Ue: Commissione, 12 azioni prioritarie per completare Mercato unico

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Bruxelles, 03 ott – L’obiettivo e’ presentare tutte le principali proposte legislative per dare forma all’Atto per il mercato unico II entro la primavera del 2013 e quelle non legislative entro fine 2013

Parlamento e Consiglio dovrebbero adottare le norme entro la primavera 2014. Vediamo punto per punto di che cosa si tratta

GRANDI RETI – L’efficienza e la piena integrazione delle reti di trasporto e dell’energia sono il fulcro del mercato unico. Di qui l’impegno ad aprire il settore dei servizi nazionali per il trasporto ferroviario di passeggeri alla concorrenza interna, migliorare il mercato unico per il trasporto marittimo; accelerare realizzazione di un ‘cielo unico’ europeo, rendere piu’ efficace l’applicazione dell’attuale legislazione in materia di energia

MOBILITA’ – La llibera circolazione transfrontaliera e’ alla base del mercato unico e rappresenta uno dei pilastri dell’Unione europea, ma persistono ancora ostacoli pratici e giuridici alla mobilita’ dei cittadini, delle attivita’ d’impresa e dei finanziamenti agli investimenti. La Commissione propone di sviluppare il portale Eures, rendendolo a pieno titolo uno strumento transfrontaliero per il collocamento e l’assunzione; mobilitare i fondi di investimento a lungo termine per le imprese private e i progetti a lungo termine; modernizzare le procedure di insolvenza, partendo dalle controversie transfrontaliere, e contribuire a creare un contesto che offra una seconda opportunita’ agli imprenditori in fallimento

ECONOMIA DIGITALE – Agevolare il commercio elettronico grazie a servizi di pagamento di piu’ facile utilizzo, piu’ affidabili e competitivi; affrontare una delle principali cause dei mancati investimenti nelle connessioni veloci a banda larga, ovvero i costi dell’ingegneria civile; rendere comune la fatturazione elettronica, comprovata fonte di risparmio, nelle procedure relative agli appalti pubblici

IMPRESA – Migliorare le norme sulla sicurezza dei prodotti e della loro applicazione; misure per garantire l’accesso generalizzato ai conti correnti, nonche’ commissioni trasparenti e comparabili e un trasferimento piu’ semplice del conto corrente.

Aps

(RADIOCOR) 03-10-12 15:41:03 (0321) 5 NNNN




1 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

<strong>Il problema della Tobin Tax, chiamata anche Robin Hood Tax, è questo: se voi state viaggiando con un sacchetto di monete d’oro legato alla sella del cavallo e sapete che è al lavoro l’eroe che «ruba ai ricchi per dare ai poveri» probabilmente eviterete la foresta di Sherwood.</strong> Così faranno molti dei grandi investitori - o speculatori, come piace chiamarli ai governi che dovranno scegliere tra il fare affari in un Paese dove la tassa sulle transazioni finanziarie sarà (forse) introdotta o farli dove questa tassa non c’è. Il guaio si risolverebbe se la foresta di Sherwood coprisse l’intero pianeta. Ma così non sarà. Gli Stati Uniti rifiutano la Tobin Tax; la maggiore piazza finanziaria europea, Londra, non la vuole (ha già un’imposta di bollo); lo stesso la maggior parte dei Paesi dell’Asia.<br />
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Nemmeno tutti i membri dell’Eurozona sono disposti a introdurre questo prelievo dello 0,1% sulla compravendita di strumenti finanziari e dello 0,01% sui prodotti derivati. Tanto che in Italia è in corso una raccolta di firme per spingere il governo Monti – scettico sul tema - ad aderire all’iniziativa lanciata dai ministri delle Finanze di Francia e Germania, Pierre Moscovici e Wolfgang Schbble, che puntano a introdurre la tassa sulle transazioni finanziarie almeno in quei Paesi che ci stanno, come minimo nove per fare scattare la «cooperazione rafforzata» consentita dai trattati della Ue. Ma anche Paesi come Olanda, Spagna e altri dell’Est sono scettici. Concordano con il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, che la scorsa primavera sottolineava come l’Europa debba attrarre investitori esteri. «Viene da chiedersi se la tassa sia il miglior modo per riportarli nell’area euro», disse. Il Consiglio europeo del 18 e 19 ottobre potrebbe dunque dovere prendere atto che la soglia dei nove Paesi favorevoli non è stata raggiunta (la Francia potrebbe procedere da sola). Allungando così i tempi di un’illusione non recente. Poco male, probabilmente: <strong>non è nemmeno detto, infatti, che la Tobin Tax prenda ai ricchi per dare ai poveri, dal momento che i grandi operatori finanziari hanno gli strumenti per passarla interamente ai loro clienti. Caso di Robin Hood che prende a chi è più povero.</strong><br />
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Danilo Taino<br />
tir @danilotaino<br />
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(Corriere della Sera, 5-10-2012)

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