Tv cinese a New York

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IL NUOVO CANALE SI CHIAMERÀ «CNC WORLD», LA SEDE È ACCANTO AL PALAZZO DEL NEW YORK TIMES

"Good morning china" la tv cinese a New York

Pechino lancia un network in lingua inglese per parlare al mondo

di FRANCESCO SEMPRINI

Un network cinese nel cuore di Manhattan. La Xinhua News Agency, la principale agenzia di stampa cinese, sta per lanciare un canale di informazione 24 ore su 24 in lingua inglese la cui sede sorgerà a Times Square. Un’iniziativa che si inquadra nella strategia messa a punto da Pechino per rafforzare la presenza
e l’influenza dei media nazionali all’estero. «Puntiamo ad avere una visione dell’informazione internazionale ma con una prospettiva cinese», spiega il presidente di Xinhua, Li Congjun, annunciando che il canale si chiamerà
Cnc World. E’ la conferma che il governo di Pechino è pronto a spendere miliardi di dollari per creare un impero mediatico a livello globale. Le autorità cinesi si sono spesso lamentate per come lo Stato asiatico viene ritratto in maniera erronea dai media occidentali, danneggiando spesso l’immagine e gli interessi politico-commerciali della Nazione all’estero. Il nuovo canale avrà una struttura simile a quella di Al Jazeera, il canale di informazione del Qatar, con l’obiettivo di coprire in maniera esaustiva tutti i principali accadimenti internazionali. Secondo gli
analisti la strategia di espansione messa a punto dal governo cinese ha importanti opportunità di successo perché arriva in un momento in cui i media occidentali, alle prese con un calo degli introiti pubblicitari, sono costretti a ridurre personale e redazioni in giro per il mondo. «Mentre i nostri canali di informazione si stanno sciogliendo come la neve al sole la Cina sta crescendo a 360 gradi», spiega Orville Schell, direttore del centro per le relazioni Usa-Cina dell’Asia Society di New York ed ex direttore della scuola di giornalismo di Berkeley. «Vogliono rafforzare le loro credibilità come fonte di informazione mondiale – spiega Schell – e per farlo partono
proprio da New York, una piazza strategica e di grande immagine». Per lanciare Cnc World, Pechino ha scelto proprio il cuore di Manhattan, ovvero Times Square, dove la sede sorgerà in cima a un grattacielo di 44 piani e accanto ai quartier generali dei più importanti canali di informazione del mondo come Reuters, Conde
Nast, News Corp e New York Times. L’arrivo del nuovo canale tv è solo una delle operazioni che il governo di Pechino è in procinto di mettere a punto nell’ambito della nuova strategia di espansione mediatica.
China Central Television, il più importante network del Paese, controllato dallo stato, ha già avviato una manovra di espansione globale offrendo canali in lingua inglese, spagnola, francese e araba. La Cina ha inoltre finanziato l’acquisizione di China Daily, quotidiano in lingua inglese, e ha lanciato una edizione sempre in inglese del Global Times, giornale controllato da People’s Daily, il principale organo di informazione del Partito comunista. Non è chiaro tuttavia, secondo gli esperti del settore, se i media controllati dal governo di Pechino siano in grado di attrarre una audience ampia e soprattutto l’attenzione degli sponsor. In molti sono convinti infatti che l’agenzia di stampa cinese, sebbene in fase di espansione, manchi di obiettività perché talvolta è usata dal Partito comunista come canale propagandistico. Inoltre in passato alcuni media nazionali sono stati accusati di avere forti
legami con le agenzie di intelligente. Xinhua è nata nel 1931 come Red China News Agency, ancor prima che il Partito comunista giungesse al potere nel 1949, e ad oggi è considerata il canale di informazione preferenziale del governo. L’agenzia ha al suo attivo 10 mila impiegati e 120 redazioni in tutto il mondo dove sta assumendo
personale non cinese nel tentativo di dare un’impostazione più internazionale alla sua struttura. Secondo gli esperti di Asia Society, Pechino è determinata a presentare la sua agenzia e il nuovo network televisivo come un’alternativa credibile e alternativa ai grandi colossi dell’informazione occidentali. «Nonostante i grandi sforzi compiuti sino ad oggi, la Cina è ancora convinta di non essere considerata con la dovuta serietà e credibilità sull’informazione a livello globale – spiega Schell -. Il lancio di Cnc è un passo in questa direzione perché
vuole occupare gli spazi lasciati vuoti dai media occidentali in declino».
(Da La Stampa, 4/7/2010).




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