UE: Gli inglesi vogliono uscire dall’Europa? Meglio fuori che dentro a remare contro

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«Gli inglesi vogliono uscire dall’Europa? Meglio fuori che dentro a remare contro gli Stati Uniti d’Europa”. Lo dichiara Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, in seguito alla notizia dell’ipotesi di un referendum per rivedere i termini della partecipazione della Gran Bretagna nell’Unione Europea.
«Solo due settimane fa, la Gran Bretagna si è schierata contro l’UE superpotenza dello sport, contrastando la proposta (da noi lanciata in Italia e poi presentata dalla Spagna agli europarlamentari), per gli stati membri, di adottare la doppia bandiera, nazionale ed europea, alle manifestazioni sportive, opponendosi sia nel dibattito parlamentare sia con emendamenti che fanno riferimento a una ‘artificiosa imposizione di un’identità europea’. Non è la prima volta che il Regno Unito, ingiusto beneficiario di un flusso pari a 350 miliardi di Euro annui da parte dei Paesi UE non anglofoni per l’apprendimento della lingua inglese, si schiera contro l’Unione Europea o contro l’Euro, come tutti hanno avuto modo di vedere negli ultimi mesi, pur mantenendo una moneta concorrenziale», aggiunge Pagano.
«Se il sentimento antieuropeista inglese è così forte che si esprime in ogni sede, dalle principali testate britanniche al Parlamento europeo, siamo incerti su cosa augurare ai cittadini dell’Inghilterra in merito al referendum anti-UE. Solo di una cosa siamo sicuri: gli altri europei si stancheranno presto, con questi chiari di luna, di dover pagare una ‘tassa sull’inglese’ pari a 900 Euro pro capite per imparare la lingua di uno stato membro dell’UE che non ha l’Euro, ha definito la moneta unica ‘un monumento alla follia’ per bocca del Ministro degli Esteri in persona e si oppone strenuamente a iniziative volte a costruire un popolo d’Europa che sia qualcosa in più di un’appendice coloniale della Gran Bretagna», conclude Pagano.

Roma, 21 ottobre 2011




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