Ucraina, Russia-Usa: guerra spaziale. Mosca «vieta» la ISS agli americani

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La tensione tra Russia e Stati Uniti sulla crisi in Ucraina sta salendo alle stelle. Letteralmente: Mosca, in risposta alle sanzioni disposte da Washington, ha minacciato per la prima volta di intralciare pesantemente le attività spaziali degli americani. Come? Proibendo agli States di usare motori di fabbricazione russa per il lancio dei satelliti; annunciando – di fatto – la fine dell’esperienza della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) e minando il funzionamento del sistema Gps. Tutte le decisioni sono state comunicate dal vice primo ministro Dmitry Rogozin. Che su Twitter si è anche lasciato andare a un’ironia piena di scherno: «In poche parole, un trampolino. Senza dubbio. Solo un trampolino!», ha scritto riferendosi all’unico modo in cui gli americani potranno raggiungere la Iss.

I razzi

La prima ritorsione russa riguarda il blocco della vendita dei motori dei razzi di fabbricazione russa che servono per mandare in orbita i satelliti militari Usa. «Il fatto è che finché non avremo garanzie che i nostri razzi vengano utilizzati solo per lanci non militari – ha spiegato Rogozin all’agenzia Interfax – non ne permetteremo l’uso agli Stati Uniti». Il vice primo ministro ha spiegato che lo stop alla vendita dei motori russi è la risposta alla decisione Usa di sospendere la concessione di nuove licenze, e revocare quelle già autorizzate, per l’esportazione per ogni prodotto di alta tecnologia che può avere anche un uso militare. Il problema non sarà di semplice soluzione per gli Usa perché i motori russi MK-33 e RD-180 sono considerati i migliori sul mercato.

 

La Stazione Spaziale Internazionale

Rogozin ha anche detto che la Russia non ha intenzione di rinnovare oltre il 2020 la cooperazione con gli Stati Uniti sulla Stazione Spaziale Internazionale (dove tra l’altro sono presenti anche moduli di fabbricazione italiana). Per la Iss la collaborazione di Mosca è indispensabile perché le uniche navicelle per rifornire la stazione e avvicendare gli equipaggi sono le antiquate ma affidabili Soyuz, visto che gli shuttle sono andati in pensione. Gli Usa vorrebbero continuare a tenere in volo la Iss (costata 100 miliardi di dollari e frutto della collaborazione di 15 nazioni) almeno fino al 2024.

 

Gps e Glonass

Ma le rappresaglie anti statunitensi non finiscono qui. Rogozin ha annunciato che la Russia da giugno spegnerà i ricevitori a terra del Gps americano (di fatto oscurandolo) sul suo territorio, se non otterrà la possibilità di posizionare negli Stati Uniti lo stesso tipo di antenne appartenenti al suo sistema di navigazione, il Glonass. Se non si raggiungerà un accordo entro settembre Rogozin ha minacciato di staccare per sempre la spina al sistema Gps in Russia.

 

 

http://www.corriere.it/esteri/14_maggio_13/ucraina-russia-risponde-usa-minaccia-rappresaglie-spazio-7c98106a-dad8-11e3-87dc-12e8f7025c68.shtml

 




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