UE: Multilinguismo a tutti i costi?

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Il mantenimento, il sostegno e la promozione della diversità linguistica dei Paesi Membri, sono un perno incontestabile dell’impalcatura che sorregge la Comunità Europea; valori essenziali della sua Identità e Democrazia. In questo contesto, la Traduzione è lo strumento privilegiato della comunicazione tra le diverse istituzioni, la società civile e le autonomie locali in quanto permette a tutti gli attori in gioco di esprimersi, comprendere e comunicare senza discriminazioni legate alle conoscenze linguistiche. Ciò è dimostrato anche dalla “Raccomandazione del forum delle imprese” che ben lontane dal considerare il multilinguismo un ostacolo, lo ritengono invece, studi alla mano, un fattore di assoluto vantaggio per l’economia della zona Euro.

Riuscire a finanziare e incrementare il multilinguismo europeo resta però, a detta di molti, un’impresa piuttosto ardua soprattutto da un punto di vista economico e organizzativo, tanto che nel 2005 alla vigilia di nuove adesioni, la Commissione incaricò il traduttore François Grin di individuare un possibile scenario linguistico per l’Europa. Dopo aver analizzato le conseguenze economico-politiche dell’adozione di un’unica lingua europea (l’inglese), di un trilinguismo (inglese, francese e tedesco) e di una lingua “artificiale” (l’esperanto), il Rapporto Grin pervenne all’inaspettata conclusione che fosse da privilegiare l’ultima soluzione.

Come era immaginabile però, la Commissione si rivelò piuttosto scettica riguardo i risultati di Grin e a tratti addirittura indignata dall’esito di un Rapporto che sembrava mirato a incrinare le basi fondanti l’Unione, vale a dire proprio quei principi di rispetto delle diversità e delle culture autoctone (il motto dell’UE è proprio “Uniti nella diversità”), suo indiscusso vanto. Ma quanto ci costa tenere in piedi un apparato linguistico così complesso, composta da ben nove servizi linguistici che traducono migliaia di testi ogni anno in ben ventitré lingue? Stando ai dati degli ultimi anni, il costo risulterebbe in realtà estremamente esiguo, soprattutto se confrontato
con altre politiche europee: soltanto 1,1 miliardo di euro, vale a dire l’1% del bilancio dell’UE, due euro l’anno a cittadino.

Il contributo economico al multilinguismo si rivela dunque un costo (esiguo) indispensabile alla tutela del vasto patrimonio linguistico dell’Unione Europea e quindi della sua stessa identità; quello che il Commissario Orban ha a ragione definito: il “costo della Democrazia”.

Katia Antonacci – Roma
Traduttrice freelance FR-DE-EN>IT

http://www.traduzione-testi.com/traduzi … costi.html




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