«Troppo inglese»

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Da Chieti parte ancora una volta una crociata contro lo strapotere della lingua inglese negli uffici dell'Unione Europea: protagonisti, ancora una volta, gli esperantisti di “Allarme Lingua”, associazione in difesa delle peculiarità delle singole lingue nazionali, guidati da Giorgio Bronzetti, che ha ottenuto con la sua lunga attività molti riconoscimenti ed appoggi da tutta Europa. Bersaglio questa volta della polemica è il commissario europeo responsabile della delega al multilinguismo, lo slovacco Jan Figel che ha di recente nominato un gruppo di esperti di alto livello che ha il compito di supportare le attività del commissario, in materia di instaurazione e diffusione del multilinguismo nell'Unione Europea. Bronzetti, appoggiato da diverse organizzazioni europee che si occupano di diritti linguistici, ha scritto una circostanziata lettera a Figel, mostrando tutta la sua insoddisfazione per la scelta del pool di esperti: “Non si può, infatti, non notare – scrive il presidente di “Allarme Lingua” – tra questi esperti di multilinguismo la massiccia presenza di professori di inglese e di filosofi politici, il cui unico merito sembra essere, l'appoggio ad una anglicizzazione immediata dell'umanità. Parimenti non si può non notare l'assenza di organizzazioni di difesa delle lingue europee, presenti in quasi tutti i Paesi dell'Europa comunitaria, le quali rappresentano quei cittadini, nel cui nome lei dichiara di operare. Assenti sono anche tutti gli esperti che in qualche misura criticano l'azione della Commissione Europea, la quale dichiara di operare per il multilinguismo allorché, nei fatti, favorisce l'anglicizzazione progressiva dell'Europa e la scomparsa delle culture locali a vantaggio della sola cultura degli Stati Uniti, che sembra essere il suo Paese di riferimento. Noi non ci illudiamo che lei sia così attento alla sorte del cittadino europeo al punto da ascoltare le nostre proteste, ma almeno non ci faccia l'affronto di continuare a parlare di multilinguismo e, per di più, solo, sempre, rigidamente in inglese. La Comunità Europea sarà multilingue o finirà come l'Unione Sovietica, come qualsiasi regime politico che opera per imporre il pensiero unico”. Per sostenere la propria battaglia, Bronzetti ha anche recentemente scritto ai ministri degli Esteri, Massimo D'Alema, e dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni: “Se l'Unione Europea – spiega – intende preservare il cosiddetto multilinguismo, non può poi nominare la relativa Commissione con membri tutti di lingua anglosassone e ispirati alla cultura degli Stati Uniti d'America più che a quella dell'Europa, e i cittadini italiani hanno il diritto di essere tutelati nell'uso della lingua madre, lasciando a chi vuole ogni libertà di studiare l'inglese, il francese, il tedesco, il russo, il cinese, l'esperanto e qualsiasi altra lingua preferisca”.

di ANTONELLO ANTONELLI (da “Il Tempo”)

14/12/2006

Questo messaggio è stato modificato da: Arianna_Screpanti, 02 Feb 2007 – 03:55 [addsig]




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