Ue-Egitto: imprese europee in campo per ‘missione crescita’

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Tajani firma accordi business e turismo; Italgen primi in eolico

Prima "missione per la crescita" oggi al Cairo per oltre cento imprese europee, a caccia di nuovi investimenti, partnership e contatti nel "nuovo" Egitto. Due i forum dedicati a business e turismo organizzati dalla Commissione europea, alla vigilia della task force politica Ue-Egitto che promette un sostanzioso pacchetto di aiuti finanziari per gli egiziani. "Siamo venuti per mostrare la volonta' dell'Europa di voler partecipare allo sviluppo economico di un Paese cosi' importante nell'area del Mediterraneo come l'Egitto", spiega Antonio Tajani, commissario Ue all'industria. Le imprese provenienti da 13 Paesi Ue riunite al Cairo contano complessivamente su un giro d'affari di circa 700 miliardi di euro e contano quasi 3 milioni di dipendenti. Ma per investire in Egitto chiedono alle autorita' di affrontare le questioni di ritardati pagamenti, burocrazia, privatizzazioni, trasparenza e giustizia. Su questi fronti "le prime risposte da parte del governo sono buone, adesso ci aspettiamo la loro attuazione", ha spiegato Tajani, dopo aver firmato quattro accordi con le autorita' egiziane, per favorire le piccole e medie imprese e la riduzione del peso delle pratiche burocratiche, rilanciare la cooperazione fra le industrie e la standardizzazione dei prodotti, favorire la crescita del settore turistico. "Gli obiettivi della missione – aggiunge Tajani – sono certamente di tipo economico-finanziario, ma a noi sta a cuore la stabilita' della regione". "Quello che conta per noi e' la stabilita' del Paese", ripete infatti come un mantra Timothy Marking, segretario generale dell'associazione europea del settore crociere. "La nostra industria – racconta Marking – ha ordinato circa 21 nuove navi e un certo numero verranno nel Mediterraneo, il secondo mercato mondiale dopo i Caraibi, se ci saranno le condizioni". Per ora tre turisti su quattro in Egitto sono europei, ma per una maggiore cooperazione fra Nord e Sud del Mediterraneo "in cima alle priorita' ci sono gli aspetti relativi alla sicurezza", ha ricordato anche Tajani. Nonostante il crollo del settore turistico causato dalla rivoluzione, l'Egitto in fase di ripresa adesso punta in alto: passare dai 16 milioni di turisti del 2010 a 30 milioni entro il 2020. Come? "Diversificando l'offerta – ha spiegato il ministro per il Turismo, Mohamed Hisham Zaazou – e puntando su nuovi mercati emergenti". Due le aree cruciali offerte per gli investimenti degli europei: far diventare il turismo piu' verde e sostenibile, tramite il solare termico e illuminazione a basso consumo, e lo sviluppo dell'area fra il Cairo e Assuan. Intanto sul fronte energia alcuni pionieri dell'Ue sono sbarcati da tempo: i primi in Egitto ad avere appena ottenuto i permessi per produrre rinnovabili, anche se per uso "interno" al gruppo, sono gli italiani di Italgen, controllata del gigante Italcementi Spa. "Sono previsti 120 MW – dice Giuseppe De Beni, consigliere delegato di Italgen – per un investimento fra i 120 e 140 milioni di euro di parco eolico, la cui produzione e' destinata a coprire meno del 50% del fabbisogno delle cinque cementerie di Italcementi in Egitto, che servono alla produzione locale. La fattoria eolica sara' localizzata a 90 km a Nord di Hurgada". Le prime turbine dovrebbero arrivare nel 2014 e l'obiettivo generale e' quello di arrivare a 400 MW di produzione. "Nell'ambito del gruppo i cementifici sono 55 – aggiunge De Beni – e l'Egitto e' uno dei Paesi piu' importanti: il 10% della capacita' di fuoco e' qui".

(di Chiara Spegni, da ansamed.ansa.it, 13/11/2012)




1 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

[justify]IL CAIRO, 14 NOV - L'Unione europea si mobilita per il 'nuovo Egitto' e mette in campo un maxi-pacchetto di aiuti da 5 miliardi di euro per il 2012 e il 2013. L'occasione per annunciarlo e' la riunione della prima task force Ue-Egitto, ma inaspettatamente a dare la notizia e' la presidenza egiziana, che brucia sul tempo la conferenza stampa congiunta.<br />
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In realta' i 5 miliardi di euro annunciati sono fondi che verranno messi a disposizione dall'Ue, ma non da incassare subito: la cifra di oltre un miliardo da parte delle istituzioni europee include 500 milioni di euro legati al pacchetto in via di approvazione di 4,8 miliardi del Fondo monetario internazionale, mentre la Banca europea di investimenti puo' mobilitare, dopo appositi negoziati, fino ad un miliardo di prestiti l'anno (per 2012 e 2013), cosi' come la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che dovrebbe cominciare le operazioni in Egitto entro dicembre 2012. Ma al di la' di come e quando saranno distribuiti questi finanziamenti, l'Unione europea ha voluto lanciare all'Egitto un segnale politico forte, a sostegno del percorso verso la democrazia del piu' importante Paese della primavera araba. ''La task force - ha spiegato Catherine Ashton, alto rappresentante per la politica estera Ue - e' il piu' grande incontro mai organizzato fra le due parti e nasce per sostenere il 'nuovo Egitto' nella transizione politica e per la crescita economica''. Transizione politica nella direzione di una ''democrazia profonda'', che non si limiti ad una giornata di elezioni e includa la voce della societa' civile. ''Come Ue stiamo lavorando - ha aggiunto l'alto rappresentante Ue - ad un approccio coordinato perche' gli aiuti raggiungano gli egiziani'', con l'obiettivo di ''rimettere l'economia nella direzione giusta, creare nuovi posti di lavoro e investimenti''.<br />
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Per questa task-force l'Unione europea ha schierato una delegazione importante, con istituzioni politiche, finanziarie e imprese. ''C'e' stata una mobilitazione su tutti i fronti'' ha detto il commissario europeo all'industria, Antonio Tajani, che ha coinvolto oltre 200 aziende nella missione al Cairo e ha firmato quattro accordi con le autorita' egiziane, per favorire le piccole e medie imprese e la riduzione del peso delle pratiche burocratiche, rilanciare la cooperazione fra le industrie e la standardizzazione dei prodotti, favorire la crescita del settore turistico. Secondo Tajani ''qui e' l'Europa che si sta impegnando e vuole essere protagonista. In passato siamo arrivati in ritardo: non e' stato cosi' questa volta''.<br />
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Non a caso l'Ue e' il partner commerciale numero uno degli egiziani e principale fonte di investimenti stranieri diretti.<br />
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Il primo banco di prova del 'nuovo Egitto' per i prossimi investimenti a breve termine da parte degli europei potrebbe essere quello del turismo, cruciale per gli egiziani cosi' come per i Paesi Ue del Mediterraneo. Gli operatori chiedono maggiore sicurezza nel Paese e dalle autorita' egiziane sono arrivate rassicurazioni in questo senso. In ballo c'e' il rilancio dell'economia e nuova occupazione. ''L'Ue si e' impegnata ad aiutarci in questa fase di transizione - ha detto il primo ministro egiziano, Hesham Kandeel - anche per creare posti di lavoro. L'Egitto dimostrera' di essere un partner serio''.<br />
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(di Chiara Spegni, da ansamed.ansa.it, 14/11/2012)[/justify]

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