Ue, nella bozza di bilancio tagli per ottanta miliardi

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Confermati gli sconti ai contributi per Regno Unito, Germania, Olanda e Svezia. L’Italia: è un enorme passo indietro. Parigi: non lo accettiamo

Mentre i sindacati sotto le sue finestre protestano contro l’austerity, la scure di Herman Van Rompuy si abbatte sul progetto di bilancio pluriennale 2014-2020. Dovrebbe essere lo strumento per traghettare l’Europa fuori della crisi. Ma da mesi fa litigare le capitali. Ieri sera il presidente del Consiglio Ue ha fatto arrivare ai governi la sua bozza di proposta di compromesso: tagli per 80,7 miliardi di euro che fanno dimagrire il budget totale per i sette anni dai 1091,5 miliardi proposti dalla Commissione Europea a 1010,8 miliardi. Una mossa che spiazza la Commissione Europea e irrita tanto Roma che Parigi. Perché sembra ascoltare più le ragioni dei “rigoristi” a tutti i costi, a cominciare dal David Cameron che a casa ha promesso di mettere il veto se ci sarà anche un solo euro di aumento rispetto al pluriennale precedente, che non quelle degli “europeisti”.

Al di là delle conseguenze sulla politica agricola e sui fondi di coesione, a far irrigidire è soprattutto la scelta di mantenere intatto il `british rebate´ (lo sconto britannico) ottenuto nel 1984 da Margaret Thatcher e garantire sconti consistenti per i contributi di Germania (2,8 miliardi l’anno), Olanda (-1,15 mld) e Svezia (-0,325 mld).
Sugli sconti «non ci siamo proprio», ha dichiarato l’ambasciatore italiano presso la Ue, Ferdinando Nelli Feroci, che ha giudicato l’intera proposta «un passo indietro piuttosto che un passo avanti». Una bozza che «invece di avvicinare le posizioni le allontana» e che sarà valutata «al massimo livello politico».
Per il nostro paese poi ci sono criticità tanto sul fronte della politica agricola (subiremmo perdite che l’ambasciatore definisce «pesanti» e che fonti della Commissione europea stimano in 4,5 miliardi) quanto su quello dei fondi per le regioni. Da Parigi è stato il ministro per gli affari europei, Bernard Cazeneuve, a respingere seccamente la bozza Van Rompuy. La Francia perderebbe 25 miliardi dei fondi per l’agricoltura, quindi «non accettiamo le proposte», ha detto.

Domani la bozza sarà sul tavolo del consiglio dei rappresentanti permanenti dei 27 a Bruxelles. Italia e Francia non saranno isolate nel chiedere a Van Rompuy una riscrittura, da presentare al Consiglio Affari Generali di martedì prossimo, ultima chance per trovare una formula di compromesso prima del vertice del 22-23 novembre dedicato tutto al bilancio pluriennale in cui la Cancelliera Angela Merkel andrà «con la ferma intenzione di dare il meglio per trovare un’intesa». Al fianco di Roma e Parigi ci saranno i 15 paesi “Amici della Coesione” (guidati da Polonia e Portogallo, tutti i “beneficiari netti”), ma anche la Commissione europea. La portavoce del presidente Barroso ha dichiarato che l’esecutivo europeo «continua a ritenere che la sua proposta abbia l’equilibrio giusto» tra investimenti per crescita e occupazione e impegni per una spesa migliore, non quella di Van Rompuy.

(da lastampa.it, 14/11/2012)




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