Ucraina, all’Est la sfida dei referendum.

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Ucraina, all’Est la sfida dei referendum.

Cinque milioni di elettori chiamati oggi alle urne per decidere.
L’Occidente non riconoscerà il risultato della consultazione sullindipendenza delle regioni filorusse di Donetsk e Lugansk Merkel e Hollande a Kiev: nessuna azione militare fino al 25.

LA CRISI

MOSCA Falsa partenza, oppure no?
Ci mancava anche il giallo sull’inizio del referendum sull’autonomia in Ucraina orientale. Le agenzie ufficiali di stampa russe hanno battuto ieri sera la notizia che la consultazione era stata anticipata in due circoscrizioni per il peggioramento della situazione generale e per il pericolo dell’ennesimo attacco delle forze ucraine. La fonte citata era Roman Ljaghin, capo del
Comitato elettorale della Repubblica popolare di Donetsk.
Dopo un paio di ore è arrivata secca la smentita. La notizia è falsa ed è stata una «provocazione» da parte di «alcuni canali televisivi ucraini». Ciò – ha spiegato il responsabile dell`ufficio stampa della stessa Repubblica, Vitalij Ivanov – non è logico. In presenza di qualsiasi affluenza il risultato sarà considerato valido. E’ prevedibile: la maggioranza degli abitanti della regione del Donbass sosterrà l`indipendenza.

LE PREVISIONI SUL VOTO

I separatisti hanno già dichiarato che i170% degli aventi diritto parteciperà al referendum. Osservatori non ve ne saranno, poiché non servono.
Alcuni giornalisti locali hanno tentato di verificare se fosse vero he la consultazione era incominciata da qualche parte. Nella scuola 32 del quartiere Lenin di Donetsk,
già intorno alle 14, si stava votando, riporta un’agenzia di stampa del Donbass. «Così non
hanno nemmeno gli elettori tra i piedi», è stato uno dei commenti più gettonati su Tweeter.
Nella regione di Lugansk le cose paiono andare meglio per i filo-russi.
La locale Commissione elettorale ha comunicato di avere ricevuto 1,8 milioni di bollettini e
1471 sono i seggi aperti. Il risultato atteso è di 83% di sì. Il quesito posto agli elettori è “Sostenete l’atto di autonomia della Repubblica popolare?”.
Se le risposte saranno in maggioranza positive domenica prossima i separatisti vorrebbero
organizzare una nuova consultazione per l’adesione alla Russia. Il governo centrale di Kiev, l’Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone non riconoscono la validità
di queste votazioni, bollate come «illegali». La stessa Russia aveva chiesto ai separatisti di posticiparle, ma il popolo ha deciso in maniera diversa.

LA TENSIONE

Come riportano nostre fonti, l’ordine pubblico è ovunque precario, la tensione è altissima e la popolazione, rinchiusa a casa, ha paura per cosa possa accadere da domani.
Dopo un incontro sul Baltico, la cancelliere tedesca Merkel e il presidente francese Hollande hanno
invitato le forze di sicurezza ucraina ad «astenersi dal lanciare azioni offensive prima delle elezioni» presidenziali del 25 maggio.
L’obiettivo comune deve essere il disarmo degli irregolari a cominciare da giovedì 15. In questo modo, ritengono Berlino e Parigi, le parti rinunceranno «all’uso della violenza». La Merkel e Hollande hanno minacciato la Russia di definire nuove sanzioni contro di lei se dovessero fallire le presidenziali ucraine del 25. Soprattutto la cancelliera tedesca è apparsa delusa dalla decisione di Vladimir Putin di partecipare alla parata navale di venerdì scorso in Crimea, la penisola
contesa tra Russia e Ucraina.
La Merkel aveva chiesto personalmente al capo del Cremlino di evitare in questo momento tale viaggio. Giuseppe D’Amato
(Da Il Messaggero, 11/5/2014).

 




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