UE, G8: Barroso si dimetta per il bene dei cittadini europei!

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Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto

 

«Da europeista e sostenitore delle Nazioni Unite d’Europa, mi trovo ancora una volta a condannare questa UE e il suo presidente della Commissione, José Manuel Barroso. Mi associo caldamente alla voce di Rachida Dati, deputata europea, nell’invocare le sue dimissioni in quanto collaborazionista e “prono agli interessi statunitensi”. Coloro che difendono l’eccezione culturale non sono reazionari bensì Resistenti. Come coloro che hanno resistito all’invasione tedesca, oggi i nuovi Resistenti sono coloro che difendono le lingue e le culture europee dal tritacarne americano. Dai nuovi lager del terzo millennio, i lager della mente, che americani e collaborazionisti corrotti di ciascun Paese europeo vogliono piazzare ovunque.

Quello che Barroso non dice è che non soltanto la Francia ma anche l’insieme dei popoli europei  rappresentati dal Parlamento Europeo si sono pronunciati molto chiaramente a favore dell’eccezione culturale.

Solo la Francia però, a livello governativo, ha preso la questione in modo serio e la sua minaccia di veto è stata determinante. Praticamente da sola ha impedito che, nei prossimi anni, delle lingue e delle culture europee gli USA facessero coriandoli. Questo pesa anche sulla inettitudine dell’attuale governo italiano.

E come dimenticare che Barroso è colui che ha avallato le richieste del Regno Unito in materia di riduzione del bilancio federale. Ciò che le massime istituzioni europee dovrebbero fare è aiutare le eccellenze europee a vincere nel mondo, anche diventando più competitive dove necessario. Globalizzazione non può e non deve divenire sinonimo di americanizzazione e holliwoodizzazione. Se ciò avvenisse significherebbe che quello che non è riuscito alla Russia con l’Europa dell’Est è riuscito agli americani nell’Europa occidentale, distruggendo qualsiasi cultura che non sia la loro, come hanno già fatto con tutti i popoli indigeni americani».




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