http://www.ombudsman.europa.eu/en/cases/decision.faces</a><!-- m -->

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