Tre priorità: Europa, legge elettorale e riduzione delle tasse

Posted on in Europa e oltre 20 vedi

Tre priorità: Europa, legge elettorale e riduzione delle tasse

Nel tentativo di rimediare, il conformismo dei vincitori che non hanno vinto propaganda due scenari obbligati. Che non stanno inpiedi. Uno è la tesi di un governo di minoranza. Per lafiduciasarebbe necessario che i grillini uscissero dal Senato. Tuttavia, essendo il numero legale r6o (metà di 315+ quattro a vita), il centrodestra (che ha 118 senatori) risponderebbe alla mossa facendo uscire io6 dei suoi da sommare ai 54 grillini (in tutto i6o, cioè il numero legale) lasciando inAula i restanti suoi n a richiedere come da regolamento l’irragiungibile numero legale. Governo di minoranza impossibile. L’altro scenario è la tesi delle dimissioni anticipate di Napolitano e la nomina del successore prima di quella del Governo. Questo scenario – che suppone Napolitano pedina dei partiti -sarebbe un espediente per congelare il gabinetto Monti, incapace di concepire meno tasse e reduce dalflop elettorale. Non vedo vantaggi e spetterebbe sceglierlo al presidente, non ai partiti. Ai partiti occorre realismo. La maggioranza di governo può esserci solo su temi concordati. Le priorità del Paese: Europa e riforma elettorale. Sulla prima, confermando laprospettiva europea e indicando ì cambiamenti democratici nella sua gestione. Sulla seconda, definendo il doppio turno insieme a semipresidenzialismo e al taglio dei costi dellapolitica nazionale e periferica. Un governo è fattibile (stando ai programmi) abbandonando i tabù di chi si reputa destinato avincere e non ne è capace. Lettera firmata La tesi delle dimissioni anticipate del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per permettere la nomina del suo successore prima di quella del Governo non è realistica, essendo un’acrobazia impossibile. Perché sarà Napolitano a dare l’incarico, come ha già spiegato, e perché nell’eventualità citata entreremmo comunque in una fase di stallo e di accresciuta incertezza che non possiamo permetterci. Sono d’accordo sul fatto che ai partiti necessiti grande realismo. E sono d’accordo che su Europa (per la quale esigere un cambio di passo pro-crescita) e su riforma elettorale (doppio turno e semipresidenzialismo proposta più che potabile) si debba stringere un accordo rapido e incisivo, abbandonando, come lei osserva, i tabù. Aggiungerei un terzo punto: la pressione fiscale da ridurre. Non vorrei che dopo la pioggia di promesse in campagna elettorale, restassimo a secco di fatti. Sarebbe un nuovo, imperdonabile errore.

twitter@guidogentili1

Il Sole 24 Ore, 7-03-2013




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.