Tosca, “Il Suono della Voce” in Yiddish, Portoghese, Francese, Rumeno, Giapponese, Libanese, italiano, romano e napoletano.

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Tosca, Il Suono della Voce: “La musica del mondo ti stupisce, ti sorprende”.

È uscito Il Suono della Voce, nuovo album in studio di Tosca. Preceduto dal bellissimo inedito di Ivano Fossati che dà il titolo al nuovo lavoro dell’interprete di “Vorrei Incontrarti Fra Cent’anni”, “Il Suono della Voce” è un album racconta il ritorno in studio di registrazione dell’attrice e cantante per fotografare lo ‘stato dell’arte’ dopo un dieci anni di attività live.

L’album è vero e proprio omaggio alla canzone, per raccontare storie, sentimenti e modi espressivi provenienti da tutto il mondo: Tosca canta in Yiddish, Portoghese, Francese, Rumeno, Giapponese, Libanese, italiano, romano e napoletano. «Tosca, è prima di tutto una donna che crede nell’artigianalità e conseguente indipendenza assoluta del lavoro d’artista. Di qui discese 10 anni fa la scelta di rinunciare a un importante contratto discografico per diventare imprenditrice, produttrice e impresario di se stessa nel solco della migliore tradizione teatrale italiana, profondamente legata all’idea di ‘bottega a conduzione famigliare’, progetto realizzatosi nel sodalizio artistico, imprenditoriale e sentimentale con il compagno, il regista e attore Massimo Venturiello».

Questo nuovo lavoro -Il Suono della Voce- prodotto da Tosca e dalla violoncellista Giovanna Famulari in collaborazione con la Bubbez Orchestra, è un viaggio attraverso le potenzialità espressive della voce di Tosca ma anche indagine sull’intramontabile forma canzone, nelle sue mille anime diversamente coltivate in tutto il mondo. Nel fondo in tutto l’album c’è sempre un’idea di musica, profonda e radicata, che viene da lontano.

Tosca racconta così questo progetto: «Conoscere un paese attraverso la propria musica è come … assaggiarne il sangue … come lasciarsi andare a dei richiami primitivi, forse più’ ancestrali della lingua stessa … la musica di un popolo ti racconta tutto quello che c’è da sapere. […] Subito dopo quella che e’ stata la mia vera partenza per il viaggio nelle radici: “Romana”, omaggio a Gabriella Ferri, prospettiva sulla cultura della canzone e della letteratura romana […]. La musica del mondo ti stupisce, ti sorprende . Così’, durante una funzione religiosa, in Sicilia ho sentito tre donne che cantavano uno strano Adeste Fideles. Ho chiesto in che lingua fosse, mi hanno risposto: “in iracheno”. Ho chiesto loro di cantarla per poterla registrare ed oggi nei miei concerti trovo sempre un posto per eseguirla. La stessa cosa per una canzone dei matrimoni Yiddish; una canzoncina che sentivo canticchiare da una signora che mi aiutava in casa. Anche questo è viaggiare».:

Presentato live con due concerti -a Roma e Milano- alla presenza di un pubblico entusiasta e molti amici -da Paolo Limiti a Susanna Tamaro e Rossana Casale- Il Suono della Voce è una sorta di “Ti amo in tutte le lingue del mondo”, al mondo stesso e alle sue innumerevoli declinazioni -fioriture- di cultura, da parte di un’artista che ha trovato ormai da tempo nella canzone teatro il suo habitat naturale. Lorenzo Peroni
(Da artslife.com, 27/11/2014).




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