TTIP: I trattati commerciali stipulati in segreto sono una minaccia per i diritti umani sostiene Alfred de Zayas, esperto delle Nazioni Unite.

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TTIP: I trattati commerciali stipulati in segreto sono una minaccia per i diritti umani sostiene Alfred de Zayas, esperto delle Nazioni Unite.

Come l’Era sostiene già da oltre un anno, essendo entrata a far parte della coalizione europea Stop-TTIP, gli accordi commerciali di libero scambio ed investimento, che riguardano la vita dei cittadini europei, sono una minaccia alla democrazia e alla governabilità degli stati che li sottoscrivono. Anche alle Nazioni Unite se ne stanno accorgendo e l’Esperto Indipendente sulla promozione di un ordine internazionale democratico ed equo, Alfred de Zayas, ha espresso la sua profonda preoccupazione per la generale mancanza di consapevolezza sugli effetti negativi già esistenti, o ancora in fase di negoziati, bilaterali e multilaterali, che gli accordi di libero scambio e d’investimento hanno sul godimento dei diritti umani in molti paesi, in particolare in quelli emergenti, compreso il diritto alla salute, il diritto all’istruzione e il diritto di vivere in un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile.

“Sono preoccupato per la segretezza dei negoziati per gli accordi commerciali, che hanno escluso le principali categorie coinvolte dal processo, tra cui sindacati, associazioni ambientaliste, movimenti di sicurezza alimentare e gli operatori sanitari.

Nel processo decisionale, una divulgazione proattiva da parte dei governi, una vera consultazione e la partecipazione del pubblico sono indispensabili per rendere questi accordi democraticamente legittimi.

E’ come se stessimo diseredando i cittadini, e ciò costituisce una violazione dei diritti umani, i quali stabiliscono che ogni cittadino ha il diritto e la possibilità di partecipare alla conduzione degli affari pubblici.

Dovrebbero essere urgentemente intraprese valutazioni d’impatto dei diritti umani, visti i numerosi trattati attualmente in esame e il rischio potenziale che essi rappresentano per il godimento di tali diritti.

Io sono particolarmente preoccupato per l’impatto che gli arbitrati sulle dispute Investitore Stato (ISDS) hanno già avuto e prevedibilmente avranno sui diritti umani, in particolare la disposizione che consente agli investitori di sfidare legislazioni e decisioni amministrative nazionali qualora esse possano potenzialmente ridurre i loro profitti.

Tali tribunali investitore-Stato sono costituiti da arbitri, per lo più avvocati aziendali, la cui indipendenza è stata messa in discussione per motivi di conflitto di interessi, e le cui decisioni non sono soggette ad appello o ad altre forme di responsabilità.

L’apparente mancanza di indipendenza, trasparenza e responsabilità dei tribunali ISDS comporta anche una violazione del principio fondamentale di legalità sancito dal diritto internazionale dei diritti umani, tra cui l’articolo 14 della ICCPR (International Covenant on Civil and Political Rights, Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici), i quale sancisce che la legge debba essere applicata da tribunali indipendenti.

Si è sostenuto che l’ISDS allontana il campo di gioco dalla legittimazione democratica, favorendo le grandi imprese a scapito dei diritti e degli interessi dei lavoratori e dei consumatori. L’istituzione di sistemi paralleli di risoluzione delle controversie e la loro esenzione dal controllo è incompatibile con i principi di costituzionalità e dello stato di diritto.

Dato che tutti gli Stati sono tenuti a rispettare la Carta delle Nazioni Unite, tutti i trattati bilaterali e internazionali devono essere conformi con la Carta e ai suoi principi di parità di diritti e autodeterminazione dei popoli, il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, l’uguaglianza sovrana degli Stati, il divieto di minaccia e l’uso della forza e di intervento in questioni che appartengono essenzialmente alla competenza interna di Stati.

Per questo, invitiamo tutti a continuare a firmare la petizione, disponibile sul sito www.eraonlus.org, per bloccare le negoziazioni e mantenere il godimento dei diritti umani in Italia e nel mondo.




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